“Stop alle trivelle sul Colle dell’Infinito”

RECANATI - Incontro dibattito domani alle 18 alla libreria Passepartout a Recanati. Sarà presente Augusto De Sanctis, ricercatore e attivista del movimento abruzzese contro le trivellazioni

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"Trivelle Zero Marche" si sta battendo contro l'impianto sul Colle dell'Infinito

“Trivelle Zero Marche” si sta battendo contro l’impianto sul Colle dell’Infinito

Il movimento “Trivelle Zero Marche” torna alla carica per difendere il Colle dell’Infinito da un progetto che viene definito come «uno degli interventi più impattanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale». L’associazione aveva già denunciato il rischio che venisse realizzato un pozzo per idrocarburi con torce e trivelle alte decine di metri (leggi l’articolo). La battaglia continua con un incontro dibattito dal titolo “Stop alle trivellazioni. Giù le mani dal Colle dell’Infinito” che si svolgerà domani (mercoledì 23 settembre) alle 18 alla libreria Passepartout a Recanati. Sarà presente Augusto De Sanctis, ricercatore e attivista del movimento abruzzese contro le trivellazioni “No Ombrina – Salviamo l’Adriatico”.

«Nel dettaglio  – scrive l’associazione Trivelle Zero Marche – il progetto recanatese è localizzato a 1,9 chilometri da Recanati, in un’area agricola di pregio. La società Cogeid (Compagnia Generale Idrocarburi s.p.a.) ha ricevuto da pochi mesi il decreto di non assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale dagli uffici della Regione Marche. In poche parole nella terra di Leopardi si può fare un pozzo per idrocarburi con torce e trivelle alte decine di metri senza la valutazione di impatto ambientale, nonostante per il piano regolatore comunale quest’area sia zona agricola di salvaguardia paesaggistico-ambientale. Il progetto prevede sbancamenti per 36.000 metri cubi di terreno, di cui 1.300 andranno in discarica; il posizionamento per mesi di una trivella e di una torre per la torcia alte decine di metri e verrà scavato un pozzo profondo oltre 800 metri. Il cantiere si trova in un’area classificata a rischio sismico 2 (possibilità di forti terremoti) e all’interno di una zona a pericolosità frane a livello moderato.Pensiamo che questo sia il momento di mettersi in gioco perché il rischio della svendita della nostra terra e del nostro mare alle lobbies del petrolio, porta con sé anche una serie di pericolose ipoteche sul nostro futuro».

 


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