In carcere si inventano favole
che diventano audiolibri

CAMERINO - Presentato il progetto che ha lo scopo di favorire il recupero di consapevolezza dei detenuti e di aiutarli nel rapporto con i loro figli

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Camerino

Da sinistra: Valeria Patregnani Aib, Teresa Mita Banca del Tempo, Valerio Valeriani coordinatore ambito sociale, Alberto Ramundo scrittore, Eleonora Consoli direttrice carcere, Antonella Nalli assessore servizi sociali Camerino, Ada Borgiani regista teatrale, Paolo D’Amico educatore, Lorenzo Sabbatini coordinatore progetto biblioteche in carcere

di Monia Orazi

Audiolibri con favole inventate dai reclusi del carcere di Camerino. E’ il progetto ambizioso ed innovativo che serve a favorire il recupero di consapevolezza dei detenuti e ad evitare ai loro figli.  E’ stato presentato questa mattina e prevede una serie di lezioni di preparazione già iniziate, con gli incontri di scrittura creativa di Alberto Ramundo e quelli di dizione, recitazione ed espressione a cura di Ada Borgiani, che si protrarranno per tutta l’estate. Le favole create dai detenuti, che potranno così provare il piacere di raccontarle anche ai loro figli, saranno recitate e poi registrate in supporti multimediali, veri e propri audiolibri da distribuire nelle scuole del territorio ed anche fuori regione. «Abbiamo creduto subito in questo progetto, di cui Camerino è capofila – ha detto Antonella Nalli assessore ai servizi sociali del comune di Camerino – ringraziamo tutti coloro che collaborano  e l’Arcidiocesi, che ha istituito un fondo di solidarietà per i bisogni primari dei detenuti, vogliamo accendere i riflettori sulla realizzazione della nuova struttura carceraria, combatteremo per questo». Il progetto è stato illustrato nel dettaglio da Lorenzo Sabbatini, coordinatore del progetto regionale per le biblioteche in carcere, riguarderà la quasi totalità delle strutture penitenziarie regionali, dove sono circa 800 i minori che si recano dietro le sbarre, a trovare periodicamente i loro genitori. Per questo è nata una campagna di donazione di libri dai bambini delle scuole, che serviranno a raccontare storie per i piccoli che sono costretti a vedere i genitori in reclusione. «Ci sono spazi ristretti da superare – ha detto Eleonora Consoli direttrice del carcere di Camerino – per questo cerchiamo di puntare sulla qualità, un progetto come questo permette la connessione con la realtà esterna». Racconta ancora la direttrice: «Attualmente sono una sessantina i detenuti della casa circondariale di Camerino, di cui dieci donne, la difficoltà è la continuità del gruppo, per chi deve scontare condanne brevi, ma vogliamo trovare lo spazio e le persone adatte per andare avanti». Valerio Valeriani, coordinatore dell’ambito sociale, ha annunciato che entro fine anno saranno presentati i risultati alla nuova assemblea del consiglio regionale. Il sogno è quello di riuscire a creare un punto di incontro, dentro le antiche mura del carcere camerte, dove genitori e figli possano raccontarsi le favole, sentendosi in un ambiente familiare e protetto. All’incontro sono intervenuti anche Valeria Patregnani dell’Aib (Associazione italiana biblioteche), l’educatore Paolo D’Amico, per la banca del tempo Teresa Mita e Giulia Giontella.

Audiolibro carcere Camerino (2)

Un momento della conferenza stampa

 

Audiolibro carcere Camerino (1)

Ada Borgiani e Giulia Giontella


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