Raci, la carica dei 60mila
e le api rubate
Record di presenze (quasi +20% rispetto all’edizione precedente) alla trentunesima Rassegna agricola del centro Italia che ha lanciato benissimo MarchExpo. Una grande festa per i più piccoli, tra asinelli, ponies e cavalli. Tanti settori presenti: dai possenti tori (Bischero campione) alle minuscole api. Qualcuna…trafugata: il grido pubblico di dolore da parte di un apicoltore
di Maurizio Verdenelli
(foto Massimo Scoponi)
Il ‘vettore’ Raci31 ha mandato ‘in orbita’ MarchExpo. La manifestazione d’apertura della ‘regione al plurale’ alla rassegna mondiale milanese ha assolto perfettamente al proprio compito. Sullo slancio, quasi una movida, gioiosa però piena d’umori e spunti positivi, di oltre sessantamila visitatori in due giorni e mezzo di ‘fiera’, facendo registrare un quasi + 20% rispetto al record, definito lo scorso anno ‘imbattibile’, di presenze. E pensare che la Rassegna agricola del Centro Italia sembrava destinata a chiudere per mancanza di fondi: davvero la congiuntura con l’Expo è stata salvifica, dimostrando nel contempo l’attaccamento alla rassegna da parte dei marchigiani ma pure di tanti delle province e regioni vicine -a cominciare da Perugia, dall’Umbria, Emilia Romagna e Abruzzo. Un’autentica ‘carica’ che ha ‘collaudato’ la tenuta della bretella e del ponte San Giovanni Paolo II, praticamente dal giorno dell’inaugurazione.
Aria di soddisfazione, da bollettino ‘trionfale’ dunque questa mattina nella Sala Giovannetti, a Palazzo degli Studi. Ha detto il presidente della Provincia, Antonio Pettinari: “Siamo andati al di là delle aspettative più ottimistiche grazie al sacrificio di tantissimi dipendenti, essendo una manifestazione ‘fatta in casa’ e all’entusiasmo di tutti. Un afflusso enorme di visitatori ha ripagato ampiamente il lavoro speso per questa edizione. Pensavamo che non si potesse fare meglio del 2014; invece ci siamo riusciti, proprio nell’anno più difficile. Cito un dato che tocca le famiglie più da vicino: sono stati oltre 800 i bambini coinvolti nelle attività didattiche e quasi 300 quelli coinvolti dalle attività equestri. La presenza dei bambini rappresenta un dato incoraggiante affinché la Raci continui e possa contribuire a far conoscere ancora di più le eccellenze della nostra terra”.

Assenti giustificati i sindaci Romano Carancini (Macerata) e Francesco Fiordomo (Recanati) che con le loro amministrazioni hanno dato un grande contributo alla manifestazione -insieme con quelli di Treia e Castelraimondo seppure in misura più ridotta. Una rassegna di successo e di robusto feeling popolare che ora si consegna a tutti i sindaci della provincia, dal 2016, al tramonto dell’ente fino ad ora presieduto da Pettinari. Sono intervenuti, l’assessore Giovanni Torresi (‘grande salto di qualità’), Francesco Fucili (Coldiretti), Andrea Passacantando (Copagri), la dirigente scolastica dell’Alberghiero ‘Varnelli’, Sabrina Fondato; il collaboratore della dirigente dell’Istituto Agrario, Pino Potentini; Eleonora Sarti (Accademia di Belle Arti), Belelli (Fise). Di rilievo l’intervento di Passacantando che ha auspicato l’individuazione di ‘Ambasciatori delle Eccellenze del territorio’, capaci di veicolare pure nelle scuole la bellezza del Maceratese tout court.
Come a 360° è stata la rassegna, a cominciare dall’hard core autentico: e cioè da Bischero, campione dell’allevamento Marcolini di Pollenza, laureatosi campione assoluto tra i tori nella mostra nazionale (leggi l’articolo). Un evento organizzato grazie alla buona volontà dei 24 allevatori marchigiani e perugini che hanno presentato 152 capi nelle varie categorie. Non solo bovini, però: i terreni circostanti il Centro Fiere di Villa Potenza hanno ospitato pure un gregge di mille pecore. Alcune migliaia di visitatori hanno seguito la tosatura di circa cento ovini. Un grande e meraviglioso caravanserraglio. Un’Arca di Noè con la mostra dei colombi (56 allevamenti anche da Romagna ed Abruzzo) e gli asini nell’inedito ruolo di superstar e di beniamini dei più piccoli seppure gli asinelli abbiano dovuto un po’ subire la concorrenza dei pony con il ‘battesimo della sella’ per una platea di 275 bambini. Nei recinti, 48 asini (da latte, da riproduzione e da escursioni), 5 allevatori e 4 associazioni di turirsmo ‘a passo d’asino’. Che chiedere di più al tradizionale e ‘santo’ mezzo di trasporto di Francesco d’Assisi? Non a caso tra gli allevatori, buona rappresentanza umbra… Gli sport equestri hanno messo inoltre a dura prova le tribune metalliche della ‘Disfida del Bracciale’ messe a disposizione da Treia. Diecimila sono stati gli spettatori di uno spettacolo durato tre giorni con 20 allevamenti e 81 cavalli. Boom finale domenica (tremila persone) mentre 1.500 hanno partecipato alla gara regionale di ‘Western school style’. Aleggiava sul Centro fiere William Cody, il leggendario Buffalo Bill e il suo Circus con Toro Seduto, che furono ospiti, come la storia cittadina segnala, dello Sferisterio di Macerata nel loro giro europeo. Tanta audience anche per gli spettacoli di animazione musicale e folk, con quest’ultimo amatissimo settore a prevalere.
Guardiamo i numeri: se i due spettacoli di Musicultura di Piero Cesanelli hanno messo assieme 300 spettatori circa, Li Pistacoppi di Macerata e Urbanitas di Apiro, 1.600: a pari merito i due gruppi, con 800 plaudenti a testa. Insomma Numeri in crescita. Come quelli della grande meccanizzazione, con 136 ditte presenti, i laboratori dimostrativi, le aree Bio, artigiane, le scuole, le due università di Macerata e Camerino, le categorie, le associazioni, le cucine ‘emozionali’, il salone del vino, l’agroalimentare, il coffee corner che pareva tratto dalla goldoniana ‘Bottega del Caffè’. E su tutti la distribuzione miracolosamente laica di 2.960 porzioni di polenta distribuite dal comitato di Santa Maria in Selva (Treia) ‘agli assaltatori dei forni’ in stile manzoniano. Poi nel padiglione ‘Gusti e sapori della terra delle armonie’ ce n’era per tutti: per chi amava la birra, lo zafferano, i pasticcini, l’orto botanico e le api. Unico nota dissonante, non armonica, il grido di dolore, vergato, anzi scritto a mano su un gran manifesto, ben evidente ad uno degli ingressi nel quale un apicoltore si rammaricava ‘con il gentile pubblico’ di non aver potuto presentare le proprie arnie perché trafugate. Eccesso, davvero, del successo questa incredibile story delle ‘api rubate’.







bella fiera e ottima l’idea dell’apertura fino alle 24…solo che io sono arrivato alle 21 e l’80% degli stand erano chiusi nonostante il biglietto a prezzo pieno…forse sarebbe il caso di trovare un altra formula tipo “dopo le 21 biglietto ridotto e spettacoli”