La lezione di padre Carbone
“Sono contro il gender
ma non sono omofobo”

MACERATA - Il domenicano protagonista dell'incontro alla parrocchia del Buon Pastore di Collevario. Più di cento persone hanno seguito la lectio del frate: "Il rispetto da solo presto o tardi conduce a essere stranieri in casa"

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Padre Giorgio Maria Carbone

di Federica Nardi

(foto di Andrea Petinari)

Non sono gli omosessuali i nemici di padre Giorgio Maria Carbone, ieri sera a Macerata nella chiesa del Buon Pastore di Collevario per parlare degli sviluppi del “nuovo umanesimo”. Bersaglio dell’intervento, durato più di due ore, è una società che tratta il corpo come materia da plasmare e che vede l’essere umano solo nei limiti del suo orientamento sessuale. Non si arresta la battaglia del domenicano, già al centro di critiche per il suo intervento al meeting di Comunione e liberazione, dove ha proposto un’interpretazione personale degli studi dei danesi Frisch e Simonsen sul legame tra convivenza omosessuale e rischi come quello del suicidio e dell’aids. Il suo discorso si è sviluppato dalla teoria classica “ontologica” di Severino Boezio, secondo cui tutti gli esseri umani sono persone: «Tenere ferma l’equivalenza tra essere umano e persona vuol dire salvare la persona – ha proseguito Carbone -. Questa equivalenza è stata scardinata con l’aborto intenzionale, con la morte su condanna come nel caso di Eluana Englaro, che è stata ammazzata – aggiunge, raccogliendo l’assenso del numeroso pubblico -, e delle varie forme di eutanasia».

prete anti gender collevario foto ap 4Scienza della genetica, filosofia, ma anche il complotto per plasmare un essere umano “fluido”, nella sessualità e nelle relazioni, in modo da spianare la strada a nuove forme di totalitarismo. Un piano che sarebbe contenuto nel “Memorandum Jaffe”, una lista di proposte provvisorie, tratte da più fonti, per il controllo della popolazione. Stilata negli anni ’60 da Frederick Jaffe, ai tempi vicepresidente del Ppfa (Planned Parenthood Federation of America), la lista è al centro del discorso critico dei movimenti pro vita. Compreso quello di Carbone, che argomenta facendo leva su grandi nomi come quello di Erich Fromm, sugli studi di genere di John Money e sul senso comune: «Sono contro il gender per come lo intendeva John Money, ma non sono omofobo. Il vero riduzionismo è identificare la persona con l’orientamento sessuale. Confrontarci con la persona è la grande palestra per amare. Ho mostrato questi studi per mettere in luce i legami di causa e effetto. L’oscurantismo scientifico non è il mio – prosegue, mostrando nuovamente sullo schermo allestito per la conferenza gli studi di Frisch e Simonsen -. Ma deve prevalere lo slogan “gay è bello” così che aumentino le convivenze omosessuali come previsto dal memorandum Jaffe». Carbone non vuole essere tacciato di omofobia: «Mai giudicare le persone ma la materia, l’oggetto dell’enunciato, le posizioni teoriche» ha ribadito più volte, soprattutto di fronte ai commenti intimoriti del pubblico di fronte alla foto di Conchita Wurst, la popstar transgender di origini austriache portata come esempio di fluidità di genere. «Noi amiamo lui, la persona – ha detto Carbone -, ma critichiamo il fatto che esista una bambola che lo raffigura. Perché proporre una cosa del genere a un bambino? Cade l’ambivalenza di qualsiasi cosa. Amare la persona vuol dire molto più che rispettarla. Il rispetto da solo presto o tardi conduce a essere stranieri in casa».

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