Il Premio Svoboda a Mimmo Jodice
illumina la ‘pax’
tra sindaco e presidente dell’Accademia
MACERATA - Inaugurato il 43° anno all’Abamc con un risvolto ‘politico’ tra Carancini ed Ercoli. Spazio per future collaborazioni tra i due enti. E intorno al fotografo napoletano tanto affetto ed entusiasmo, lui ricambia con un inno d’amore e di gratitudine verso la moglie Angela

Mimmo Jodice Paola Taddei

L’intervento di Mimmo Jodice: sul palco il presidente Ercoli e la direttrice Paola Taddei, il sindaco Carancini in prima fila tra il pubblico
di Maurizio Verdenelli
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Prove di convergenza nel ‘mirino’ infallibile di un re dell’immagine come Mimmo Jodice per il quale come Adorno “l’arte è magia liberata dalla menzogna di essere verità”. Il riavvicinamento andato in scena come (occulta) anteprima del Premio Svoboda a Mimmo Jodice ‘maestro’ italiano della fotografia, è quello tra il sindaco Romano Carancini e il presidente dell’Accademia di Belle Arti, Hermas Evio Ercoli – il cui non facile nome la direttrice Paola Taddei, anch’essa confermata per un altro triennio sillaba con diligenza. Un riavvicinamento partito con iniziale, scontata circospezione da parte di Carancini che ha utilizzato la tradizione contadina di salutare l’ospite prima del padrone di casa. Tanto da sorprendere forse il maestro: lui che ha 82 anni dirà poi che mai come a Macerata, rispetto ad altre parti in Europa e nel mondo, ha avuto ‘un’accoglienza con tanto entusiasmo, passione e felicità. “E’ un uomo meraviglioso, candido, tenero” dice di lui la moglie Angela (53 anni di matrimonio, tre figli, sette nipoti) che Mimmo presenta come la vera artefice della sua fama.

Mimmo Jodice con la moglie, alla quale ha dedicato il premio

Da sinistra il presidente Hermas Ercoli, la direttrice Paola Taddei e Mimmo Jodice con la moglie Angela
Una mattinata dunque piena di glamour all’ombra della quale è ‘scoppiata’ la pax politica. Dopo la ‘salutatio’ al ‘mago’ della luce e l’invito allo Sferisterio dal tema quest’anno comune e caro (‘Il mediterraneo) Carancini, ancora una volta con fascia tricolore all’auditorium Svoboda, ha infatti dichiarato aperte le ‘prove del fare insieme’ e della collaborazione tra il Comune e quella Abamc presieduta da chi (Ercoli) un anno fa sostenne a spada fiammeggiante il suo competitor (Mandrelli) alle primarie. Pace, o meglio tregua anche nella risposta di Ercoli a sottolineare valorizzandola l’apertura di credito da parte del sindaco. Così pure nel brevissimo ‘dopoteatro’ tra i due uomini attraverso un conciliabolo peraltro così rapido da sorprendere i tanti fotografi venuti ad ‘incoronare’ il loro ‘re’ Mimmo I, da Napoli da oggi anche accademico honoris causa. Un meraviglioso, dolcissimo sovrano che reinventa attraverso il clik poeticamente la realtà, che si commuove alla laudatio del relatore, il giovane e bravissimo Andrea Viliani, direttore del museo Madre di Napoli. Dove si lavorando ad un importante retrospettiva dell’artista.
E’ una bellissima mattinata, fatta di immagini (quelle che scorrono all’interno di una pala d’altare) e di poche parole per il Premio Svoboda e l’inaugurazione del 43. anno accademico. Quelle necessarie per dire, soprattutto, che prestissimo l’Accademia troverà la sua nuova ‘reggia’ in fondo al corso nell’ex sede della Fondazione Carima grazie alla collaborazione con la presidente Rosa Del Balzo. Negli affrescati saloni di palazzo Galeotti che videro il ‘regno’ di Giorgio Pagnanelli inviato Onu nel mondo, ci saranno ora presidenza, direzione, uffici amministrativi e il dipartimento legato all’illustrazione. Poi a piano terra la galleria ‘con ambizioni di riverbero nazionale’ dice la professoressa Taddei. E l’annuncio della prima mostra dedicata a Magdalo Mussio, un artista ancora nel cuore di questa città. Che era capace, in una notte, di decorare il bancone del ‘Pozzo’, pub storico e quadrivio artistico per vederselo ripulito il giorno dopo dalla zelante donna delle pulizie, per la disperazione dei titolari Paolo, Francesco ed Umberto (ma nel locale restano altre tracce del geniale e rimpianto docente della stessa Accademia). “Intanto crescono le collaborazioni con le accademie europee: siamo ormai a 51 partners con Dublino ed ora con Bruxelles” ha detto ancora Paola Taddei sollecitando un applauso per il suo staff “che mi supporta e sopporta”.

La consegna del premio
Poi il momento della consegna del Premio (“niente provincialismi o localismi” è la sottolineatura di Ercoli, in proposito) con il timido Mimmo, amico di Warhol e Burri, che chiede di baciare la direttrice, affascinante come la sua cromatica gonna di splendido tessuto. “Certo che mi può baciare!” risponde raggiante la Signora di Abamc in cima alla breve scalinata dell’ex chiesa barocca cara al mecenate Vincenzo Berardi.
Una festa cui hanno partecipato tutte le autorità della ‘città ufficiale’: oltre ai comandanti di Carabinieri, Finanza, Vigili del Fuoco; l’on. Irene Manzi; la vicepresidente della Provincia on. Paola Mariani; Renato Pasqualetti, presidente del Form; la prorettore di Unimc, Rosa Borraccini; l’on. Adriano Ciaffi e il vicesindaco di Montecassiano, prof. Antonio Coppari in rappresentanza di un territorio dove l’Accademia di Macerata in incremento di iscritti e fama (“dopo quelle storiche, siamo primi in Italia ed io sono fiera di avere un corpo docente con artisti e designers di fama” ha detto la direttrice) vanta l’Istituto del Restauro in quello che fu il monastero delle Clarisse, poderoso come una fortezza antica.

La foto all’Antro della Sibilla di Mimmo Jodice













E la pace frattanto abiti i campi!
Per lei splendono vomeri e bidenti
mentre al buio la ruggine corrode
al soldato crudel l’armi omicide.
(Tibullo, Elegie)
Quando Napoleone e Alessandro I si incontrarono sulle rive del Njemen dopo le battaglie di Eylau e di Friedland, Napoleone domandò: perché ci combattiamo a vicenda? si è trattato solo di un malinteso! Alessandro rispose: avete ragione, perché dovremmo combatterci? riconciliamoci piuttosto. E si scambiarono un bacio. Decine di migliaia di soldati si erano scannati per un malinteso.