Riduzione delle liste di attesa
Il medico prenoterà gli esami
SANITA' - Il presidente della Regione Ceriscioli ha presentato il decalogo per la riduzione dei tempi delle prestazioni. Tac e risonanza al lavoro per 10-18 ore al giorno

La conferenza stampa di presentazione delle misure per la sanità regionale
Agende differenziate a seconda dell’urgenza della visita o dell’esame clinico richiesto, ‘presa in carico’ dei pazienti con patologie croniche da parte del medico specialista ospedaliero, che prenoterà per lui gli accertamenti, strumentazione (Tac, risonanza ecc.) al lavoro per 10-18 ore al giorno, la possibilità di usufruire di prestazioni specialistiche presso le strutture private accreditate con la Regione, a prezzi calmierati e prenotandole al Cup. E’ il decalogo per la riduzione dei tempi delle liste di attesa in sanità presentato in conferenza stampa dalla Giunta regionale. Il piano riguarda 43 prestazioni sanitarie di diagnostica contenute nei piani Lea. L’obiettivo temporale prevede il rispetto, per almeno il 90%, dei tempi relativi alla diagnostica entro il 30 aprile 2016.
Questo il quadro completo delle azioni per raggiungere l’obiettivo:
1) prescrizione corretta attraverso codici con specifica indicazione della tipologia di accesso “prima visita/esame/accesso” – indicazione della classe di priorità per le prime visite
2) attivazione delle agende differenziate per classi di priorità (U,B,D,P) per prima visita/esame/accesso
3) presa in carico da parte dei medici specialisti ospedalieri di pazienti con patologie croniche; prescrizione e prenotazione della visita specialistica successiva e delle principali indagini che si rendono necessarie contestualmente alla presa in carico. Presa in carico cardiologica, oncologica, diabetologica, nefrologica, (per Inrca neurologica)
4) utilizzo massimale delle strumentazioni delle attrezzature sanitarie per almeno 12 ore giornaliere per la diagnostica strumentale e fino a 18 ore giornaliere per alcune apparecchiature medicali consentendo, oltre all’aumento dell’offerta di prestazioni, anche di offrire una qualità “tecnica” più elevata delle prestazioni medesime.
5) coinvolgimento del medico di Medicina generale e del pediatra, prevedendo la possibilità di prenotazione diretta per visite e prestazioni. Sono inoltre da prevedere, all’interno del processo di riorganizzazione dell’Assistenza Territoriale, forme di collaborazione con gli specialisti per la consulenza specialistica e il confronto diretto, anche sotto forma di sperimentazioni locali, definite da Accordi Regionali. La vicinanza al cittadino migliorerà la sicurezza di una presa in carico più stringente. Nelle Case della Salute o nell’ambito delle Equipe territoriali dovranno essere attivati punti di prenotazione diretti per i cittadini
6) incremento dell’offerta e ricorso a progettualità attraverso risorse provenienti dall’utilizzo del 5% dell’attività libero professionale intramuraria prevista dal decreto Balduzzi. In particolare le risorse saranno finalizzate alla produzione di prestazioni ambulatoriali cliniche e diagnostiche aggiuntive rispetto a quelle già offerte dal servizio sanitario regionale, organizzate in specifiche agende differenziate rispetto a quelle istituzionali per la prima visita/esame/accesso e classe di priorità, scelte tra le 43 prestazioni individuate come particolarmente critiche in termini di tempi di attesa, selezionate tra quelle con attesa media maggiore di 100 giorni. L’incremento di produzione correlato con l’utilizzo del “fondo Balduzzi” potrà essere raggiunto anche attraverso l’acquisizione di personale, il cui costo non sarà comunque considerato ai fini del rispetto dei tetti di costo specifici previsti dalla normativa vigente.
7) programmazione delle prestazioni offerte dal privato accreditato attraverso il Cup. Le prestazioni di specialistica ambulatoriale già fornite dal privato accreditato dovranno essere riorientate a favore delle richieste di prima visita/esame/accesso con classe di priorità, nel rispetto della appropriatezza prescrittiva, per i cittadini marchigiani.
