Trofeo di parapendio,
sul podio di Esanatoglia un italiano
Il premio internazionale "Tre Pizzi" è andato al bresciano Luciano Pagnoni. Cerimonia in Comune dopo la cinque giorni di vele in cielo
di Monia Orazi
L’Italia sul podio del trofeo internazionale di parapendio “Tre Pizzi” che incorona il fuoriclasse Luciano Pagnoni, bresciano, vincitore nella categoria Open, il polacco Pawel Wilk per la categoria Sport e due ungheresi prime tra le donne. Ieri pomeriggio in Comune, alle 17, si sono tenute le premiazioni, dopo cinque giorni intensissimi, che hanno coinvolto appieno l’intero territorio, protagonista con i suoi panorami mozzafiato dall’alto di Monte Gemmo e del San Vicino. Molto soddisfatti gli organizzatori, i tanti volontari del club Volo libero Monte Gemmo con l’Aeroclub Lega Piloti, sia per come si è svolta la manifestazione, aiutata anche dal beltempo, sia per le condizioni di gara che dell’accoglienza per i 117 piloti iscritti, provenienti da 17 nazioni diverse, non solo Nord Europa, paesi slavi, ma anche dai lontani Giappone e Nuova Zelanda, con un boom di presenze straniere.
In volo sopra le nuvole, per tre giorni, con le vele dispiegate al vento, chiunque si è trovato a transitare in zona, ha assistito ad un panorama suggestivo, con i parapendio a modificare l’orizzonte consueto. Primo giorno di gare con partenza dai 1200 metri di Monte Gemmo per un percorso di poco più di 40 km, mentre il secondo giorno per via del variare della direzione del vento, la partenza si è spostata sul San Vicino, per un lungo giro di 80 km, 60 i km sabato ultimo giorno di gare, tutti sulla vallata tra Fabriano e Matelica, a sfiorare il Monte Cucco. Ecco la classifica completa. Per la categoria Open dopo Luciano Pagnoni, Christian Biasi e lo sloveno Bojan Gabersek. Per la categoria Sport dietro Pawel Wilk doppietta italiana con Giuliano Minutella e Peter Schwarz. Tra le donne al primo posto l’imprenditrice ungherese Adel Honti, la donna volante del lago Balaton, che vola dal 2003, seguita dalla connazionale Anita Toth e dalla francese Catherine Thomas.



