Il presepe nelle scuole?
Una mera furbata politica

L’iniziativa è di Forza Italia e porta il nome di Deborah Pantana. Scherzarci sopra o prenderla sul serio? Entrambe le cose, ma soprattutto un po’ di amaro sarcasmo
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liuti giancarlo

di Giancarlo Liuti

Su indicazione di Marcello Fiori, coordinatore enti locali di Forza Italia, in ogni città gli esponenti di questo partito dovrebbero promuovere “nella piazza principale o in un altro luogo centrale e anche nelle scuole pubbliche l’istallazione di un presepe, simbolo delle nostre radici cristiane e della tradizione natalizia”. A prima vista parrebbe che tale disposizione possa riguardare solo le città amministrate da maggioranze guidate da Forza Italia, la qual cosa escluderebbe Macerata. Invece accade che la nostra focosa Deborah Pantana ha già iniziato – non nelle piazze ma nelle scuole – a donare presepi o quadrucci di presepi affinché siano posti alla “devozione” di insegnanti e studenti. Che dire di tale indebita mescolanza fra religione e furbastre manovre di partito?

Nelle mie parole, ora, non manca una buona dose di sarcasmo dovuta al basso livello etico, estetico e politico della questione e sono tentato di pensare che la nostra Deborah sia rimasta ingenuamente suggestionata dalla popolare canzone della bambina Alicia: “A Natale puoi … fare quello che … non puoi fare mai …”. Ma probabilmente l’ingenuità è fuori luogo perché non va ignorato il di lei fiammeggiante carattere che la spinge a porsi sempre sopra le righe, ossia molto “iper”, la qual cosa però, come le è accaduto nella recente competizione elettorale per il sindaco, rischia, alla resa dei conti, di ridurla maluccio, ossia molto “ipo”. Pur riconoscendo che il suo ruolo assai battagliero di principale oppositrice – in consiglio comunale, ieri e oggi – delle due amministrazioni Carancini può rivelarsi propizio a una vigorosa e appassionante dialettica democratica, a me pare che lei, stavolta, la stia combinando piuttosto grossa, perché non è decente porre un’immagine religiosa al servizio di un calcolo di partito e renderla simile alle sparate di un comizio di periferia. Esagero? Lo ammetto, e gliene chiedo venia. Ma è stata lei, stavolta, la prima ad esagerare.

Deborah Pantana regala un presepe al Convitto

Deborah Pantana regala un presepe al Convitto

Dalle elementari fino alla maturità che presi in anni ahimè troppo lontani frequentai sempre scuole pubbliche nelle cui aule c’era, appesa, la croce come simbolo universale della civiltà d’impronta cristiana, ma nel periodo natalizio non vidi mai alcun presepe. Perché? Semplicemente perché, allora e fors’anche in omaggio a uno spirito di quieta laicità, nessuno ne sentiva l’opportunità. Questo che ora aggiungo non c’entra con le scuole, ma ricordo che negli anni cinquanta il consiglio comunale decise, per Macerata, l’appellativo un po’ ardito di “Civitas Mariae” col voto ovviamente favorevole dei democristiani ma pure di laici come i repubblicani, i socialdemocratici, i socialisti e i liberali, mentre i comunisti non votarono contro e scelsero di astenersi. Un esempio, insomma, di superiore consonanza civica. Ma adesso la situazione è cambiata. Adesso accade che fra gli studenti ci siano fedeli di Allah ed ecco l’astuta trovata della Pantana: si metta un presepe o qualcosa che gli somigli in ogni scuola e speriamo che i musulmani reagiscano, la qual cosa, finalmente, darà luogo a una sorta di “conflitto” che all’apparenza sarebbe religioso (insisto nell’ironia: una “sharìa” cattolica promossa da una “jihadista” cattolica? ) ma nella sostanza sarebbe meramente politico o, peggio, di estremismo partitico, o, peggio ancora, di personale ambizione di consenso.

 

il post

Il post di Marcello Fiori

Ora, a giustificazione della Pantana, si dirà che cose del genere sono in corso, promosse dai “club azzurri”, in altre città italiane. Ed è vero. Ma da noi il “clima” dei rapporti con le comunità dei fedeli di Allah non ha mai dato luogo, finora, a episodi di reciproca e manifesta intolleranza, per cui qualsiasi tentativo di appesantirlo e di estremizzarlo va evitato. E’ sciocco, ad esempio, ignorare che l’imam di Macerata – il moderato Mohamed Tarakji – si batte per la pacifica integrazione civile fra musulmani e cristiani (da notare la sua ammirazione per Papa Francesco) e può darsi che lui sopporti con coranica rassegnazione anche il presepe nelle scuole sforzandosi di convincere i propri fedeli che un semplice presepe non è un affronto alla loro sensibilità religiosa. Ma non è a questo che punta la Pantana. Al contrario, lei sembra augurarsi che una reazione ci sia e la tranquilla Macerata sia percorsa dai brividi del conflitto fra religioni, la qual cosa le darebbe l’occasione di riproporsi come leader – una papessa locale? – del variegato schieramento di destra. Il presepe, dunque, c’entra assai poco, se non per consentirle di raffigurarsi accanto al bue e all’asinello come amorevole ma infida riscaldatrice del neonato Gesù.

 

Deborah Pantana con Fiori

Deborah Pantana con Marcello Fiori

Infine la questione ha un aspetto che riguarda i presidi delle scuole pubbliche cui viene donato – “disinteressatamente”, come s’è appena visto – il presepe. Quale dovrebbe essere la loro risposta? Per ora c’è un solo caso, con la foto di lei e di un preside, entrambi sorridenti e lieti di mostrare al pubblico quel “disinteressatissimo” dono. Di altri casi non abbiamo notizia, ma potrebbero essercene, specie se dall’interno di Forza Italia, com’è auspicabile per un partito che si proclama “moderato”, non le giunge il consiglio di lasciar perdere . Ripeto: quale dovrebbe essere la risposta dei presidi? Consapevoli della dignità della loro funzione civile e sociale, dovrebbero sì accettare quel dono (glielo imporrebbe la buona educazione, ed essi sono i principali protagonisti attivi della buona educazione dei giovani), ringraziare la donatrice e, invece di sistemarlo a scuola, portarselo a casa.



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