Mancano i soldi
A rischio il servizio ambulanze
EMERGENZA - A lanciare l'allarme è la Croce rossa di Camerino, Sarnano, Petriolo, Cingoli, Visso, San Severino, Tolentino e dei volontari del soccorso di San Ginesio. I rimborsi della Regione non sono più per chilometri ma per servizi
di Monia Orazi
Non bastano più i soldi per il servizio di trasporto con le ambulanze nell’entroterra. A lanciare l’allarme sono stati ieri sera i presidenti delle associazioni di volontariato Croce rossa di Camerino, Sarnano, Petriolo, Cingoli, Visso, San Severino, Tolentino e dei volontari del soccorso di San Ginesio. Tutti presenti ad un incontro a Tolentino. Assenti i rappresentanti di Macerata, Matelica, Porto Potenza e Recanati. Sono stati convocati per domani mattina ad un incontro con i responsabili dell’Area Vasta 3 (Macerata), per un monitoraggio dei servizi di trasporto sanitario, ma hanno deciso di non essere presenti. «Ringraziamo per aver provveduto con solerzia ad informarci del monitoraggio dei servizi effettuati – hanno risposto alla convocazione i presidenti – di cui ci riserviamo di verificarne la veridicità amministrativa, in relazione alla valutazione dei rimborsi mensili, continueremo nel comportamento sinora attuato, in quanto sancito dalla convenzione sottoscritta con codesta azienda». I coordinatori delle associazioni di volontariato si trovano a dover fronteggiare una situazione sempre più difficile e temono di dover chiudere le proprie sedi perché non riusciranno più a garantire i servizi. Ora le sedi delle Cri e pubblica assistenza dell’entroterra non sono più rimborsate secondo il numero dei chilometri percorsi, ma a seconda dei servizi effettuati, inoltre il rimborso mensile è soltanto il 90 per cento della spesa effettiva sostenuta nel 2014, dato a titolo di acconto. La differenza tra costi sostenuti, che non riguardano solo i servizi di trasporto ma anche la spesa per la sede, manutenzione mezzi e funzionamento struttura, e costi rimborsati, sarà valutata soltanto nell’aprile del 2016, quando ai comitati Cri e pubbliche assistenze sarà dato il conguaglio finale. «I rimborsi con la nuova normativa non coprono più il cento per cento delle spese, inoltre il 70 per cento deve essere destinato alle spese per il personale – fanno notare i presidenti – non prevedono ad esempio, per chi fa emergenza sanitaria h 24, le spese sostenute per l’acquisto di mezzi nuovi, ma solo i giorni in cui l’ambulanza è stata effettivamente utilizzata». E’ nel numero dei servizi, il cui numero complessivo è stato ridotto dall’Asur, che i piccoli comitati dell’entroterra sono penalizzati, rispetto alle realtà di maggiori dimensioni, che magari sono vicine all’ospedale. «Per garantire un 118 h 24, servono almeno dodici persone, i rimborsi bastano solo per quattro – fa notare il presidente del comitato Cri Visso Giovanni Casoni – il diritto alla salute dei cittadini di Visso, Castelsantangelo sul Nera ed Ussita è lo stesso di chi vive a Macerata ed Ancona, questo è un discorso anomalo. Di notte il 118 non c’è ad Acquacanina, Bolognola e Fiastra, nel caso si verifichi un infarto».
