La “devivata” sul balcone
fa infuriare la politica civitanovese
CIVITANOVA - Il neologismo è stato coniato dal capogruppo di "Uniti per cambiare" Pier Paolo Rossi.Il consigliere critica fortemente il gesto e afferma: "La poca credibilità delle figure politiche ed istituzionali dipende anche e soprattutto da questi atteggiamenti"
“Devivata” è il neologismo coniato dal consigliere di Civitanova Pier Paolo Rossi, capogruppo di “Uniti per cambiare” e già usato da molti per definire la vicenda della fotografia notturna sul balcone di Palazzo Sforza, ad opera del consigliere Livio De Vivo (leggi l’articolo). Il gesto non è piaciuto alla politica civitanovese che condanna l’accaduto, soprattutto per la cattiva immagine che ha gettato sul Comune tutto. Mentre il sindaco Tommaso Corvatta valuta la possibilità di prendere dei provvedimenti altri rappresentanti hanno deciso di dire la loro.
Come appunto Pier Paolo Rossi che critica fortemente l’operato di De Vivo: «Vittima di un sequestro, vittima di un’aggressione, vittima della maggioranza per cui era solo un “burrattino”, vittima persino di un maledetto radiatore ed oggi vittima dell’accanimento della stampa locale – afferma in una nota lo stesso Rossi – in realtà sembra solo vittima di se stesso e delle fantasiose, e per nulla credibili, dichiarazioni con cui sistematicamente prova a giustificare le reiterate sbruffonate».
Ad agitare il consigliere è soprattutto il ruolo istituzionale ricoperto da De Vivo: «Politicamente mi preme commentare che essere un consigliere comunale e ricoprire un ruolo istituzionale non dà in alcun modo diritto di poter entrare in Comune quando si vuole, come afferma con arroganza, tanto più di notte in compagnia di amici. Non credo rientri tra i diritti dei consiglieri e anche fosse dovrebbe farlo avendo delle chiavi e non sgattaiolando attraverso porte, di locali adiacenti, lasciate “casualmente” aperte perchè altrimenti temo che dal diritto passerebbe al reato. La poca credibilità delle figure politiche ed istituzionali, oggi, dipende anche e soprattutto da questi atteggiamenti».
Rossi ricorda anche l’importanza di ricoprire una carica pubblica: «Credo che De Vivo debba pensare ai doveri di un consigliere, tra i quali il dovere di partecipare a tutte le sedute consiliari, puntuale per l’inizio e presente sino al termine. Per ciò che riguarda invece le affermazioni sul recupero del suo buon rapporto con la maggioranza credo si tratti di uno dei suoi infiniti e fantastici racconti: non si ha alcuna traccia dei suoi buoni rapporti con la maggioranza, né dallo stesso sindaco, né dalla lista che lo aveva candidato né dalle altre liste; e mi chiedo come le sue piu’ recenti uscite, gli insulti pubblici su facebook a Mirella Franco e la gita notturna in Comune, possano aver contribuito a riconsolidare il suo gia’ inesistente rapporto con la maggioranza».
(M.R.)


Poca credibilità?
Poca?????
Credibilità???????????????????????????????????
Da quando un valore negativo, al di sotto dello zero assoluto, è ancora sinonimo di “poca”….
Eppure potrebbe aver scoperto un accesso al Comune non allarmato (diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca). Questo non collide con gli eventuali comportamenti discutibili dell’assessore.
Consigliere Rossi… la poca credibilità delle figure politiche dipende anche, ma non soprattutto da esempi come questo. Il consigliere De Vivo, non è certo un fulgido esempio di “irreprensibilità politica” e, tutto sommato, la notizia di un suo ritiro non toglierebbe il sonno praticamente a nessuno. Da qui a prenderlo come capro espiatorio per la costante caduta libera del vostro consenso popolare…. mi sembra decisamente fuori luogo. Io credo che la figura di un politico e di una carica istituzionale in genere, si debbano valutare sulla coerenza e correttezza delle loro azioni: proprio quello che manca all’attuale maggioranza. Il vostro programma politico è rimasto lettera morta; i milioni di euro pubblici dati ad un personaggio di non cristallina reputazione; i 600 mila euro per il fotovoltaico persi al vento; la sbandierata partecipazione pubblica mai attuata o attuata tardi quando tutto era già deciso; l’infischiarsi della volontà popolare……… Consigiere Rossi, che faccio continuo?
Comunque la si pensi,di sicuro chi si comporta così non deve stare in consigli comunali, se decide di essere un giullare nella vita privata, fatti precedenti lo confermano, non si doveva prenderlo nelle propie lliste…….purtroppo è anche vero che l’esempio dei politici + famosi è ben + peggiore e dannoso.
Prendersela con l’assessore va bene, ma bisogna prendersela anche con coloro che non curano la sicurezza dell’edificio comunale in termini di accessi (allarmi, videosorveglianza e quant’altro). Non si gridi: “Al ladro, al ladro!” se spariscono i pc.
In quel consiglio comunale, tutta la maggioranza non ci dovrebbe stare per i motivi così ben spiegati da @ Marco Fontana. E’ un consiglio che resiste solo per l’arroganza del sindaco, e per la perspicacia del Silenzi che elemosina consensi su facebuk sperando ancora in una sua nuova conferma in chissà quale campo, se agricolo o contenente rottami vari. Il sindaco è ormai solo un politico ” ruinato ” che non si presenterà alle prossime elezioni, almeno così ho sentito, anche se non sono ancora convinto che si renda conto dell’effettivo deprezzamento ancora in fase discendente. Forse qualcuno gli ha riferito che finché sta al comune, ci vanno tutti con i piedi di piombo se devono fare qualche appunto al suo non esaltante operato. ” Il tempo, è galantuomo,prima o poi ti invita a pranzo e lui non paga il conto “,. Leonida Rubistein
Dare dell’arrogante al sindaco di Civitanova è una castroneria illimitata…….avrà difetti come tutti noi, ma arrogante non lo è propio.
Talvolta si è arroganti per nascondere la propria timidezza e, magari, inadeguatezza al ruolo che si riveste in società. Questo dicono alcuni testi di psicologia classica.