Spese pazze, l’Atac si difende
“Ciarapica ha fatto male i conti”
CIVITANOVA - I vertici della partecipata del comune rispondono a Vince Civitanova: "Non abbiamo sforato il limite, hanno fatto un flop. Sulla trasparenza siamo inattaccabili"
di Marco Ribechi
L’Atac respinge le accuse sulla trasparenza e demolisce tutte le accuse fatte dalla lista Vince Civitanova che aveva parlato di “spese elevate” (leggi l’articolo). «Ci dispiace deludere Ciarapica e il gotha di Vince Civitanova – replica Sergio Cognigni, amministratore delegato Atac – Ma non ci dimettiamo. Ciarapica farebbe meglio a documentarsi prima di parlare, ma non è nuovo a questi flop che però non devono essere consentiti ad un consigliere comunale della sua esperienza». Solo pochi giorni fa la lista del consigliere Fabrizio Ciarapica aveva chiesto le dimissioni dei vertici dell’Atac a causa di un presunto sforamento nei costi delle partecipate. «Ciarapica finge di ignorare quello che è accaduto fino al 2013 – continua Cognigni – Nonostante questo possiamo affermare, dati alla mano di non aver superato il limite imposto dalla delibera del 2008, tra l’altro fortemente voluta da me». Secondo la delibera l’Atac si è data come tetto massimo di spesa annua l’80% di quella sostenuta nel 2008. «Hanno parlato senza sapere qual è la soglia di partenza – continua Cognigni – Nel 2008 sono stati spesi 12mila euro, quindi l’80% corrisponde a 97mila euro circa. Nel 2014 abbiamo speso 95mila euro quindi siamo due mila euro al di sotto».
Le spese dell’Atac sono divise in due tipi di consulenze: quelle obbligatorie e quelle dei professionisti. Nelle prime rientrano le spese dovute ad esempio alla sicurezza, allo psicologo del lavoro e ad altre previste dalla legge quindi non evitabili. Nell’elenco dei professionisti invece rientrano le spese che l’Atac può gestire in autonomia. «Ci contestano 103mila euro del 2015 – conclude Cognigni – Ma Ciarapica ha preso le spese obbligatorie del 2014 sommandole a quelle dei professionisti del 2015. Questo è totalmente sbagliato perché alcune spese obbligatorie non vanno ripetute tutte gli anni e lui non è in possesso dei conti del 2015 perché ancora non li abbiamo resi pubblici. Sulla trasparenza non possiamo proprio essere attaccati, vada piuttosto ad indagare sugli anni precedenti». A concludere la risposta il presidente Francesco Mantella: «Mi hanno accusato di dover lavorare come avvocato poiché questa è la mia qualifica. Nei limiti del possibile l’ho fatto ma non esiste in nessuna azienda che le situazioni ordinarie vengano risolte al livello della presidenza. Tra l’altro le spese per gli avvocati, che rientrano in cifre accessibili, servono per correre dietro ai morosi, altrimenti i debiti ricadrebbero anche sugli utenti morosi. Non è pensabile che faccia tutto una persona. Infine voglio ricordare a Cirapica che questi vertici di Atac costano 10mila euro all’anno mentre il cda che c’era prima della nostra gestione arrivava a 50mila».


Che attualmente il CDA Atac costi 10.000 euro è SOLO frutto di obbligatorie leggi nazionali che si sono sommate negli anni. Ricordiamo sempre il tentativo, provato ma fallito, di raddoppiare gli emolumenti del presidente di Gas Marca…..
Per questa amministrazione l’accorpamento delle partecipate, previsto nel loro programma di quasi 4 anni fa, se mai verrà realizzato sarà anche qui SOLAMENTE frutto di imposizioni di leggi nazionali.
Per poltrone, spese e tasse si sono dimostrati finora insuperabili, in senso negativo.
Se Cognigni c’ha rasciò, Ciarapica c’ha torto, se c’ha rasciò Ciarapica c’ha torto Cognigni. ( Aristotele, sul principio di non contraddizione ).
Sulla insipidità ( sullo sciapo ) del Presidente, ogni commento è valido ma sopratutto superfluo. Ci sono tanti idraulici, meccanici, autisti, non capisco perché invece di un semplice avvocato adibito solo allo straordinario mentre l’ordinario lo lascia ad altri avvocati, non venga preso un tecnico come Presidente.