La “Napoli” dei cingolani in festa

Il quartiere dello Spineto "illuminato dal sole per tutto il giorno" ha tradizioni antiche che sono rivissute per una giornata

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La straordinaria performance dei Burro & Salvia, gruppo specializzato in canzoni tradizionali italiane degli anni '20, '30 e '40.

La straordinaria performance dei Burro & Salvia, gruppo specializzato in canzoni tradizionali italiane degli anni ’20, ’30 e ’40

di Leonardo Giorgi

Atmosfere e visioni d’altri tempi si sono materializzate per una giornata a Cingoli, nel particolare quartiere dello Spineto: una festa dalla forte carica innovativa organizzata dagli abitanti di questa particolare zona cingolana, un piccolo paese nel paese con una fisionomia spesso completamente diversa dal resto del centro storico. «La zona dello Spineto, dove sono cresciuta, è da sempre definita “Napoli” dai cingolani – racconta l’illustre professoressa Gabriela Lampa, attuale consigliere comunale di San Severino – per due motivi: il primo, il più conosciuto, risiede nel fatto che questo quartiere è l’unica parte di Cingoli illuminata dal sole per tutto il giorno. Il secondo motivo è invece da ricercare nel fatto che in passato lo Spineto era una delle aree più popolose del comune e, tra i vicoli stretti e convulsi tipici del posto, noi bambini eravamo soliti correre e giocare in continuazione. Quel frastuono gioioso di quegli anni dava proprio l’idea di una piccola Napoli cingolana».

Il Vicolo della Tinta del quartiere Spineto. In tempi medievali, i molti allevatori di pecore della zona portavano proprio quì la loro lana per farla tingere

Il Vicolo della Tinta del quartiere Spineto. In tempi medievali, i molti allevatori di pecore della zona portavano proprio quì la loro lana per farla tingere

Rumori e voci che domenica sono tornati ad echeggiare tra i vicoli dello Spineto grazie ad una festa che ha attirato centinaia di curiosi e che non a caso, alla sua terza edizione, è stata pubblicizzata con lo slogan “Entrate: la porta è aperta”, in riferimento all’arco nelle mura cingolane che funge da acceso principale al quartiere e da cui si snodano vie e percorsi adibiti per l’occasione a percorsi sensoriali, mostre con lavori e collezioni degli abitanti del posto, stand enogastronomici, spettacoli di danza e concerti di svariati generi musicali in cui a fare da padrone è stata sempre l’improvvisazione. «Come ad una festa organizzata tra amici, ognuno ha portato quello che poteva – spiega Sauro Corinaldi, 41enne esperto campanaro di Cingoli (leggi l’articolo) e fondatore del “Comitato dello Spineto” insieme alla moglie Valentina Pelagalli – ed il risultato è stato straordinario. Il paradosso di questa festa è proprio che, di base, non ci sono appuntamenti particolari da seguire per godersela a pieno: la festa si sviluppa proprio attraverso le persone che arrivano e condividono le proprie esperienze e i propri talenti oppure che vengono qui solo per una chiacchierata e poi rimangono per assaggiare prodotti tipici e dare un’occhiata alle esposizioni che abbiamo allestito con le creazioni artistiche pittoriche e scultoree di alcuni insospettabili talenti del nostro territorio come Sandro Mosca, leggendario ragioniere e storico cingolano che da anni riproduce diorami in legno ed altri materiali che hanno come soggetto alcuni dei monumenti e degli scorci più importanti di Cingoli».

Un'importante collezione del Corriere Cingolano degli anni'60, il vecchio periodico dedicato alle notizie e gli eventi del Balcone delle Marche

Un’importante collezione del Corriere Cingolano degli anni’60, il vecchio periodico dedicato alle notizie e gli eventi del Balcone delle Marche

«L’obiettivo principale del nostro evento – precisa Andrea Longo, professionista cingolano del settore agricolo e organizzatore della festa – è soprattutto quello di valorizzare i prodotti enogastronomici di qualità del Balcone delle Marche. Prodotti che vengono purtroppo sottovalutati da chi si occupa di turismo nel nostro paese. È un peccato che a Cingoli, a parte qualche sporadica iniziativa, non ci siano spazi dedicati interamente a queste chicche culinarie. Nella nostra festa di quartiere tutto quello che si può degustare proviene da eccellenze locali».

La domenica dello Spineto è stata affollata fino a tarda notte, nelle ore in cui l’elegante gioco di luci allestito dal comitato organizzativo per le vie del quartiere ha garantito a questo piccolo tesoro inesplorato di Cingoli una veste che, fedele al soprannome “Napoli”, ha suggerito ai molti presenti paragoni con gli ambienti amalfitani. Una sorta di Positano a 631 metri d’altezza che, con una certa dose di coraggio, è riuscita a mettere al centro dell’attenzione, almeno per un giorno, le storie e le vite dei cingolani, senza retorica e senza indugiare troppo negli importanti, ma spesso abusati, temi legati alla “tradizione”.

Ognuno ha dato il proprio contributo, come una residente del quartiere di origine cubana che, con delle amiche connazionali, ha improvvisato un seguitissimo spettacolo di danza

Ognuno ha dato il proprio contributo, come una residente del quartiere di origine cubana che, con delle amiche connazionali, ha improvvisato un seguitissimo spettacolo di danza

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Una delle creazioni in legno di Sandro Mosca, nell'esposizione allestita all'interno del Palazzo Puccetti

Una delle creazioni in legno di Sandro Mosca, nell’esposizione allestita all’interno del Palazzo Puccetti


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