Lega del Filo d’Oro
e Macerata Opera Festival
Insieme nel nome della solidarietà

MACERATA - La lirica come cultura accessibile. Avviata una piattaforma di reperimento fondi creata da studenti Unicam
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sferisterio filo d'oro

Da sinistra Bartoli, Micheli, Carancini e Corradini

 

di Maria Stefania Gelsomini

La parola chiave è accessibilità. La novità è la presenza di un Charity Partner d’eccezione come la Lega del Filo d’Oro. Superato il giro di boa delle nozze d’oro della passata edizione, la 51ª stagione del Macerata Opera Festival intitolata “Nutrire l’anima” si connota sempre più come evento social e riparte all’insegna del connubio lirica-solidarietà. Il sindaco di Macerata Romano Carancini, il direttore artistico del Mof Francesco Micheli, il rettore di Unicam Flavio Corradini e il Segretario Generale della Lega del Filo d’Oro Rossano Bartoli, hanno presentato i progetti legati a questa rafforzata vocazione. Carancini ha voluto ribadire come le politiche culturali della città sotto il suo precedente mandato siano state, ma ancor più lo saranno in quello appena iniziato, improntate a una visione non autoreferenziale. Dimostrazione concreta ne è il Mof con questo nuovo progetto che coinvolge la Lega del filo d’Oro, una delle realtà più antiche e più attente in Italia sul fronte dell’aiuto al disagio psicofisico la quale, essendo stata fondata il 20 dicembre del 1964, per una curiosa coincidenza compie quest’anno cinquantuno anni come la stagione lirica maceratese.

Sferisterio

Da sinistra Svampa, Berardi, Spianci e Santucci

E se l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione comunale è quello di interpretare la cultura come un segno di attenzione ai progetti sociali, mettendo insieme territori e protagonisti in ambito provinciale e regionale, fra i protagonisti d’eccellenza figurano proprio l’Unicam e il Charity Sponsor del progetto stesso, la Eurosuole dell’imprenditore civitanovese Germano Ercoli. “La coesione e la capacità di orientare oltre lo sguardo, l’attenzione e la sensibilità – ha sottolineato il sindaco – rendono possibile mettere insieme cultura e sociale, e questo progetto è il frutto di una scelta ben precisa che vuole essere sempre più forte, da parte del Comune e della governance del Macerata Opera Festival”. Ma qual è nel dettaglio questo progetto? Alla Lega del Filo d’Oro sarà destinata la raccolta fondi, che sarà avviata già nelle prossime ore, per realizzare un’aula di musicoterapia all’interno del nuovo grande Centro in via di costruzione ad Osimo, sede storica della onlus che ha come finalità il miglioramento delle condizioni di vita dei sordo-ciechi e dei pluriminorati psicosensoriali. Un’attività, quella della musicoterapia, che riveste un ruolo importantissimo nel percorso riabilitativo di queste persone e nella loro capacità di partecipazione e comunicazione. Ed è qui che entra in gioco l’Università di Camerino, con la realizzazione di una innovativa piattaforma di crowdfunding, ovvero di finanziamento collettivo a sostegno della campagna sociale della Lega del Filo d’Oro (challenge #nutrimilanima) e di altri eventi e attività del Mof. La piattaforma è già online, e il merito dell’ideazione e del progetto va a quattro studenti del corso di laurea magistrale in Computer Science di Unicam: Francesco Svampa, Erica Berardi, Marco Spinaci e Michele Santucci. “Stiamo sperimentando l’equity crowdfunding sull’aspetto dell’interpretazione in chiave economica di idee che vengono dalla ricerca – ha confermato Flavio Corradini, che è anche membro del Cda dello Sferisterio – e ora anche su eventi di una certa rilevanza che hanno già di per sé un forte coinvolgimento, come è appunto la stagione lirica dello Sferisterio. Non so se funzionerà ma non sono preoccupato, perché non è un’iniziativa in alternativa alle classiche iniziative di fundraising del Cda, bensì una modalità nuova e ulteriore, una sperimentazione che col tempo potrà sempre migliorare. Oggi grazie a Micheli i maceratesi hanno una nuova visione dello Sferisterio, non più solo quella di una bella struttura dove si fa l’opera, e allora anche i nuovi strumenti della comunicazione possono contribuire a entrare in modo capillare nella socialità dell’evento.” Micheli ha ripercorso a grandi linee il lavoro svolto in questi ultimi anni, definendolo “molto serrato e sperimentale del rapporto tra teatro d’opera e resto del mondo, su più livelli”.

Desiderio del Mof è stato quello di essere anzitutto festival e di essere integrato nel territorio, attraverso un diverso rapporto con i più giovani, una differente comunicazione, lo spazio dato alle giovani promesse del canto che dal palcoscenico di Macerata sono state lanciate verso brillanti carriere. Ed è ancora Micheli a parlare di accessibilità rispetto alla cosiddetta cultura alta come l’opera lirica: “è una rivoluzione copernicana, siamo passati da una cultura a cui il pubblico deve accedere come un devoto in pellegrinaggio, a una cultura accessibile tramite le scuole, le biblioteche, gli ospedali. Siamo un servizio pubblico, l’opera deve soddisfare i bisogni primari per il bene dei cittadini, e oggi l’opera accessibile ha bisogno di soggetti filantropici privati che consentono di finanziare i progetti, renderli sostenibili, raccogliere fondi e sensibilizzare la società rispetto a certe tematiche attuali, come il progetto social di Action Aid sull’acqua per le donne etiopi legato all’Aida nel 2014. Sono stati fatti grossi passi sull’accessibilità – ha proseguito il direttore artistico – e il risultato visibile è questa piattaforma che si avvale della perizia tecnica di Unicam e del finanziamento di Eurosuole. Il legame dello Sferisterio con la Lega del Filo d’Oro non era affatto scontato, perché voleva dire collegare i sordo-ciechi con l’opera, uno spettacolo che si vede e si sente, ma rendere accessibile il lavoro del Mof a quelle persone è la dimostrazione che le barriere fisiche e psicologiche sono il minore dei problemi: servono buona volontà e progettualità.” Il Segretario Bartoli si è detto “onorato di questa collaborazione col Mof che consentirà di promuovere ulteriormente la nostra attività anche nelle Marche, dove forse non è così conosciuta”. Ha poi fornito anche qualche dato sull’associazione: presente ormai in sette regioni italiane (oltre ad Osimo, Lesmo, Modena, Molfetta, Termini Imerese, Roma e Napoli, e prossimamente Padova), ogni anno si rivolgono alla Lega del Filo d’Oro dalle 750 alle 800 persone, dai bambini agli anziani. Per ogni persona assistita ci sono 2/2,5 operatori specializzati e un numero ancora superiore di volontari. E poiché tra il 60 e il 65 del suo bilancio deriva dalla raccolta fondi, si auspicano ottimi risultati dalle nuove modalità del fundraising, grazie anche a una serata speciale dedicata alla Lega del Filo d’Oro prevista per il 6 agosto, alle tante iniziative in programma all’interno del Mof a partire dal prossimo 1 luglio, e non ultimo al personaggio tutto marchigiano che da dopo l’estate affiancherà Renzo Arbore come testimonial della lega del Filo d’Oro: Neri Marcorè.



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