Caso Emodinamica:
“Mia madre è in fin di vita,
voglio chiarezza”
CIVITANOVA - Parla il figlio della paziente colta da infarto e trasferita dall'ospedale costiero a quello di Ascoli senza passare per Macerata. La donna, una 60enne, è in coma da due settimane. L'Area Vasta 3 sta facendo accertamenti sulla vicenda
di Marina Verdenelli
E’ in fin di vita la paziente colta da infarto e trasferita all’ospedale Mazzoni di Ascoli e non a Macerata facendo scoppiare il caso di Emodinamica ora al vaglio dell’Area Vasta 3 (leggi l’articolo). La donna, 60 anni, residente a Civitanova ma originaria di fuori regione, è in coma da due settimane e i familiari sono pronti a muovere tutti i passi, anche quelli legali, perché secondo loro si sarebbe perso tempo nella valutazione del quadro clinico della paziente. «Vogliamo chiarezza – spiega Domenico Annunziata, figlio della 60enne – perché mia mamma forse non ce la farà. E’ molto grave e tutti noi stiamo soffrendo. Chiediamo di capire cosa è successo e perché si è aspettato che si aggravasse invece di portarla subito a Macerata dove, contrariamente a quando ci avevano detto all’ospedale di Civitanova, l’Emodinamica per fare i dovuti esami che la riguardano c’è ed è aperta anche di notte. Vogliamo capire e soprattutto vogliamo che non si ripeta più una cosa del genere per altre famiglie affinché non accada ad altri». Annunziata ripercorre i giorni prima e dopo il ricovero della madre all’ospedale di Civitanova, come già segnalato ieri dall’associazione Cittadinanzattiva coordinata da Piccioni che si occupa anche dei diritti del malato, con i primi problemi di salute iniziati per la donna il 4 settembre. «Prima di essere ricoverata all’Utic di Civitanova – racconta il figlio della 60enne – è dovuta tornare più volte in ospedale. Eppure aveva tutti i sintomi di un infarto, mal di stomaco, affanno. Durante una delle visite dal pronto soccorso è stata fatta visitare da un cardiologo. Poi le è stata prescritto una gastroscopia pensando che fosse un problema di stomaco. L’esame le era stato prenotato per il 15 settembre. Ma il 9 settembre mia madre, che non aveva mai sofferto di cuore, è stata di nuovo male, di sera, a casa, abbiamo chiamato il 118. Aveva avuto un infarto. E’ stata soccorsa e rianimata, gli operatori sono stati molto bravi ed efficienti. Poi è stata portata al pronto soccorso e ricoverata in Utic. La notte tra il 10 e l’11 si è aggravata, è scesa la pressione e alle 2 i medici ci hanno chiamato per andare in ospedale perché il quadro era critico. Allora abbiamo chiesto se era possibile trasferirla in un altro ospedale più specifico ma hanno detto che quello che stavano facendo lì era la stessa procedura attuata negli altri ospedali. La mattina è stato poi il primario a disporre invece un trasferimento d’urgenza in un ospedale con l’Emodinamica, per farle subito una coronarografia. E’ in quella situazione che ci hanno detto che Ancona non aveva posto e Macerata non aveva l’Emodinamica quindi hanno scelto Ascoli. Quindi mia madre è stata tutta la notte a Civitanova, in gravi condizioni, quando poteva essere trasferita subito a Macerata visto che il servizio è attivo». I familiari della paziente si sono rivolti a Cittadinanzattiva che ha fatto le sue verifiche. «Sono stata in reparto io stessa – dice Zelinda Piccioni – per sapere se qualcuno da Civitanova, quella sera, aveva chiamato Emodinamica per la paziente ma mi è stato risposto di no». Sul caso sono in corso accertamenti da parte dell’Area Vasta 3.

Mi dispiace molto per l accaduto e x esperienza personale capisco cosa state passando. Non c é cosa peggiore quando non ti senti “aiutato” da chi ha giurato di farlo.