Storia di Karim:
a Macerata il cecchino anti-Isis
Domani alle 21 centro sociale Sisma incontro con l'autore e protagonista del libro “Il Combattente. Storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’Isis”
Partire dall’Italia per la Siria senza la certezza del ritorno, nell’inferno della guerra. Addestrarsi per combattere il terrore dell’Isis e porre fine alla disperazione e al dramma di un conflitto che ha provocato centinaia di migliaia di morti. Una storia vera raccontata ne “Il Combattente. Storia dell’italiano che ha difeso Kobane dall’Isis” libro che verrà presentato domani alle 21 centro sociale Sisma di Macerata in seno al ciclo di incontri “Scritture irregolari”. Protagonista dell’incontro sarà Karim Franceschi, autore, insieme al cronista di Repubbica Fabio Tonacci dell’opera biografica, partito dall’Italia per combattere il califfato. «Sono partito per Kobane – scrive in una lettera Franceschi – Adesso mi aspetta un breve periodo di addestramento, dopo il quale farò quello che mio padre insieme a milioni di partigiani in Italia e nel mondo hanno fatto per difendere la libertà e la democrazia: combatterò in armi i fascisti del califfato nero». Franceschi, ventisei anni, figlio di un ex partigiano e madre marocchina, ha combattuto a Kobane, contribuendo alla prima sconfitta dell’esercito del califfato. Dopo aver visto la sofferenza dei curdi, nel gennaio del 2015 ha deciso di raggiungere Kobane e unirsi alla milizia volontaria dello Ypg (Unità di protezione del popolo) per combattere l’avanzata dell’Isis.
Con il nome di battaglia di Marcello e pochi giorni di addestramento alle spalle, Karim è passato da semplice combattente a membro di un commando, fino a far parte di una squadra di cecchini. Il libro ricostruisce i mesi trascorsi in battaglia, l’arrivo in una Kobane in ginocchio, il trauma delle prime battaglie, la resistenza disperata di fronte ad un esercito, quello di Daesh, più forte e meglio armato, l’incredibile impresa della liberazione della città, la messa in fuga del nemico, la complicità della Turchia di Erdogan nel massacro in corso del kurdistan. «L’esperienza del partigiano Franceschi ci consente di guardare sotto una prospettiva nuova e inedita le guerre e le resistenze contemporanee – scrivono in una nota gli organizzatori del centro sociale Sisma – di comprendere come oggi sollevarsi in armi per difendere la propria terra e oltrepassare muri e fili spinati per fuggire dalla guerra, siano pezzi di uno stesso racconto che ci parla di dignità, libertà e autodeterminazione. Per informazioni e contatti: info@csasisma.org 3286505665.
