Truffa ed estorsione ad un frate,
34enne sotto accusa

CIVITANOVA - Vincenzo Di Maso è imputato al tribunale di Macerata dove oggi si è aperto il processo. Avrebbe portato via decine di migliaia di euro ad un religioso

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fratiSotto accusa per aver estorto denaro e aver truffato un frate, questa mattina è partito il processo al tribunale di Macerata in cui è imputato il 34enne Vincenzo Di Maso, pugliese, residente a Civitanova. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Stefano Lanari, il 34enne tra il gennaio del 2014 e il marzo di quest’anno, avrebbe ottenuto denaro da un frate del convento Cuore immacolato di Maria di Bordo Maggiore a San Marino. Per ottenere del denaro dal religioso, Di Maso gli avrebbe detto che la moglie era morta in un incidente stradale e gli avrebbe raccontato anche un’altra storia, dice l’accusa, sempre non veritiera: che era un parrocchiano in difficoltà economiche. Con queste scuse l’uomo sarebbe riuscito ad ottenere 10mila euro dal religioso. Non contento, prosegue l’accusa, avrebbe estorto 60mila euro al frate. Per ottenerli lo avrebbe minacciato di rivelare ai suoi confratelli di precedenti indebiti prelievi dalla cassa del convento e inoltre gli avrebbe detto che avrebbe fatto del male a dei suoi parenti. Impaurito, dice l’accusa, il frate aveva versato a Di Maso continue somme di denaro con accrediti su Poste pay. L’accusa gli contesta truffa e estorsione, Di Maso è difeso dall’avvocato Domenico Biasco. Parte civile si è costituito il frate, assistito dall’avvocato Giancarlo Nascimbeni.

(Gian. Gin.)


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