Apre il luna park di Rigoletto,
clown affiliato di una banda malavitosa

MACERATA OPERA FESTIVAL - Messinscena sospesa tra incubo e realtà per l'inaugurazione della 51° stagione lirica. Esordio allo Sferisterio per il regista Federico Grazzini: "Ci siamo ispirati ai super-cattivi dei film di Tarantino. È un mondo dalle tinte fosche fatto di depravazioni, noia e brutalità". Sarà lui con Enrico Girardi ad aprire la serie degli aperitivi culturali
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Rigoletto

Una scena del Rigoletto di Grazzini

Stoyanov nei panni di Rigoletto

Stoyanov nei panni di Rigoletto

Rigoletto è un clown, storico affiliato di una banda dedita alla malavita. Un luna park abbandonato rappresenterà il luogo di scontro tra dimensione esteriore e personale dell’uomo moderno. Sarà una messinscena sospesa tra incubo e realtà ad inaugurare domani (venerdì 17 luglio) alle 21  la 51° stagione lirica del Macerata Opera Festival. La prima del Rigoletto sarà raccontata e commentata, come tutte le opere in programma, nella recensione di Maria Stefania Gelsomini che sarà pubblicata sabato su Cronache Maceratesi.

Rigoletto chiude la “Trilogia popolare” verdiana aperta con Il trovatore nel 2013 e proseguita nell’edizione del cinquantenario con La traviata nel celebre allestimento firmato da Henning Brockhaus.
La regia è affidata a Federico Grazzini, che per la prima volta è chiamato a realizzare un allestimento allo Sferisterio. Sul podio dell’Orchestra Regionale delle Marche Francesco Lanzillotta, a tre anni dal suo debutto, con Il piccolo spazzacamino di Britten.
Il trio dei protagonisti vede i ritorni a Macerata di Vladimir Stoyanov e Jessica Nuccio, rispettivamente Rodrigo in Don Carlo nel 2005 e Violetta in La traviata lo scorso anno, e il debutto di Celso Albelo. Nel cast anche Gianluca Buratto, Nino Surguladze, Leonora Sofia, Mauro Corna, Alessandro Battiato, Ivan Defabiani, Giacomo Medici, Rachele Raggiotti e Silvia Giannetti. Con Federico Grazzini hanno collaborato Andrea Belli alle scene, Valeria Donata Belletta ai costumi e Alessandro Verazzi alle luci.

Il regista Grazzini

Il regista Grazzini

Per il regista Federico Grazzini, Verdi ha costruito una drammaturgia musicale che è sintesi prodigiosa tra realtà e simbolo. Nella messinscena emergono questi due livelli nel conflitto tra la dimensione pubblica (associata alla corte e alla maschera sociale del buffone) e quella privata (associata alla paternità) del protagonista. Rigoletto ha un cuore perché è padre, ma il suo lavoro a corte lo ha deformato. Portando avanti il suo progetto di vendetta diventerà carnefice di sua figlia, ma prima di tutto carnefice di se stesso. «Ci siamo ispirati al mondo della malavita ma soprattutto ai super-cattivi dei film di Tarantino – dice Grazzini – perché c’è una forte violenza che regola i rapporti tra i personaggi. È un mondo dalle tinte fosche fatto di depravazioni, noia e brutalità». L’azione si svolge in un luna park abbandonato. I cortigiani sono una banda malavitosa comandata dal Duca. Rigoletto è un clown, affiliato storico della banda. Poco fuori dal piazzale, in una vecchia roulotte vive Giovanna, guardiana del Luna Park. Sparafucile è un venditore di panini e alcolici, la sua taverna è un furgone. Il luna park è il mondo di questi personaggi, un luogo di doppiezza, finzione, specchi, in cui riso e terrore si intrecciano senza soluzione di continuità. Tutta l’opera è allora un monito sul concetto di reponsabilità. Rigoletto non riconoscerà il suo ruolo nella vicenda. Gilda è l’unica, in tutta l’opera, a farsi carico delle colpe altrui e interrompe, per amore, la spirale d’odio innescata con la maledizione. Nella messinscena di Grazzini, Rigoletto si stacca dal cadavere della figlia e immagina un ultimo dialogo con lei. In questa allucinazione Gilda compare come uno spettro. Gilda immaginerà di ballare con l’oggetto dei suoi desideri. Tutta la scena finale sarà una trasfigurazione della precedente: la concretizzazione del peggior incubo di Rigoletto. Terminato l’incubo, Rigoletto si trova con il cadavere di Gilda tra le braccia. Non c’è conforto. Non esiste assoluzione. Solo la disperazione che travolge la sua coscienza dilaniata. Il padre Rigoletto è svanito, giustiziato dalle sue stesse azioni. Alle sue spalle la maschera del Buffone che fa da cornice all’ingresso del Luna park si staglia beffarda. Ghignante e gigantesca come non mai. Accanto al regista si è mosso Francesco Lanzillotta nella direzione musicale di un Rigoletto giocato sui toni scuri dei rapporti tra i personaggi, rapporto dialettico che trova ragione d’essere anche tra l’orchestra e l’azione sul palcoscenico. Drammaturgicamente è un’opera che ha un senso teatrale molto forte, incentrata sul rapporto padre e figlia in cui tutti i personaggi si affrontanto faccia a caccia e in cui le azioni si susseguono fino al tragico evento finale, in maniera estremamente consequenziale e si sviluppano attraverso un unico filo conduttore.

