I pescatori dopo la rivolta:
“Con il loro politichese
ci hanno esasperati”
CIVITANOVA - La Marineria spiega le ragioni della rabbia mostrata in Consiglio. I consiglieri di centro destra Marzetti e Morresi: "Non si può decidere sotto minaccia, bisogna ripetere il voto"
di Marco Ribechi
Consiglio comunale di fuoco: i pescatori civitanovesi spiegano le ragioni della rivolta. L’opposizione invece chiede l’annullamento del voto e li condanna. Non si fermano le ripercussioni politiche causate dalla modifica forzata dell’ordine del giorno. Dopo lo sfogo dei consiglieri (leggi l’articolo) che hanno criticato la maggioranza e in particolare il Pd i diretti interessati intervengono per spiegare la loro posizione. «I pescatori da mesi attendevano la discussione sulla modifica al regolamento del mercato ittico – dicono in un comunicato i presidenti delle cooperative della Pesca – Nella seduta di venerdì l’argomento doveva essere trattato al primo punto. Non è stato così perché il Consiglio di mercoledì era saltato per mancanza del numero legale. I pescatori, che da cittadini interessati volevano essere presenti alla discussione, in apertura di seduta avevano chiesto a sindaco e presidente del consiglio comunale di trattare subito il punto visto che gli stessi presenti avevano lavorato in mare tutta la settimana e non dormivano da giorni». Invece il dibattito si è aperto con il registro delle unioni civili, seguito dal riassetto delle partecipate (leggi l’articolo). «Nonostante la grande stanchezza, i pescatori hanno capito ed atteso la discussione – continua il comunicato – Dopo cinque ore di attesa la maggioranza ha pensato bene di rinviare ancora una volta un argomento che incide fortemente sulla attività lavorativa quotidiana di un’intera categoria sociale, che crediamo rivesta un ruolo primario nell’economia cittadina. Solo a quel punto c’è stata la reazione».
I pescatori passano poi ad attaccare i consiglieri: «La Marineria non ci sta a far passare come vittime i consiglieri incuranti dei problemi dei cittadini e che giocano al “politichese”- proseguono i rappresentanti – La protesta non è stata fatta per ottenere un voto favorevole ma per l’incomprensibile rifiuto a discutere sull’argomento. Il “gergo colorito” dei pescatori non va confuso con la violenza che assolutamente non ci appartiene. I consiglieri eletti per risolvere i nostri problemi non possono esasperare intere categorie sociali rinviando all’infinito la trattazione di argomenti importanti. L’indole del pescatore, come insegna la storia cittadina, è quella di uomini che parlano a voce alta ma che difende ed applica i valori costituzionali. Lavora tutta la settimana in condizioni disagiate impegnando l’intera famiglia in una immane fatica».
Intanto i consiglieri di opposizione Sergio Marzetti e Claudio Morresi propongono mettono in dubbio la validità del voto e condannano la reazione dei pescatori. «Ci chiediamo se la delibera votata dietro minacce e la presenza dei carabinieri sia da ritenere legittima. Il sindaco, dopo tre anni e mezzo, ancora non ha capito che non possono essere le opposizioni a far da sponda ad una maggioranza che fa acqua da tutte le parti. Diamo atto del coraggio ai consiglieri Rossi ed Emili che hanno espresso il loro dissenso su un tema controverso all’interno della stessa maggioranza. Quanto alla regolarità della procedura adottata, gli atti sono stati trasmessi alla magistratura, e ci auguriamo che si faccia chiarezza quanto prima sulla vicenda. Siamo contrari anche alle maniere adottate dai pescatori. Non è infatti possibile che chi urla ottiene e chi cerca il confronto viene messo a tacere. Riteniamo da censurare senza appello la procedura secondo cui si vota due volte la richiesta di anticipazione di un punto dietro urla e minacce, ritorcendo poi su altri le responsabilità e coinvolgendo in esse addirittura le opposizioni».



Imago Dante da Fiorenza, che come nell’ottava bolgia dove eran ad espiar la pena i consiglieri fraudolenti, ritto in piedi e con il dito esteso ad indicar i marinai urlanti, come egli fé dir ad Ulisse ai suoi compagni, anche a costor dicea: “ Oh frati ( da qui l’origine della tipica espressione civitanovese “ Oh frà “,fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza “.
Detto questo, assoluto appoggio alla causa della marineria civitanovese che merita rispetto e per tradizione che per sudor versato, senza se, senza ma e né forse e né però.