Jesus Christ nel tempio della lirica
Il regista: “Ci siamo fatti avanti noi”
L'INTERVISTA - E' stato Massimo Romeo Piparo a cercare lo Sferisterio per portare la sua opera di fama mondiale a Macerata. "Abbiamo cavalcato i palchi più illustri ma qui non siamo stati mai invitati. Sarà uno spettacolo fedele all'originale, molto attento al lato musicale e vintage"
di Marco Ribechi
Macerata si prepara ad accogliere il musical “Jesus Christ Superstar”, uno degli eventi teatrali dell’anno (leggi l’articolo). La regia è curata da Massimo Romeo Piparo, direttore artistico del teatro Sistina di Roma e già del teatro Nazionale di Milano, del teatro Greco di Tindari e del teatro Stabile di Messina. Grazie a Piparo, che presto partirà per una tournée europea, il musical italiano è arrivato al centro della scena internazionale anche per la presenza di Ted Neeley, il Gesù “originale” dello storico successo cinematografico del 1973 sorpreso ieri a passeggiare nel centro di Macerata (leggi l’articolo).
Massimo Romeo Piparo, che tipo di show devono aspettarsi gli spettatori?
«Sicuramente uno spettacolo unico ed emozionante, come testimonia l’enorme successo riscosso finora nelle tante rappresentazioni effettuate. Abbiamo scelto di portarlo anche a Macerata, nell’arena dello Sferisterio per toccare anche questo territorio in cui siamo approdati forse solamente una volta. Abbiamo già calcato i palchi più illustri come quello di Verona e di Pisa, era quindi d’obbligo fare una tappa anche allo Sferisterio. Visto che non siamo mai stati invitati abbiamo pensato di farci avanti e devo dire che la collaborazione del sindaco è stata massima e ha contribuito molto alla possibilità di allestire questo show».
Lo Sferisterio è un tempio della lirica. E’ possibile accostare il genere dell’opera e quello del musical?
«Ovviamente. Musical e opera sono due parenti molto stretti quindi un paragone si può tranquillamente fare. Più precisamente il musical è una trasformazione più commerciale e più rivolta al business rispetto all’opera. Il punto di contatto è anche nella realizzazione live di canti e musica. Lo spettacolo è stato portato anche all’arena di Verona, altro tempio dell’opera. Inoltre l’allestimento tiene conto anche degli spazi ampi dello Sferisterio, il palco è studiato in modo che ci sia una vista ottimale per tutti con una regia originale di teatro. Inoltre abbiamo un interprete eccezionale, Ted Neeley che dà un tocco speciale a tutta l’opera rock. In conclusione siamo molto contenti di presentarlo qui a Macerata».
A proposito di rock, è vero che ha curato in maniera particolare questo aspetto del musical?
«”Jesus Christ Superstar” è senza alcun dubbio un’opera rock, non basta farne una rappresentazione. E’ conosciuto e ricordato per il rock e ha segnato per sempre il modo di fare musical. Per questo andava lasciato così, è necessario mantenerne vivo lo spirito che ha portato alla sua creazione. Nel nostro oltre al sound è stato strettamente curato anche il lato vintage nei costumi e negli allestimenti proprio per mettere in risalto anche l’epoca storica in cui è stato girato il film».
Dopo oltre 40 anni dalla prima rappresentazione quale messaggio è ancora di attualità, soprattutto pensando alle nuove generazioni che magari non conoscono la storia di questo musical?
«Lo spettacolo è più apprezzato dai ragazzi che dalle persone adulte. I giovani impazziscono letteralmente. Il valore dell’opera rock è eterno proprio perché racconta la storia più famosa dell’umanità, quella degli ultimi giorni di vita del Cristo. Pur rispettando gli aspetti cristiano cattolici al centro della scena c’è Gesù come uomo, con il suo dolore, la sua sofferenza. Per questo è possibile sviluppare anche un punto di vista laico. Nell’allestimento c’è un grande schermo dove di volta in volta proiettiamo i testi dei vangeli delle singole scene, aiutando la comprensione dell’inglese e del messaggio di fondo».
Un ultimo pensiero per i maceratesi che la stanno già aspettando ?
«Quella di Macerata sarà una delle ultime tappe prima del tour europeo, era doveroso passare anche qui prima di lasciare l’Italia per mostrare al pubblico di Macerata qualcosa che appartiene a tutta la penisola. Sarà un piacere entrare nel vostro magnifico teatro e ci divertiremo sicuramente».


