Morto schiacciato in A14,
partono gli avvisi di garanzia

APIRO - Si cercheranno di chiarire le cause dell'infortunio, che hanno causato il decesso di Emanuele Sparapani, a tutela degli indagati. Il pm attende la relazione degli ispettori del Servizio infortuni dell'Azienda sanitaria regionale. Ancora da fissare il funerale. L'abbraccio del paese ai genitori che avevano già perso un altro figlio. Il cordoglio della giunta regionale

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Emanuele Sparapani durante una festa di paese mentre era impegnato nel volontariato

Emanuele Sparapani durante una festa di paese mentre era impegnato nel volontariato

di Leonardo Giorgi

Morto nel cantiere dell’A14, a breve verranno emessi i primi avvisi di garanzia per fare luce sull’incidente sul lavoro dove ieri ha perso la vita il 34enne Emanuele Sparapani, di Apiro (leggi l’articolo). Si cercheranno di chiarire le cause dell’infortunio a tutela degli indagati. L’uomo, dipendente della New Edil Costruzioni, è rimasto schiacciato da una pompa spara cemento, all’interno della galleria Montedomini (nel comune di Camerata Picena) dove è in costruzione la terza corsia dell’autostrada. Il pm di Ancona Andrea Laurino ha già disposto l’autopsia sul corpo quindi non è stato ancora possibile fissare la data del funerale. Il magistrato è in attesa di una prima relazione degli ispettori del Servizio infortuni dell’Azienda sanitaria regionale, poi prenderà la propria decisione. Intanto, dai primi rilievi condotti sul posto, è emerso che Sparapani sarebbe rimasto schiacciato fra la pompa spara cemento e un autocarro, durante le operazioni di posizionamento dell’apparecchio
sul carrello di trasporto del camion del 34enne. Intanto Apiro è sotto choc dopo la tragedia. «Un ragazzo straordinario, con una forza e uno spirito fuori dal comune. Questa è una tragedia». Parla così Giuseppe Bonvecchi, presidente del pronto intervento Piros di Apiro, ricordando Emanuele Sparapani. Il 34enne per anni è stato attivissimo collaboratore della Piros. «Da qualche mese – aggiunge Bonvecchi  – si era meritato il ruolo di consigliere nel direttivo dell’associazione. Se ne vedono pochi oggi di ragazzi così. Era un grande lavoratore e soprattutto amava la sua occupazione, essendo da sempre appassionato del mondo edile. Anche nei giorni in cui il lavoro lo aveva distrutto trovava l’energia per dedicare tempo alla Piros e a tantissime altre attività sociali in cui era coinvolto. Qualche giorno fa per esempio era impegnato a Poggio San Vicino per la festa del paese, ora invece stava collaborando alla sfilata dei carri per la festa dell’uva di Cupramontana. Non stava mai fermo e l’unico svago che si concedeva era qualche partita di calcetto con gli amici. La comunità di Apiro è rimasta scioccata dalla notizia, ieri sera si vedevano pochissime facce in giro e c’era un silenzio quasi surreale». I genitori, Enrica e Mario, 25 anni fa persero un altro figlio di dieci anni sulla strada, investito mentre andava in bicicletta. «Eventi del genere sono sempre di estrema gravità – commenta Andrea Zamponi, 19enne di Poggio San Vicino, amico di Sparapani – ma quando ne capita due nella stessa famiglia è qualcosa di troppo difficile da concepire». Il dolore rivissuto a distanza di tanti anni ha colpito Apiro che ora si stringe attorno alla famiglia.

Giuseppe Bonvecchi, presidente dell'associazione Piros

Giuseppe Bonvecchi, presidente dell’associazione Piros

Il 34enne abitava in località Casalini assieme ai genitori, molto conosciuti nella zona per la loro esperienza nell’allevamento di maiali, e al fratello minore Paolo. Il fratello maggiore Roberto è sposato e residente a Cupramontana.
In merito all’incidente sul lavoro la giunta regionale esprime il cordoglio per la morte del giovane autista deceduto nel cantiere dell’A14 della galleria Montedomini e si stringe attorno alla sua famiglia. «Questo ennesimo fatto tragico – scrive in una nota la giunta – è il segno che non è possibile abbassare la guardia sui temi della sicurezza sul lavoro, garanzia primaria da tutelare, perché parte integrante di quel diritto al lavoro che ispira i principi fondamentali della nostra Costituzione. Sulla vicenda il
deputato Pd Emanuele Lodolini ha annunciato un’interrogazione.


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