L’addio ad Antonio Mercuri
“Padre, fratello e marito meraviglioso”
CORRIDONIA - Chiesa stracolma per l'ultimo saluto al 43enne morto per l'esplosione di una bombola al distributore di metano. La sorella Giacoma: " Lasci un grande vuoto che possiamo colmare solo con il bellissimo ricordo che abbiamo di te"
di Marco Cencioni
Sono le parole rotte dalle lacrime della sorella Giacoma, pronunciate dall’altare, a dare l’addio ad Antonio Mercuri, il 43enne di Corridonia morto giovedì mattina per l’esplosione di una bombola da cucina a gpl, all’impianto di metano di Sarrocciano (leggi l’articolo). Ha voluto ringraziare a nome della famiglia e della sorella Roberta le centinaia di persone che hanno partecipato questa mattina al funerale nella chiesa dei Santi Pietro, Paolo e Donato a Corridonia. C’erano gli amici, i parenti, i colleghi di lavoro del giovane papà, capo magazziniere in un’officina di Tolentino, e quelli di sua moglie Sara Cacchiarelli, estetista alle terme di Santa Lucia, oltre ai tanti conoscenti della famiglia Mercuri, del padre di Antonio, Gabriele e della madre Maria. Tanti i bambini, compagni di scuola del figlio Tommaso, gli stessi che a maggio hanno fatto la prima comunione insieme a lui e che oggi hanno partecipato alla funzione ai lati della bara, davanti all’altare. «Eri una persona, fratello, marito e padre meraviglioso. A te ricorrevamo per ogni piccola grande cosa della vita, eri sempre presente e capace di risolvere ogni problema – dice la sorella Giacoma – Eri generoso e credo di poter parlare a nome di tutti quando dico ci lasci un grande vuoto che possiamo colmare solo con il bellissimo ricordo che abbiamo di te. Ringrazio tutti, colleghi amici parenti conoscenti che oggi sono qui con noi, i miei genitori ma, soprattutto, mia madre, che ti trasmesso tanta bellezza e Sara che ti ha amato tanto. Ciao Antonio».
Alle parole della sorella è seguito un lungo applauso, lo stesso scattato dopo il ricordo di un amico, Paolo Raffaeli, portavoce dei tanti presenti in chiesa. «Ciao Antò ci rivolgiamo a te come se tu fossi qui e ti chiamiamo come facevamo sempre – dice – Per noi la tua morte è solo un passaggio, è come se fossi nascosto nella stanza accanto pronto ad apparire con il tuo sorriso e con la tua voglia di scherzare in ogni occasione. Non assumeremo un’aria solenne e triste perché non avresti voluto. Continueremo insieme a ridere delle cose che ci divertivano, ti pensiamo e preghiamo che la nostra vita conservi tutto il suo significato: c’è una continuità che non si spezzerà mai – conclude – caro amico asciugheremo le lacrime e il nostro sorriso sarà la tua pace».
Lo ricorda, dopo averlo fatto anche nell’omelia, don Pasteur Manirambona che ha officiato la messa. Lo definisce «generoso e innamorato della famiglia. E’ stata un’ora di preghiera in cui abbiamo manifestato la nostra fede per cogliere la vita che va avanti e continuare a capire come il suo sorriso, le sue parole, i suoi gesti scherzosi rimangono comunque nella nostra quotidianità». Dopo la funzione la bara esce dalla chiesa sulle note di Moonlight Shadow, la sua canzone preferita, tra gli applausi della gente. Le offerte raccolte sono state devolute alla Croce Verde di Corridonia.
(foto di Andrea Petinari)






Forza Sara, fallo x tuo figlio
R.I.P. caro amico
Ho partecipato al dolore collettivo di una città incredula su di un fatto che ha dell’inverosimile. Grande dignità di fronte al dolore della moglie e dei congiunti. Non conoscevo Antonio, né i suoi congiunti. Ma ho seguito attentamente la cerimonia del commiato, ancora una volta sorpreso delle enormi capacità della Chiesa Cattolica nell’aiutare un defunto, che non sempre è cosciente di essere morto e crede invece a delle allucinazioni, e pensa ancora a ciò che dovrà fare in un piano fisico che non è più suo. Generalmente è l’acqua benedetta e l’incenso caricato di poteri dal sacerdote a dare la realtà al defunto.
Antonio per un bel po’ di tempo sarà ancora con i suoi cari. Li seguirà di notte, durante il sonno, quando le parti invisibili dei dormienti si distaccheranno dal rispettivi corpi e potranno entrare nel piano più sottile e invisibile, in cui si trova Antonio. Antonio li abbraccerà, li accarezzerà, li consiglierà. Forse, i suoi ricorderanno il fatto come se fosse un “sogno”; invece, è una realtà. I nostri defunti non ci abbandonano e continuano a vivere in un piano “parallelo”, invisibile all’occhio fisico, insieme a noi. E quando i cari di Antonio si rivolgeranno a lui, egli percepirà e sarà lì, pronto a seguire come padre amorevole, e sposo, e figlio i suoi cari.