Enrico Mattei,
la verità dalle carte americane
Domenica di festa ad Acqualagna. Sarà premiato l'imprenditore Piergiorgio Cariaggi. Gran cerimoniere Oscar Farinetti. Presentazione del secondo libro di Maurizio Verdenelli sull'uomo che vedeva il futuro
Le nozze d’oro della Fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna si celebreranno idealmente domenica mattina, dalle ore 10,30, al teatro Conti con la consegna del premio “Enrico Mattei di Acqualagna: l’uomo, l’imprenditore” all’imprenditore Piergiorgio Cariaggi, dell’omonimo lanificio di Cagli (realtà industriale a livello internazionale). Gran cerimoniere il guru di Eataly e grande protagonista di Expo, Oscar Farinetti che essendo di Alba, con il tartufo bianco ed Acqualagna c’azzecca proprio.
Anche a Mattei, i tartufi piacevano moltissimo e li gustava, espressamente ricevuti dalla sua Acqualagna dove visse fino a 13 anni d’età (il padre comandava la locale stazione dei carabinieri ed abitava con la famiglia proprio dirimpetto al teatro, nella piazza centrale del paese). Una cerimonia rievocativa in quel cineteatro, affollatissimo ogni volta che il fondatore dell’Eni vi faceva tappa. Come in quel febbraio del ’62 quando promise davanti a mille persone al sindaco Ovidio Lucciarini che avrebbe realizzato un villaggio per gli operai dello stabilimento della vicina Fermignano. La prima pietra sarebbe stata posta il 31 ottobre, quattro giorni prima il bireattore dell’Eni con a bordo Enrico Mattei esplodeva nel cielo di Bascapè uccidendo con il pilota Irnerio Bertuzzi anche il giornalista William McHale, capo della redazione romana delle riviste ‘Time” e “Life”.
La cerimonia, domenica ad Acqualagna, si aprirà con un filmato dell’archivio storico Eni su “Petrolio e potere” e la presentazione del secondo libro di Maurizio Verdenelli sull’uomo che vedeva il futuro, “Enrico Mattei, il futuro tradito”, e le testimonianze di Sebastiano Gubinelli, del servizio aviazione dell’Ente idrocarburi e di Vincenzo Taffo, che fu il più giovane capocantiere Eni nel mondo. Il tema del libro è quanto mai attuale: What if? Come sarebbe stata l’Italia se Mattei, l’uomo che guardava al Mediterraneo e ai Paesi emergenti, non fosse stato ucciso? Rispondono quaranta grandi “firme” italiane. Il libro contiene poi rivelazioni “americane”: un filo rosso che lega il grande Enrico a Kennedy, M. Monroe, McHale, Kruscev e Pasolini.


