Cosmari, l’allarme di Farabollini:
“Situazione finanziaria preoccupante”
LA SEGNALAZIONE - Il consigliere di "Castelraimondo che sarà" ha partecipato ieri all'approvazione del bilancio 2015 con un attivo di 29mila euro. Analizzati i conti segnala, tra l'altro "l’abnorme deficienza finanziaria della società di circa 34 milioni di euro, alla luce della limitatissima capacità di autofinanziamento"
«I sindaci hanno votato il bilancio consuntivo del Cosmari senza farsi troppe domande, eppure la sua situazione finanziaria è preoccupante, è come se un’azienda fosse indebitata per un anno intero di fatturato, se si fosse trattato di una società privata, le banche non l’avrebbero sostenuta», così Dario Farabollini, consigliere comunale del gruppo “Castelraimondo che sarà”, lancia l’allarme sulla situazione di bilancio del Cosmari, dopo aver assistito all’assemblea dei sindaci di ieri. «Ciò che disorienta è l’abnorme deficienza finanziaria della società di circa 34 milioni di euro, poco meno di 30 milioni di euro nel lungo termine e poco più di 4 milioni di euro nel breve termine, soprattutto alla luce della limitatissima capacità di autofinanziamento – spiega Farabollini – determinato dalla incapacità della stessa di generare un utile soddisfacente per le necessità aziendali. Preoccupa quindi la sostenibilità finanziaria prospettica dell’azienda nel breve ma soprattutto nel medio lungo termine». Secondo Farabollini sarebbe inevitabile il ricorso ad un nuovo rifinanziamento da parte dei Comuni, fatto con i soldi dei cittadini: «Salvo che gli enti locali soci mettano mano al portafoglio di eventuali soci pubblici che vogliano entrare, la sostenibilità futura dell’azienda dipenderà o dall’aumento delle tariffe o da una decisa razionalizzazione dei costi o eventualmente da una combinazione di entrambe. Chissà i sindaci si son posti il quesito di come risolvere le relative implicazioni finanziarie, al fine di evitare che un domani possano direttamente od indirettamente ricadere sui cittadini».
Farabollini ha analizzato minuziosamente il bilancio consuntivo 2015, che si è chiuso con un utile di 29mila e 140 euro, a fronte di un fatturato complessivo di circa 37 milioni di euro. Tra i dati segnalati da Farabollini una perdita di 514mila euro, nella differenza tra i ricavi ed i costi di produzione, mentre nel 2014 si era registrato un utile di 914mila euro con una perdita di efficienza dell’azienda, pari a un milione e 450mila euro. “Al netto dei maggiori costi per il personale di 329mila euro circa vi sono inefficienze complessive per un altro milione di euro circa. La Società sopporta la somma netta di circa 821mila euro di interessi passivi finanziari bancari», rileva il consigliere secondo cui il conto economico è stato pareggiato attraverso plusvalenze di carattere straordinario ed elevata riduzione delle imposte, anche se rileva che per il consiglio di amministrazione «causa della perdita di efficienza la situazione di carattere eccezionale che si è venuta a determinare a seguito dell’incendio di uno dei depositi in data 9 luglio 2015». Preoccupa Farabollini anche il dato che emerge dall’analisi del conto patrimoniale: «Gli investimenti dell’azienda sono superiori al patrimonio della stessa per appunto circa 20 milioni di euro. In sostanza una deficienza finanziaria a lungo termine per circa 20 milioni di euro – scrive – tale situazione, nel 2016, è prevista in peggioramento per circa altri 9 milioni di euro sino quindi a raggiungere una deficienza finanziaria a lungo termine complessiva di circa 29 milioni di euro a seguito di un nuovo finanziamento bancario che si è concluso a febbraio 2016 con un pool di banche del gruppo Iccrea (Bcc di Filottrano, Bcc di Spello e Bettona, Bcc di Casavecchia) per nuovi investimenti».
