Miracolo Sferisterio, bilancio in utile
Carancini: “Risultato straordinario”
MACERATA - Un utile di 2mila e 9 euro che fa registrare un segno positivo nel consuntivo 2015. Oltre alla capacità di ottimizzare e prevedere le spese l'impresa si deve anche all'appoggio dei finanziatori che per la prima volta hanno contribuito più del settore pubblico


Il sindaco Romano Carancini e il presidente della Provincia Antonio Pettinari
di Maria Stefania Gelsomini
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Il Macerata Opera Festival supera di slancio le difficoltà finanziarie e chiude il 2015 con un utile di 2.009 euro. «Risultato straordinario – commenta il sindaco Romano Carancini – siamo forti, vitali». Pericolo scampato, fugate dunque tutte le preoccupazioni emerse lo scorso agosto alla fine della stagione lirica quando, giunta la notizia del taglio dei finanziamenti da parte del Fus, fu lanciato un giustificato e giustificabile grido di allarme sulla sopravvivenza stessa dello Sferisterio. E invece i conti tornano, e alla perfezione. Un miracolo? Piuttosto il frutto di un attento lavoro di squadra che non ha trascurato nessuna voce. La “nuova storia” dello Sferisterio iniziata quattro anni fa con l’arrivo di Francesco Micheli oggi può finalmente mostrare e dimostrare con orgoglio i suoi effetti, a partire dai risultati economici. Il controllo rigoroso delle spese di gestione è il primo dato decisivo: su un bilancio preventivo di 2 milioni e 810mila euro, il bilancio consuntivo è pari a 2 milioni e 814,477 euro.

Luciano Messi e Romano Carancini
La differenza col passato (“senza fare polemiche” sottolinea Carancini), è la capacità oggi di prevedere e controllare i costi. Il secondo dato com’è ovvio sono i ricavi, che si basano su quattro pilastri: i contributi pubblici (preventivo di 1.910.000 euro, consuntivo di 1.676.601 euro, ed è questa differenza negativa di 233.399 euro che ha creato forte preoccupazione ad agosto); le sponsorizzazioni e i contributi dai privati (preventivo di 600mila euro, consuntivo di 598.718 euro, in sostanziale equilibrio); la biglietteria (su 1.050.000 di euro previsti il consuntivo è di 1.036.293, quindi anche questa in equilibrio); infine le altre entrate, ovvero tutte le attività e gli spettacoli dentro e fuori lo Sferisterio, che a fronte di una previsione di 90mila euro registrano un consuntivo di 408mila euro. L’intenso e convinto lavoro di apertura di nuovi orizzonti oltre il Mof e oltre le mura dello Sferisterio consente di creare opportunità per il territorio provinciale nei prossimi anni, che potranno ad esempio compensare la mancata erogazione di contributi pubblici proprio come è successo nel 2015. Un certosino lavoro di semina che sta cominciando a dare i frutti sperati, tanto è vero che nel 2015, per la prima volta nella storia dello Sferisterio, i contributi privati sono superiori a quelli pubblici, ovvero i 3,5 milioni di produzione su cui si regge il Mof si devono per il 54,94 per cento a contributi privati e per il 45,06 per cento a contributi pubblici.

La presentazione del bilancio dello Sferisterio per l’anno 2015
Se Carancini espone le cifre, il presidente della Provincia Antonio Pettinari snocciola una serie di luoghi comuni sfatati: che la lirica ha bisogno di ingenti risorse; che la lirica non interessa tutti ma solo i melomani; che l’arena mezza vuota era per colpa della crisi; che lo Sferisterio non interessa nessuno fuori Macerata; che la stagione lirica non poteva portare lavoro e benefici al territorio e che doveva rimanere dentro le mura dello Sferisterio. «È tornato il teatro pieno, sono tornati gli stranieri, sono arrivati i giovani, le ottime critiche sottolineano la qualità degli spettacoli, i dati dimostrano la notevole ricaduta sulla città e sul territorio provinciale, e tutto questo grazie all’unità e alla passione del Cda e della solidarietà fra Comune e Provincia, e grazie a Francesco Micheli, cerchiamo di tenercelo stretto finché possiamo». Anche il sovrintendente Luciano Messi ritorna su costi (che definisce “la nostra difesa solida”) tenuti sotto controllo in maniera rigorosa e costante, e ricavi (“la sfida vera”), spiegando quei quattro pilastri elencati sopra senza affidarsi ai numeri ma al loro significato più intrinseco. I contributi pubblici (unica voce in negativo) rappresentano la sofferenza di tutti i teatri e dell’intero panorama italiano; le sponsorizzazioni e i contributi privati partivano da una previsione già molto alta (ricordiamo, 600mila euro), e averla mantenuta è segno di aver vinto una grande sfida; la biglietteria è al primo posto, perché se il pubblico non gradisce gli spettacoli e non compra i biglietti tutto il resto è inutile: in questo caso la sfida è staccare 2400 biglietti ogni sera, contro i 2000/2100 attuali.

Giorgio Piergiacomi
Infine entra nel dettaglio della voce “altre entrate” 2015: Festival Off, serata Festa Marchigiana, balletto Marco Polo, Recina live, noleggi di attrezzature, trasferte in altri teatri o circuiti lirici, evento all’Expo, Incontra l’Opera, manutenzione dell’Arena, assistenza tecnica a Musicultura, soluzione dei contenziosi esistenti. Insomma lo Sferisterio è diventato virtuoso e sta di diritto fra i teatri virtuosi a livello nazionale, anche grazie al dato straordinario dell’autofinanziamento che per la prima volta supera il contributo pubblico e alla somma di tanti valori: il valore progetto e il valore qualità, il valore pubblico e il valore giovani, il valore territorio. Al presidente del collegio dei revisori dei conti dell’Associazione Arena Sferisterio Giorgio Piergiacomi il compito di illustrare la buona salute dello stato patrimoniale-finanziario, che si va rafforzando di anno in anno. «Certi virtuosismi messi in atto – spiega – portano all’ottenimento di risultati evidenti. Se nel 2010 gli interessi passivi pagati erano pari a 138mila euro, nel 2015 sono 42mila. Inoltre, l’indebitamento si è ridotto di quasi 200mila euro dal 2010 al 2015, passando da 1milione e 200mila euro a 1 milione. Ciò grazie anche a una gestione attenta che ha ridotto i rischi, liberando risorse ulteriori per la gestione corrente».
Bilancio in utile? Un neologismo?
@ Aldo Iacobini
Faccia poco lo spiritoso e si aggiorni…
Secondo le ultime linee guida del “bilancio creativo” ciò è possibile!!! 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
Sara pure virtuoso, qualcosina da parte con i panini venduti al Luna park da Sparafucile saranno stati messi da parte, ma non mi pare dai tanti commenti letti in giro che per quanto riguarda la lirica, lo Sferisterio sia da annoverare tra i Templi del Bel Canto. Lo fu, ma forse si guardavano meni i bilanci e più la qualità. Poca spesa, poca resa.