Monitoraggio antenna:
“Dimenticato in un cassetto”
CIVITANOVA - Dopo la petizione interviene Cristiana Cecchetti. Le richieste della scuola e la comunicazione che il ripetitore era funzionante non sono mai arrivate sui tavoli dell'assessori né su quello dell'Arpam, per questo nessun controllo è ancora stato effettuato
di Marco Ribechi
Le richieste inviate al Comune non sono mai arrivate agli assessori. Un problema di comunicazione tra gli uffici tecnici e l’amministrazione ha bloccato la domanda di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche dell’antenna Vodafone, che preoccupa i dipendenti della scuola di Santa Maria Apparente e i genitori degli alunni. Proprio ieri la consegna delle 500 firme raccolte in segno di protesta. (leggi l’articolo). Le informazioni che gli uffici tecnici non hanno passato ai responsabili sono due: da un lato la richiesta del 13 agosto inviata dalla preside dell’istituto Mariella Paglialunga, dall’altro la comunicazione dell’accensione dell’antenna stessa. «Non sapevamo che l’antenna fosse stata accesa – spiega Gianni Corvatta, direttore dell’Arpam – stavamo aspettando che il Suap (sportello unico attività produttive) ci avvisasse per iniziare a fare le analisi. Questa richiesta è appena arrivata quindi nei prossimi giorni avvieremo le procedure per ottenere i dati necessari». Le proteste erano state rese note anche dalla stampa, in seguito ad un’assemblea pubblica a cui erano presenti anche i rappresentanti di Arpam e dell’amministrazione (leggi l’articolo). Perplessa anche l’assessore all’ambiente Cristiana Cecchetti, amareggiata per il mancato avviso da parte degli uffici tecnici: «Le comunicazioni praticamente sono andate perse – dice l’assessore – e per questo l’Arpam non è stata avvisata. E’ un disguido che purtroppo è accaduto, cercheremo di fare tutte le dovute analisi nel più breve tempo possibile per soddisfare le domande dei cittadini. Ho notato che una mail certificata era stata inviata anche a me, purtroppo era nel periodo di Ferragosto e mi è sfuggita». La Cecchetti fa sapere anche che è pronto un piano antenne, per ora tenuto in un cassetto per mancanza di fondi: «Abbiamo un progetto per la nostra città pronto e dai costi molto ragionevoli – spiega l’assessore – è stato fatto da una ditta toscana di provata onestà, che ha già lavorato per il comune di Porto Recanati». Il piano antenna serve per identificare le zone dove è possibile posizionare i ripetitori, per legge infatti bisogna concedere uno spazio agli operatori che ne fanno richiesta. «E’ uno strumento urbanistico per determinare dove posizionare le antenne – conclude Cecchetti – ci sono molti parametri da rispettare per questo i progetti sono molto costosi. Quando avremo le risorse necessarie potremmo dotarci di questo piano e snellire tante altre complicazioni legate alle emissioni elettromagnetiche».

Aoh, ma sempre a S. Maria Apparente ve vene tutti a coionà; Nà orda lo sindaco, nà orda Poeta ecc. Mah, vavrà pjato tutti per stuppedi? Commento del il 21 luglio 2015 alle 21:32