Teatro Farnese,
60 anni nel cuore di Cingoli
LA RICORRENZA - Compleanno pieno di emozioni per il cinema cittadino: immagini di grandi film, musica e danza per ripercorrere una storia unica

La musica dei Band project film durante la proiezione della clip dedicata agli amori assurdi del cinema. Nella foto, una scena del film premio oscar Lei
di Leonardo Giorgi
Le note soffuse del sax nelle notti newyorkesi di Taxi driver, la passione morbosa e scandita dal jazz di Barbieri tra Paul e Jeanne in Ultimo tango a Parigi, il flauto di pan di Morricone in C’era una volta in America e il contrasto delle melodie classiche arrangiate con i sintetizzatori nella pioggia tossica di Blade runner. La festa di ieri sera per i sessant’anni del teatro Farnese di Cingoli è una celebrazione della storia del cinema e dello stesso Balcone delle Marche, grazie a immagini ed excursus storici relativi proprio alla quotidianità cingolana degli ultimi decenni scandita da tanti eventi, culturali e non, realizzati proprio tra le poltrone rosse dello storico Farnese.
In una serata in cui l’unica nota dolente è stato un pubblico decisamente non numeroso per un evento di così grande prestigio, la coordinatrice Gabriela Lampa assieme al conduttore Giovanni Sbergamo hanno proposto uno spettacolo di rara multimedialità, in cui, attraverso le immagini e le musiche di alcuni dei migliori film degli ultimi sessanta anni e grazie alle profonde conoscenze storiche legate al territorio cingolano dello stesso Sbergamo, molti dei presenti, viaggiando tra i ricordi, si sono ritrovati commossi a fine serata. «Nel 1959 – racconta il conduttore – il Farnese fu clamorosamente affollato per via della presenza di Mike Bongiorno. Il grande Mike era a Cingoli per inaugurare il nostro faro, posizionato sopra la torre civica e visibile da tutti i comuni limitrofi. Il faro fu installato grazie ad Aldo Santamarianova che, partecipando l’anno prima ad un concorso radiofonico chiamato “Telefono bianco” e condotto dallo stesso Bongiorno, espresse il desiderio di realizzare un faro per la sua città visto che il suo più grande sogno era fare arrivare quanta più gente possibile a Cingoli».

Il conduttore Giovanni Sbergamo e, a sinistra, la Band project film composta da Giuliano Cardella, Paolo Della Mora, Maurizio Moscatelli, Alberto Lucerna e Michele Lelli
Protagonisti assoluti della serata sono stati i ragazzi della Band project film, guidati dal chitarrista e direttore artistico Giuliano Cardella. Le clip cinematografiche, montate dal regista Marco Bragaglia, hanno ripercorso decine di film cult degli ultimi decenni. Molte di queste scene sono state inserite in significativi video “tematici” invididuati da Cardella e Bragaglia, come quello dei film caratterizzati dalle storie d’amore più assurde della settima arte: 500 giorni insieme, Il favoloso mondo di Amélie, La mia vita a Garden State, Se mi lasci ti cancello, Lei, Il lato positivo, Juno, Scott Pilgrim vs the world e addirittura il King Kong diretto da Peter Jackson. Tra le due parti dello show della Band project film, spazio anche all’associazione culturale Cerquetelli che con la straordinaria voce della docente mezzo soprano Mariangela Marini, accompagnata dalla chitarra dell’insegnante Matteo Ortenzi, ha percorso un medley di alcune delle più celebri canzoni della cinematografia internazionale, come Somewhere over the rainbow e Moon river. Ciliegina sulla torta dello spettacolo, l’emozionante esibizione della giovane ballerina cingolana Beatrice Strappa. La diciottenne è stata protagonista di una toccante danza scandita dalla colonna sonora de Il postino e dalla poesia “Nuda sei semplice” di Pablo Neruda.

Giovanni Sbergamo, il proprietario del teatro Farnese Mario Matteucci e il sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini
«Che emozione quando da bambino salivo su questo palco per le feste di paese e rimanevo affascinato dalle luci colorate che montavano sul tetto – ha detto il sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini -. Anche con i capelli bianchi, tornare qui è sempre straordinario». Mario Matteucci, il proprietario del circolo cittadino e del teatro Farnese, ha invece sottolineato la versatilità e le tecnologie innovative legate alla proiezione. «Questo teatro offre a Cingoli uno spazio per ogni esigenza e di settimana in settimana si trasforma – ha spiegato Matteucci – . Ieri è stato cinema, nei prossimi giorni sarà museo grazie alla proiezione speciale del documentario di Sky arte “Firenze e gli Uffizi” e, nel fine settimana, tornerà il grande cinema con “Chiamatemi Francesco”».


Complimenti all’unico teatro delle Marche che per tutti questi anni ha mantenuto dentro di sé, più o meno coscientemente, il sapore più genuino del fare spettacolo per lo stare insieme piacevolmente. Al Farnese sono passate le meglio e le peggio cose, ma costantemente con l’intento del fare e farsi relazione. Non è un teatro omologato agli spettacoli precotti e spacciati, oggi è tanto e basta per essere unico. W Cingoli!