Rifiuti speciali: il comitato
prepara la manifestazione

MONTE SAN GIUSTO - Mentre il sindaco Gentili organizza l'assemblea pubblica con Asur e Arpam i cittadini annunciano una protesta in piazza: "Non forniscono spiegazioni e non ci tutelano. Il primo cittadino è il garante della salute pubblica ma non svolge il suo ruolo"
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Rifiuti all'esterno della Eco Service

Alcuni rifiuti di materiale edilizio (foto d’archivio)

di Marco Ribechi

Impianto di smaltimento rifiuti di Monte San Giusto: i cittadini non accettano le spiegazioni del sindaco e organizzano una manifestazione di protesta. Sabato 14 maggio alle 9, mentre il sindaco Andrea Gentili incontrerà i rappresentanti di Asur e Arpam in assemblea pubblica, il “Comitato per la salvaguardia della salute e del territorio di Monte San Giusto” si concentrerà in piazza Aldo Moro per manifestare il proprio dissenso. Solo una delegazione parteciperà all’assemblea in rappresentanza del comitato. «L’amministrazione continua ad essere latitante e a non fornire spiegazioni sufficienti – dicono i membri del comitato – ad esempio quello che l’amministrazione definisce “Impianto di recupero di materiali inerti non pericolosi” in realtà è un “Impianto di recupero di materiali inerti speciali non pericolosi”, come dal progetto stesso del committente. L’aggettivo “speciale”, omesso dal Comune, è rilevante poiché i rifiuti speciali sono quelli generalmente prodotti da industrie e aziende, e vengono gestiti e smaltiti da un sistema di ditte private. Al contrario i rifiuti urbani vengono gestiti dalla pubblica amministrazione sulla base di contributi fiscali».

impianto monte san giusto 2

Il torrente durante una piena (foto d’archivio)

Anche l’idea che il Comune abbia già respinto una volta il progetto non convince i membri del comitato:  «Lo hanno respinto perché il progetto della struttura è stato considerato sovradimensionato – continua il comitato – Invece vorremmo che il sindaco intervenisse non sulle dimensioni della struttura ma sulla sua pericolosità. E’ insalubre di prima classe e dovrebbe sorgere su un terreno agricolo dove il piano regolatore non consente l’insediamento. Si tratta di un’area di salvaguardia paesistica ambientale dove non è consentita alcuna nuova costruzione. E’ inserito anche tra le aree coltivate, tra quelle di alta percettività visuale e ha anche un vincolo paesaggistico perché molto vicino al torrente Cremone. A ridosso ridosso dell’area vi sono insediamenti abitativi e attività produttive con numerosi dipendenti. Non è accettabile che tutto ciò non sia stato considerato degno di nota». In altre parole il Comitato chiede al sindaco di tutelare la città: «Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne propone lo sviluppo – conclude il comitato – il sindaco è il responsabile della tutela della salute pubblica. Provare a lavarsene le mani non è ammissibile da chi ha scelto di amministrare il territorio. L’incontro pubblico con il promotore del progetto, promosso dall’amministrazione, è inopportuno. Si sponsorizza il progetto di un privato mentre appena qualche settimana era stata rifiutata la richiesta di un’assemblea pubblica ai cittadini. Se non si fosse mosso il comitato il sindaco Gentili non avrebbe posto il problema mancando al suo ruolo di tutore della salute pubblica. Per questo rivolgiamo l’invito all’amministrazione a partecipare agli incontri pubblici organizzati domani a Villa San Filippo e giovedì all’Auditorium Sant’Agostino (leggi l’articolo)».

 

 



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