Nuccio nei panni di Gilda

Jessica Nuccio nei panni di Gilda

IL CAST – Nel cast voci sicure: insieme a Jessica Nuccio ci sono Celso Albelo, nel ruolo che nel 2006 lo portò all’ attenzione della critica internazionale, il Duca di Mantova inscenato al fianco di Leo Nucci al Festival Verdi a Busseto, ruolo con il quale ha conquistato il pubblico di molti teatri internazionali. Con lui Vladimir Stoyanov, voce vigorosa e ineccepibile, acclamato a Napoli nel 2012 per Traviata, che ritorna a Macerata dopo tantissime apparizioni su palcoscenici quali Teatro alla Scala, la Opernhaus di Zurigo, il Teatro La Fenice, il Metropolitan di New York, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Real di Madrid, la Wienerstaatsoper, la Deutsche Oper e la Staatsoper a Berlino.

Regia Federico Grazzini, scene Andrea Belli, costumi Valeria Donata Bettella, disegno Luci Alessandro Verazzi, Il Duca di Mantova Celso Albelo, Rigoletto Vladimir Stoyanov, Gilda Jessica Nuccio, Sparafucile Gianluca Buratto, Maddalena Nino Surguladze, Giovanna Leonora Sofia, Il Conte di Monterone Mauro Corna, Marullo Alessandro Battiato, Matteo Borsa Ivan Defabiani, Il Conte di Ceprano Giacomo Medici, La Contessa di Ceprano Rachele Raggiotti, Un paggio della Duchessa Silvia Giannetti, Fondazione Orchestra Regionale delle Marche. Coro Lirico Vincenzo Bellini, direttore Francesco Lanzillotta.

 

Girardi

Enrico Girardi

APERITIVI CULTURALI, GIRARDI E GRAZZINI APRONO LE DANZE – Grande attesa per l’arrivo di uno degli appuntamenti storici della stagione lirica: prendono il via domani gli Aperitivi Culturali agli Antichi Forni. L’associazione Sferisterio Cultura si prepara ad accogliere gli ospiti – filosofi, critici musicali e accademici –  che fino al 9 agosto guidano il pubblico in una profonda analisi dei temi del Festival e delle opere in cartellone, accompagnata da un rinfrescante buffet offerto dai nuovi locali gastronomici della città. Un’occasione per scoprire l’opera lirica sotto una nuova luce, attraverso linguaggi diversi ed originali. Il critico musicale del «Corriere della Sera» e docente all’Università Cattolica Enrico Girardi apre le danze, accompagnato dal regista del primo titolo in programma Federico Grazzini, con Rigoletto e la poetica di un Ta-tàa, una discussione sull’allestimento dalle atmosfere pulp di quest’anno.

Sabato 18 luglio è invece la volta di Carla Moreni, giornalista esperta musicologa de «Il Sole 24 Ore», e Alessandro Talevi, regista di Cavalleria Rusticana e Pagliacci, che si concentrano sui due melodrammi veristi con il dibattitoCav&Pag, due schegge di vita. Il giorno a seguire, domenica 19 luglio, con La bellezza nei dettagli. Note su Ludovico Einaudi Gilberto Santini, direttore dell’Amat, traccia un profilo del famoso pianista in vista del suo concerto In a Time Lapse allo Sferisterio.

L’aperitivo viene offerto venerdì da Lord Bio, il nuovo locale biologico, vegetariano e vegano dello chef Simone Salvini; sabato da Maga Cacao, la caffetteria-laboratorio del cioccolato e dei dolci fatti in casa e domenica da Si.Gi, l’azienda agricola che fornisce prodotti fatti a mano, secondo la tradizione marchigiana.

NUTRIRE L’ANIMA – DONNE IN CAMMINO – Opera è anche valorizzazione delle imprese femminili e delle eccelleze enoagroalimentari con l’iniziativa di Camera di Commercio, Comitato per l’imprenditoria femminile e azienda speciale Ex.It. Il primo appuntamento  è con “Opera Prima, Prima dell’Opera… Rigoletto” domani dalle  17.30 alle  20 alla civica enoteca con l’esposizione di imprenditrici del settore alimentare. A partire dalle  18, brindisi, musica e interviste con Lorenza Natali. Tre cuoche maceratesi racconteranno la cucina rinascimentale mentre il soprano Lin Xiao Zhang e la pianista Cesarina Compagnoni si esibiranno su arie del Rigoletto. Seguirà la degustazione di Pesce dell’Adriatico e brindisi (GAC Marche Sud).

(foto di Afredo Tabocchini)



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