Alla Mozzi-Borgetti la poesia
di Emanuele Franceschetti
MACERATA - Domani (giovedì) alle 17 la presentazione di “Terre aperte”
“Terre aperte” è il secondo libro di poesie di Emanuele Franceschetti, venticinque anni, marchigiano doc. Nonostante sia uscito da qualche mese e nonostante sia già stato protagonista di numerosi reading e incontri da questa estate fino ad oggi in giro per le Marche (tra tutti, il prestigioso festival Le parole della montagna di Smerillo) il libro, edito dall’editore anconetano Italic Pequod, verrà presentato ufficialmente per la prima volta a Macerata domani giovedì 17 dicembre alle 17 nella Biblioteca Mozzi-Borgetti. A tenere a battesimo il giovane autore nato a Montegranaro, provincia di Fermo, un altro poeta di razza (marchigiana) come Filippo Davoli, che nell’Introduzione scrive: “Ad alcuni anni dalla plaquette d’esordio, da quel labirinto in cui muoveva i suoi primi passi in versi, Emanuele Franceschetti torna alla pubblicazione con un libro che ne certifica gli enormi passi di maturazione, frutto di un incontro più adulto e sostanziale con la vita, come pure di letture che si sono ampliate e fortificate, divenendo spesso le più fedeli compagne della quotidianità”, e ancora: “tutto è calibrato, pensato, scelto e depositato al millimetro, ma in forza di un impeto interiore che è passione e carne, dolore e fiato, domanda e storia, infinito e quotidianità”.
Emanuele Franceschetti, che si è laureato a Macerata con una tesi su Antonin Artaud e vive attualmente a Roma dove studia Musicologia presso l’università La Sapienza, affianca dunque all’attività professionale in campo musicale (si è perfezionato alla chitarra jazz con maestri del calibro di Andrea Braido e Roberto Zechini), una felice e ormai consolidata frequentazione della poesia (la prima plaquette di versi, uscita nel 2010 per L’Arcolaio di Forlì, si intitolava “Dal labirinto”) e della scrittura (con la collaborazione stabile alla rivista Quid Culturae), che lo pongono in testa a una nuova talentuosa generazione di artisti marchigiani di cui sentiremo presto parlare.

