Acqua pubblica e gestore unico,
l’AAto vota all’unanimità
SERVIZI - L'assemblea si è espressa sulle linee guida che porteranno al documento unico di programmazione. Il presidente Fiordomo: "Superiamo i campanilismi e collaborare fino ad avere una sola società nella quale confluiscano le varie aziende comunali o consortili"
Gestione pubblica dell’acqua sul modello Cosmari per i rifiuti, subito un gestore unico. La prima assemblea dell’AAto 3 dopo l’elezione del sindaco di Recanati Francesco Fiordomo si esprime all’unanimità sulla gestione pubblica dell’acqua con un percorso verso un’azienda unica di gestione del servizio. Al centro della votazione le linee programmatiche che entro la fine dell’anno si porteranno al Dup (documento unico di programmazione) e al bilancio di previsione 2016. «Lo spirito di collaborazione e la votazione unanime delle linee strategiche rappresentano la partenza migliore che ci possa essere per la nuova assemblea – ha commentato il presidente Fiordomo – E’ un cambio di passo decisivo, per recuperare il terreno perduto e andare con le carte in regola, nei tavoli di discussione regionale. La scelta dell’Aato 3 è chiara: l’acqua, la ricchezza del nostro territorio, deve continuare ad essere gestita dal pubblico, in quanto patrimonio delle nostre comunità. Per farlo anche in futuro occorre superare i campanilismi, mettersi insieme e collaborare fino ad avere una sola società di gestione nella quale confluiscano le varie aziende comunali o consortili ed anche quei comuni che hanno ancora un gestione diretta». Argomenti di dibattito anche l’assestamento di bilancio e la costruzione dell’ufficio di presidenza che prevede una rappresentanza paritaria (due per ognuna delle tre vallate della provincia) tra i comuni più grandi e quelli della montagna.

L’unico problema, se dobbiamo basarci su quanto abbiamo visto fino ad oggi, è che allora, forse, non vi saranno cosi tanti posti disponibili per “sistemare”, quanti dovranno essere comunque sistemati.Il dramma, consiste proprio nel fatto che, se è vero che tale bene non può e non deve essere privatizzato, non sarà nemmeno mai possibile amministrarlo come si dovrebbe e potrebbe se la gestione fosse veramente privata.
perlomeno una persona giovane alla guida altrimenti sempre i soliti noti….
L’acqua è un bene pubblico e per esserlo: dev’essere pubblica anche la gestione. Ma non vedo nulla di chiaro che possa impedire la creazione di un nuovo carrozzone politico a danno degli utenti. E che di pubblico e di onesto potrebbero rimanere solo le chiacchiere. A meno che 1° nei mesi che i contatori non girano, non dovrebbero girare neanche le bollette con le quote minime fisse. 2° A meno che tutti i lavori per il nuovo e per le riparazioni sul vecchio lettura contatori compresa, non vengano fatti con attrezzature e personale aziendali. (NON DEVONO ESISTERE APPALTI DI NESSUN GENERE) 3° ameno che, venga escluso un ufficio di presidenza, vice presidenza con gli annessi e connessi perché sono utili solo a loro stessi. 4° A meno che, tutto il personale dirigenti compresi vengano assunti per merito tramite concorso e non per nomina. 5° A meno che, vengano varate leggi severe contro chiunque volesse usare fare raccomandazioni per assunzioni di personale; poiché, si creerebbero orticelli privati clientelari, che renderebbero vano ogni effetto della gestione pubblica.