“Sono dell’Enel”,
19enne sventa una truffa

TOLENTINO - Un uomo questa mattina si è presentato a casa di un anziano ma ha trovato la nipote che, insospettita, è riuscita ad allontanarlo. "Poi ho chiamato per controllare e non avevano mandato nessun incaricato, ho avvisato i carabinieri"

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di Federica Nardi

Suonano alla porta, si fingono addetti dell’Enel e fanno di tutto per entrare in casa e ottenere i dati personali. A lanciare l’allarme Melissa Cappelletti, 19 anni, studentessa di Economia all’università di Macerata, che questa mattina si trovava a casa del nonno, che vive a Tolentino, quando uno sconosciuto ha suonato alla porta dell’anziano. L’uomo ha tentato a lungo e con ogni mezzo di convincere la 19enne a farlo entrare,ma lei, insospettita, è stata irremovibile. Alla fine la ragazza, dopo essere riuscita ad allontanarlo, si è rivolta prima all’Enel per sapere se avessero mandato un incaricato, e poi ai carabinieri di Tolentino. «Ci eravamo appena seduti a tavola e ho sentito il campanello. La porta di casa non ha lo spioncino, quindi ho aperto e c’era questo ragazzo che diceva di dover lasciare una comunicazione al capofamiglia da parte dell’Enel – racconta Melissa -. Usava termini molto tecnici, per creare confusione. Prima mi ha detto che andava cambiato qualcosa riguardante il contatore, poi ha cominciato a chiedermi insistentemente l’ultima bolletta, dicendo che me l’avrebbe riconsegnata dopo un controllo». Ma Melissa non gli ha creduto e, notando che l’uomo non aveva nessun tesserino, ha cominciato a insospettirsi. «Quando gli ho chiesto il tesserino, ha tirato fuori dalla tasca un foglietto stampato, una cosa che potrebbe fare chiunque con foto, nome e cognome e il logo Enel tutto scarabocchiato – prosegue Melissa -. A quel punto gli ho detto che l’Enel non mandava mai persone a casa ma lui ha replicato che questa volta era diverso e che sarebbe dovuto ripassare per prendere la bolletta. Alla fine l’ho convinto a lasciarmi un recapito, quando ha tirato fuori l’agenda per scrivere il suo numero ho visto che nella borsa aveva altre bollette». Con il dubbio di aver chiuso la porta in faccia a un vero addetto dell’Enel, Melissa ha chiamato la compagnia che ha confermato i suoi sospetti, «l’Enel non sta inviando nessuno a casa dei clienti per dei controlli», ha detto l’operatrice al telefono. Allarmata, la 19enne si è rivolta ai carabinieri di Tolentino. «Più tardi ho saputo che questo ragazzo è passato anche a casa di mio zio – racconta Melissa -, sempre qui a Tolentino, e che un vicino di casa l’ha messo in fuga accusandolo di essere un truffatore». L’episodio non è il primo sul nostro territorio, dove da tempo fioccano le segnalazioni riguardanti telefonate o visite di falsi addetti dell’Enel. Un fenomeno crescente che ha portato i militari della provincia a organizzare una serie di incontri informativi per tutelarsi dai raggiri (leggi l’articolo).


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