Colle dell’Infinito, il Fai:
“Non abbiamo pregiudizi a costruire
purché nel rispetto delle prescrizioni”

RECANATI - Il fondo per l'ambiente italiano interviene dopo la recente sentenza del Tar e l'invio da parte del Comune di un progetto di recupero per la zona al ministro Franceschini

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Lo stato attuale del rustico della famiglia Dalla Casapiccola

Lo stato attuale del rustico della famiglia Dalla Casapiccola

Costruire o no sul Colle dell’Infinito, dopo l’ultima sentenza del Tar (leggi l’articolo) il Fai Marche dice la sua in merito alla possibilità della proprietà Dalla Casapiccola sui lavori al rustico di famiglia che sorge sulla collina leopardiana. «L’azione del Fai è sempre stata tesa al perseguimento della difesa di un luogo così importante ed   emblematico della cultura italiana – sostiene la presidente regionale Alessandra Stipa – difesa che per prima deve essere affidata ed espletata da piani   regolatori e piani particolareggiati dei nostri borghi storici estremamente accurati e dettagliati onde   ridurre al minimo la possibilità di equivoci e strumentalizzazione dei luoghi stessi.  Da qui la nostra azione ad adiuvandum due anni fa a sostegno della Soprintendenza, azione tesa   soprattutto ad accendere i riflettori su delle previsioni urbanistiche sul Colle autorizzate dalla   amministrazione comunale di Recanati, che ritenevamo troppo poco dettagliate e dunque non idonee a   delineare con esattezza i confini delle azioni edilizie possibili sul Colle stesso». Stipa precisa di aver appreso con gioia che, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, nel quale eravamo impegnati   ad adiuvandum, l’amministrazione comunale di Recanati ha risposto alla richiesta di prescrizioni fatte   dalla Provincia di Macerata, prescrizioni che andavano nel senso dei nostri desideri. «Pertanto teniamo a precisare – continua la presidente – che non abbiamo pregiudizi verso un progetto di recupero di un edificio fatiscente e ci   auguriamo che attraverso delle prescrizioni precise si possa quindi arrivare ad un’intesa tra la   Soprintendenza e la proprietà di Dalla Casapiccola.  Vogliamo invece far sentire ancora una volta la nostra voce nell’invocare la definizione, da parte   dell’amministrazione comunale di Recanati, di un piano particolareggiato del Colle dell’Infinito, che   tenga conto e normi tutti gli interventi possibili, sia quelli sui beni vincolati sia su quelli non soggetti a   vincolo ricadenti dentro questo ultimo lembo di terra marchigiana, testimone della nostra cultura di   fronte al mondo intero».  A proposito della frana che ha interessato il Colle pochi giorni fa (leggi l’articolo) e dell’appello del sindaco alle   istituzioni affinché si provveda con forti stanziamenti alla messa in sicurezza con opportuni interventi, Stipa aggiunge che è al suo fianco nell’opera di sensibilizzazione. «Tuttavia occorre riconoscere che è compito dei nostri   amministratori approntare piani di messa in sicurezza del territorio nell’ottica di prevenzione del dissesto   idrogeologico – dice – prevenzione assai meno costosa degli interventi necessari quando le frane sono avvenute.   Così lavori di canalizzazione delle acque, piantumazione, esame geologico del terreno prima di   autorizzare lavori di sbancamento viciniori etcc. debbono informare l’azione delle nostre   amministrazioni in tutta Italia.  Prima della frana – prosegue Stipa – avevamo già elaborato un progetto di piantumazione di ginestre sul Colle, con il   coinvolgimento delle scuole, per sensibilizzare ad una maggiore cura di questo luogo magico,   visibilmente piuttosto abbandonato, anche nella piena consapevolezza delle ristrettezze economiche   nelle quali versano i Comuni. Siamo disponibili a procedere in tal senso e incontreremo   l’amministrazione nella prossima settimana, perseguendo la filosofia della nostra Fondazione, che è   quella del “fare” e non del gridare a vuoto».


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