8) programmazione delle prestazioni offerte a tariffe calmierate nel privato. L’appetibilità di queste tariffe si realizza se la prestazione viene erogata a costi che il cittadino, che si rivolge a strutture di altre regioni, già sostiene, vale a dire il costo del ticket (36,20 euro), della quota fissa di € 10 e il costo del trasferimento fuori regione. Ad un costo sovrapponibile il cittadino può scegliere di effettuare tali prestazioni vicino al proprio domicilio, con analoga tempestività rispetto alle sedi extra regionali, traendone vantaggio.
9) gestione del recall: recupero delle prestazioni che non vengono erogate per mancata presentazione del richiedente e mancato annullamento in tempo utile per poter far posto ad un altro paziente.
10) coinvolgimento dei cittadini. I pazienti attraverso i rappresentanti dei cittadini collaboreranno al miglioramento della domanda attraverso il supporto per una comunicazione efficace e corretta affinché si riducano le richieste improprie. Partecipazione delle forze sociali. Le aziende/aree vaste attivano i tavoli di confronto e monitoraggio previsti dalla Dgr 149/2014 per valutare l’andamento dei tempi di attesa in relazione alle azioni previste dalla presente deliberazione. Analogo tavolo è istituito a livello regionale. Comunicazione. Istituzione di un gruppo operativo regionale dei tempi di attesa per il monitoraggio e la misurazione degli obiettivi (presieduto dal direttore Ars e costituito da un rappresentante per ciascuna azienda ed ente del servizio sanitario regionale, un medico di medicina generale e i tecnici regionali).

Come dice la Lorenzin il medico di famiglia in scienza e coscienza mi prescrive un esame a rischio di multe, penali ed esposizione con gogna su pubblica piazza. Qui non si parla di chi decide che il medico ha esagerato nel prescrivere l’esame. Dopo di che arriva Ceriscioli che fa lavorare di più tac ecc., poniamo, per accelerazioni delle liste d’attesa a cui delle agende differenziali prevedono la prima visita e non capisco se si riferisce a chi non è mai andato dal medico o si riparte da zero per tutti in maniera che dopo la premiere c’è forse l’esame e poi l’accesso. Ma se prima non accedo come posso fare l’esame? Va bene fino a qui tutto a posto, abbiamo acceduto, fatto l’esame e veniamo presi in carica se siamo incronacati dallo specialista ospedaliero che ci prescrive lui, le prossime visite senza naturalmente tener conto di eventuali parentele, amicizie e richieste di corsie preferenziali. Oppure nulla di tutto questo perché dopo lo specialista dobbiamo sempre andare noi al CUP per la prenotazione. Il punto sei non lo capisco, il sette non capisco se chi ha già preso appuntamento deve riprenderlo di nuovo per essere subito in linea con le direttive del Governatore.A seguire si parla di soldi, eventuali risparmi dovuti a coinvolgimenti dei cittadini a cui bisogna insegnare quali sono gli esami che si possono tranquillamente non fare ecc. ecc. ecc. Forse non ho capito un tubo di tutte queste nuove regole che di solito ingarbugliano le condizioni pre novità. Però di una cosa sono sicuro, che queste originalità come quelle della Lorenzin, sapendo da dove arrivano, devono essere delle grandi mascalzonate di cervelli alla deriva, che persa la bussola, speriamo che nel volo a vista si vadano a schiantarsi contro una nuova presa e auspicata posizione degli italiani che non dia più possibilità ai Monti, Fornero,, , Lorenzin, Gelmini, Boschi, ……… ed infine Renzi di stanziare. Vorrei aggiungere alla lista in veste promozionale, sennò sembra sempre che ce l’ho con loro, anche Corvatta, che comunque medico è, Silenzi e Costamagna che nulla hanno da invidiare agli altri.
Ed intanto, tempo di attesa di UN ANNO E 15 GIORNI per MAMMOGRAFIA a paziente operata per tumore al seno!!!! VERGOGNA!!!!!