Anche il principino inglese
a scuola con il metodo Montessori
Dopo la notizia della scelta per l'educazione del "royal baby" il consigliere regionale del Pd Enzo Giancarli chiede il rifinanziamento della legge per la diffusione del pensiero e dell'opera della celebre pedagogista
Una delle più importanti figure marchigiane. Maria Montessori continua a riscuotere successo nel mondo con il suo metodo di educazione che valica confini geografici e sociali. Dall’Italia al Regno Unito. Dalle Marche al Norfolk. Anche William e Kate, duca e duchessa di Cambridge, scelgono per il principino George un asilo in cui si applica il metodo Montessori e il comune di Chiaravalle, terra natale dell’illustre cittadina marchigiana, sta accordando con l’Inghilterra un progetto di formazione al metodo montessoriano per insegnanti inglesi.
Il consigliere regionale PD, Enzo Giancarli, è stato tra i promotori della legge regionale 34/2012, che prevede interventi proprio per la valorizzazione del pensiero e dell’opera della celebre pedagogista marchigiana. Legge di cui ora Giancarli torna a chiedere il rifinanziamento. “Non mi stupisce – dice Giancarli – che da più parti del mondo continuino a giungere consensi per quello che, a mio avviso, è uno dei metodi educativi più validi. E, di certo, mi fa molto piacere. Credo da sempre nelle potenzialità del metodo Montessori e non è un caso che nel 2012 fui tra i firmatari della legge 34, che impegna la Regione Marche a promuovere la conoscenza e la divulgazione, a livello regionale, nazionale e internazionale, della figura, dell’operato e del metodo pedagogico di Maria Montessori.
Auspico che la Regione possa rifinanziare tale legge, destinando contributi regionali ad attività, iniziative, studi, ricerche, formazione, didattica volti al raggiungimento degli obiettivi che la legge si prefigge”. La richiesta avanzata dal consigliere Giancarli è in linea con il crescente interesse dimostrato, negli ultimi anni, nei confronti del metodo Montessori da più parti della nostra regione, oltre che dall’estero. Promuovere, quindi, la figura ed il metodo di Maria Montessori significa non solo rispondere alle istanze di molteplici soggetti interessati, regionali e non, ma anche contribuire a tenere alto il nome della nostra regione, all’insegna della qualità e dell’eccellenza.



A scrivere “diffuzione” s’impara col metodo Montezzori?
Ma poi, alla fine, i contributi economici arriverebbero alla scuola pubblica oppure a quella privata (cattolica o laica)?
L’asta al ribasso lascia un tantino perplessi.