«L’Imu non può finanziare le scogliere
e anche potendo ci faremmo
non più di 500 metri»

PORTO RECANATI - Il sindaco Andrea Michelini e l'assessore Lorenzo Riccetti rispondono al comitato Viva Scossicci che proponeva di impegnare il gettito dell'imposta per la realizzazione delle protezioni: «L'utilizzo è vincolato, ma anche se impegnassimo tutti i 5 milioni introitati non risolveremmo il problema»

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I lavori alle scogliere a Porto Recanati

Dopo l’appello del comitato Viva Scossicci sull’utilizzo degli introiti Imu per finanziare la difesa della costa, arriva la replica dell’amministrazione comunale di Porto Recanati, che chiarisce limiti e possibilità di intervento sul fronte delle risorse. Il tema è quello dell’emergenza erosione della costa porto recanatese, aggravata dalle mareggiate che nelle ultime settimane ha colpito duro danneggiando chalet e limando ancora di più l’arenile. 

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Il progetto per le nuove scogliere

«La difesa della nostra costa è una priorità assoluta – dichiara il sindaco Andrea Michelini – ma stiamo agendo con serietà e concretezza, senza cedere a soluzioni semplicistiche che rischierebbero di creare più problemi di quanti ne risolvano». La precisazione arriva dopo la richiesta avanzata dal comitato di un consiglio comunale straordinario che valuti la proposta di destinare le entrate Imu alle opere di protezione del litorale. Una possibilità che, secondo l’amministrazione, non è praticabile. «L’Imu è una delle principali entrate del nostro Comune, ma non è una “riserva libera” utilizzabile a piacere per qualsiasi emergenza – aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Riccetti – attualmente, gli introiti della tassa finanziano servizi essenziali e continuativi quali manutenzione urbana, scuole, servizi sociali, sicurezza, illuminazione e il funzionamento stesso dell’Ente. In altre parole, quelle risorse sono già destinate a garantire servizi ai cittadini. Pensare di destinarle integralmente a interventi straordinari significherebbe compromettere l’equilibrio del bilancio e ridurre servizi essenziali per i cittadini».

Dall’amministrazione sottolineano inoltre come la legge imponga vincoli rigorosi sul loro utilizzo: «un uso improprio comporterebbe conseguenze serie, come blocchi della spesa, aumento della pressione fiscale e, nei casi peggiori, rischi per la stabilità finanziaria del Comune. Va inoltre considerato che la competenza in materia di difesa della costa appartiene alla Regione, sebbene in collaborazione con il Comune, e le opere di difesa vengono finanziate, come attualmente stiamo facendo, con fondi dedicati europei, ministeriali e regionali. Gli interventi di difesa della costa richiedono programmazione, risorse dedicate e competenze specifiche. Non si tratta di opere improvvisabili, ma di lavori complessi che stiamo portando avanti con finanziamenti mirati e con una visione strutturale. A Scossicci, ad esempio, sono già attivi interventi per oltre 10 milioni di euro, tra scogliere e rafforzamento dei pennelli esistenti».

E poi c’è anche il dato tecnico riportato dall’assessore. Ovvero l‘intero gettito Imu di 5 milioni consentirebbero scogliere per soli 500 metri. «Pur impegnando interamente tali risorse, il problema resterebbe in larga parte irrisolto. Ciò non significa sottrarsi al problema: l’amministrazione è al lavoro sul tema della difesa della costa dal primo giorno del suo insediamento; ha reperito per Scossicci 10 milioni di euro di finanziamenti e i lavori di realizzazione delle scogliere e di rinforzo dei pennelli esistenti sono in corso. Altre opere di difesa sono in fase di completamento a sud. Stiamo cercando di attrarre ulteriori finanziamenti regionali, nazionali ed europei, fondi che rappresentano l’unica via corretta e sostenibile per interventi di questa portata».

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