Veneto Banca, i soci ci credono
Ricorso limitato al diritto di recesso

CREDITO - Solo l'1,62% del capitale sociale non aderisce alla Spa, L'ad Carrus: "Abbiamo trovato una compagine sociale che ci ha dato risposte ferme e sicure"
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Cristiano Carrus

Cristiano Carrus

 

di Maurizio Verdenelli

Tanto tuonò che alla fine (neppure) piovve. L’adesione della stragrande maggioranza dei soci in assemblea blindatissima dalle forze dell’Ordine, avvenuta prima di Natale a Treviso (leggi l’articolo), aveva peraltro grandemente sorpreso anche il presidente del Codacons Veneto intervenuto nel dibattito: “In tutte le nostre sedi, sette, alla vigilia avevamo raccolto altri umori, invece qui devo constatare un improvviso e radicale mutamento di opinioni in merito alla trasformazione in Spa che andrà provocare una grossa perdita tra i detentori di azioni (il cui valore sarebbe sceso da 40 a 7,30 euro ndr)”. L’esponente del Codacons lasciò, alla fine, il palco inseguito da dissenso e pure da qualche fischio da parte di un’assemblea compattata dalle argomentazioni del nuovo Ad e direttore generale, Carrus, riguardo all’ineluttabile necessità di ingurgitare la pillola amara della perdita (intorno all’80%) rispetto al rischio di un commissariamento.

La sede di Montebelluna

La sede di Montebelluna

Ed oggi Veneto Banca, che nelle Marche ha incorporato sei anni fa Carifac (leggi l’articolo) che sembrava pronta ad un altro (incerto, sin d’allora) ‘matrimonio’ forzato con Banca Marche, può tirare un sospiro di sollievo. Alle buone intenzioni manifestate pressoché coralmente dagli azionisti, in tutto oltre ottantamila, ‘traditi’ (parola del presidente Bolla) sono seguiti i fatti. Pochissimi hanno fatto ricorso all’esercizio del diritto di recesso: l’1,62% del capitale sociale. L’ammiraglia Venetobanca, decimo gruppo in Italia, può procedere nelle pur infide acque del ‘mare’ ormai poco ‘nostrum’ del credito italiano con un piano ritenuto fattibile –così come annunciato da Carrus- dopo il richiamo a metà dicembre da parte di Daniele Nouy, che guida con pugno di ferro la sorveglianza unica sulle banche europee. Ed ecco che oggi, subito dopo le 13, il direttorio del colosso di Montebelluna ha potuto emettere l’attesa nota: “Veneto Banca S.p.A. comunica che il diritto di recesso conseguente alla trasformazione dell’istituto da società cooperativa a società per azioni, deliberata dall’assemblea straordinaria dei soci del 19 dicembre 2015, è stato esercitato nelle modalità previste ed entro il termine previsto di giovedì 7 gennaio 2016 da 219 soci su 87.504, pari allo 0,25% della compagine sociale. Le Azioni oggetto di recesso sono 2.017.248 e corrispondono al 1,62% dell’attuale capitale sociale di Veneto Banca. Il controvalore complessivo dell’esercizio di recesso risulta pari a 14.725.910,40 Euro, al valore di liquidazione di 7,30 eEuro per azione”.

Pierluigi Bolla

Pierluigi Bolla

Pierluigi Bolla commenta così il significato di una svolta che promette d’esserlo anche per i vertici in ordine alla trasparenza e alla comunicazione, zone opache tradizionalmente da sempre nel sistema bancario del belpaese: “Dall’esito dell’esercizio del diritto di recesso emerge una sostanziale compattezza dei nostri Soci, a conferma della fiducia nei confronti del nostro istituto e del percorso di risanamento e rilancio intrapreso con nuovo impulso dal consiglio di amministrazione negli ultimi mesi. Continueremo a garantire ai nostri soci la massima trasparenza possibile , in coerenza con tutte le iniziative messe in campo mediante la campagna informativa ‘Futuro in Azione’ e quanto illustrato dall’Amministratore delegato durante i lavori assembleari, sul lavoro fin qui svolto, sulle potenzialità del nostro istituto e sulle sfide che siamo pronti ad affrontare”.

Cristiano Carrus

Cristiano Carrus

Da parte sua, l’uomo della Provvidenza, il veneziano Cristiano Carrus subentrato a Vincenzo Consolo di cui è stato il vicedirettore generale, ha dichiarato: “In assemblea abbiamo trovato una compagine sociale che ci ha dato risposte ferme e sicure. L’esito dell’obbligatorio passaggio del diritto di recesso conferma questa strada: siamo determinati a lavorare con efficienza ed efficacia per presentarci alla prossima assemblea da SpA con una nuova Veneto Banca, adeguatamente dotata di mezzi patrimoniali, quotata in Borsa e percepita dai mercati finanziari internazionali come affidabile e interessante. Possiamo contare su una popolazione aziendale unita e nuovamente motivata nel perseguire obiettivi concreti, principalmente quello di riguadagnare la fiducia dei nostri clienti e dei Soci”.

Per quanto concerne le azioni oggetto di recesso, queste saranno offerte in opzione ai possessori di azioni Veneto Banca che non abbiano esercitato il recesso, in proporzione al numero di azioni possedute. I titolari di azioni Veneto Banca che eserciteranno il diritto di opzione, purché ne facciano contestuale richiesta, avranno altresì diritto di prelazione nell’acquisto delle Azioni oggetto di recesso, rimaste inoptate. Ricorda ancora l’istituto di credito: “Ove residuassero azioni oggetto di recesso all’esito dell’offerta in opzione e dell’eventuale esercizio del diritto di prelazione, la Banca procederà ad offrire tali azioni a terzi al valore di liquidazione”. Le modalità e i termini di adesione all’offerta in opzione e ogni ulteriore informazione relativa al procedimento di liquidazione saranno comunicate mediante pubblicazione di appositi avvisi sulla stampa nazionale e sul sito www.venetobanca.it nonché, per quanto riguarda l’Offerta in Opzione, nell’avviso che sarà depositato presso il Registro delle Imprese di Treviso.



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