“Senza odiare nessuno”
debutta al Velluti
CORRIDONIA - La vicenda di Filippo Corridoni in una pièce di Riccardo Nocelli
Nel ricco programma celebrativo stilato dal Comune di Corridonia per celebrare il 1° Centenario della morte di Filippo Corridoni, tra convegni, incontri, seminari e progetti che hanno coinvolto i ragazzi delle scuole del territorio, non poteva mancare uno spettacolo teatrale. Può apparire una nota «stonata» quella di mettere in scena la vita di un personaggio pubblico nel momento in cui se ne celebra un così importante anniversario, ma è proprio questa la magia del teatro che coglie l’occasione per portare a conoscenza del grande pubblico, con una forma di spettacolo sempre gradita,gli aspetti meno noti della vita di un sindacalista dei primi del ‘900, che altrimenti rimarrebbe confinato nella ristretta cerchia degli addetti ai lavori. È ipotizzabile che alcuni abitanti di Corridonia non si siano mai chiestichi fosse Filippo Corridoni, l’uomo che ha dato il proprio nome alla loro città, fino al 1931 conosciuta come Pausula. Ebbene, dopo lo spettacolo messo inscena al Velluti di Corridonia, questa lacuna può dirsi colmata.
L’idea di rievocare i momenti salienti della breve e sfortunata vita dell’Eroe locale, caduto in combattimento il 23 ottobre 1915 sulle montagne del Carso a soli 28 anni, in una pièce teatrale è nata nel momento in cui l’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Nelia Calvigioni, cominciava a imbastire una prima bozza di calendario per le celebrazioni in onore del suo illustre Figlio. E chi poteva realizzare un’idea del genere se non il C.O.T., acronimo di«Corridonia Officine Teatrali», che da due anni opera sul territorio con il preciso intento, dichiarato fin dalla sua nascita, di offrire ai suoi allievi uno spazio dove potersi togliere la maschera quotidiana per indossare quella di scena ed esprimere, così, la propria potenziale teatralità? Detto e fatto, Riccardo Nocelli, presidente dell’Associazione Tuttinsieme, partner del Comune, si è buttato a capofitto nella ricerca e in breve tempo ha reperito una copiosa mole di documenti, in prevalenza lettere e testimonianze, sulla base delle quali ha creato un copione assolutamente originale che ha il grande merito di mettere in risalto la personalità ma soprattutto l’umanità del giovane Corridoni più che il suo pensiero politico e la sua indiscussa valenza in ambito sindacale. Ed è stata una scelta senz’altro felice poiché quest’ultimo aspetto è stato trattato, e non poteva essere altrimenti, nel corso del convegno storico di venerdì 16 u.s., al quale hanno preso parte esimi studiosi provenienti da varie Università.
“Senza odiare nessuno – Morte e vita di Filippo Corridoni” è stato diretto da Francesco Facciolli, docente del Cot, e interpretato dagli allievi dei corsi ancora in atto. La scena si apre con una immagine di guerra: il soldato Corridoni viene abbattuto dal fuoco nemico proprio mentre annuncia a gran voce «Vittoria». Il protagonista, interpretato dal bravissimo Lorenzo Tombesi, nella sua gloriosa uniforme grigio-verde, rimane immobile, in una sorta di fermo immagine durato un’eternità, nella plastica posizione nella quale è stato immortalato dallo scultore pesarese Oddo Aliventi, autore dell’imponente monumento in travertino bianco, posto al centro della piazza principale della città. In quell’attimo fatale, Corridoni rivede tutto il film della sua breve ma intensa vita: dalle accese discussioni con il padre(Fabio Santucci) circa l’opportunità di continuare o meno gli studi, al conseguimento del diploma, dall’esperienza lavorativa di Milano dove, a dispetto della giovane età, dà un primo ed eloquente saggio della sua statura moralenello scontro dialettico con il comm. Silvestri, ai discorsi interventisti, all’arruolamento come volontario e al suo impiego nelle trincee del Carso, dove troverà prematuramente la morte. Molti sono i momenti di grande pathos.
La storia che va in scena è davvero drammatica, ma non mancano alcune situazioni divertenti, grazie alla vis comica di Martì (Riccardo Nocelli), il generoso muratore amante del buon vino ecompaesano di Corridoni, che in uno slancio di generosità non esita a mettere a sua disposizione parte del denaro accumulato con sacrificio in America. L’interpretazione di Nocelli, attore sulla scena da oltre venti anni,apporta una gradevole nota di «colore», grazie alla riuscita caratterizzazione del suo personaggio. Completano il castAnna Rampichini (la madre di Corridoni), Roberta Fioretti (Agnese), Leonardo Vincenzetti (Pedrini) e Patrizia Santoro (lettrice).Lo spettacolo messo in scena da Francesco Facciollisi avvale del preziosocontributo di alcuni spezzoni in video, tratti da filmati dell’epoca dell’Istituto Luce, da Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick e da Rosso fango di Paolo Ameli. Le musiche sono di Ennio Morricone. «Senza odiare nessuno», dopo la calorosa accoglienza del pubblico del «Velluti» è pronto per unatourneé nei luoghi in cui visse e morì Filippo Corridoni.
(Foto di scena di Nerio Ceccherini)