«Chiediamo il rispetto dell’ordine del giorno del 27 dicembre 2014, votato dal consiglio regionale, che impegnava la giunta regionale a rivedere le tariffe – spiegano i presidenti– con la stessa cifra che noi spendiamo nel territorio montano per un servizio, a Macerata riescono a coprirne quattro. Come facciamo a coprire i costi? Dobbiamo chiedere più soldi agli anziani ed ai malati? Si vanno a colpire le fasce più deboli». I presidenti fanno notare che questa riduzione dei rimborsi è stata effettuata soltanto in provincia di Macerata. Un servizio di trasporto per il 118 costa 280 euro di rimborso a Pesaro, 200 a Fermo, 230 ad Ascoli Piceno, circa 230 ad Ancona e 147 euro a Macerata. «Ci tolgono l’ossigeno e piano piano ci faranno chiudere – continuano i volontari – in media è coperto il 60 per cento dei costi, per il resto dovremo arrangiarci». Temono anche la prossima tegola, la determina 569 del 26 agosto scorso dell’Asur, che dispone per le Aree Vaste la riduzione della spesa, circa 703 mila euro per Macerata, con tagli ai prodotti chimici, trasporti non sanitari la cui somma viene ridotta di un altro cinque per cento, con persone malate che dal 2014 si pagano di tasca propria il trasporto all’ospedale. Qualcuno fa notare che con i 256 mila euro di premi per la produttività dei dirigenti, si potrebbero coprire i costi per una postazione del 118. Alcuni comitati hanno dovuto restituire dei rimborsi, un “paradosso” per tanti volontari che si dedicano con determinazione e sacrificio, all’assistenza ed al soccorso.

Tra un po se ce succede qualcosa dovemo anda’ a l ospedale sa soli .posso dire la mia ( paese di m…..)
Ahiahai… La sanità sempre peggio
Continuiamo a mantenere le regioni, enti inutili che sembrano istituiti a posta per lo sperpero di denaro pubblico. La cura della salute può aspettare.
C’è sempre l’autoambulanza (privata) per gli animali.
Spendessero meno per politicanti e pensassero di piu a chi si ja fatto un mazzo tutta la vita…
Adesso dicono che nn ci sono…se serve a loro ci sono sempre…
E’ tanto facile trovare i soldi.
Li tagli dal business immigrazione.
…ah, anche in Parlamento si potrebbe ridurre il numero dei ladri (ne abbiamo molti più degli USA, nonostante la nostra popolazione sia nettamente inferiore) e i loro stipendi/pensioni.
Ma forse ho detto una scemata, tutto questo non succederà mai.
Per Banci.
– Sei capace di convincere Renzi a interrrompere il mantenimento degli immigrati come fa Orban, che anzi non li ha mai mantenuti (rinunciando ai fondi UE)?
– Sei capace di convincere il GUS a sciogliersi?
– Sei capace di dire alla Chiesa di non impicciarsi nelle faccende italiane?
Perché la realtà è questa, purtroppo: di gente scriteriata oppure avida, che sfrutta alla grande l’ondata immigratoria per ovvi scopi: fare soldi, tanti.
Leggendo l’articolo, non so perché ma mi è venuto in mente il Conte Dracula. Forse il rosso delle tute o il nome stesso dell’istituzione, croce rossa, o forse perché i nostri governanti o loro preposti amano succhiarci il sangue facendo proposte, leggi e leggine che chi le propone dovrebbe essere lobomotizzato totalmente e gettato nell’anonimato di qualche segreta come quella dove allegramente trascorreva il suo tempo… libero , il Conte di Montecristo. Poi in una più approfondita riflessione, il mio pensiero si è concentrato su Vlad III di Valacchia, eroe rumeno conosciuto anche come Dracul e su come lui si liberasse dei nemici una volta catturati. Per l’impressionante narrazione dei metodi usati con relative spiegazioni tecniche, si consiglia ad un pubblico di soli aduti se interessati, a cliccare i link sotto proposti.
Naturalmente non ci sono fatti e riferimenti e quindi non possono essere nemmeno causali.
https://it.wikipedia.org/wiki/Vlad_III_di_Valacchia#Le_atrocit.C3.A0
https://it.wikipedia.org/wiki/Impalamento#Metodo_di_esecuzione
Per Justyna. Non solo i politicanti sono responsabili, ma anche i politici, i sindacalisti, i dirigenti degli enti locali e gli evasori fiscali.