Furbetti in Accademia, l’istituto:
“Denuncia a nostra insaputa”
Sulla vicenda dei prof e dei dipendenti indagati per assenteismo interviene l'ente: "Siamo turbati, tutto nasce dal direttore amministrativo, che ha agito in assoluta solitudine senza aver mai doverosamente informato gli organi accademici"
Indagine sui furbetti, l’Accademia di belle arti si dice turbata per la vicenda nata da una doppia denuncia che sarebbe stata fatta da un dipendente. L’indagine, condotta dalla Compagnia della guardia di finanza di Macerata, ha portato a 17 persone indagate tra professori e personale non docente (leggi l’articolo). L’Accademia in un comunicato sottolinea la propria «totale disponibilità nello svolgimento delle indagini e auspica che la vicenda giunga a breve a conclusione».
L’ente aggiunge che «da una prima ricognizione degli atti si è appreso, con sgomento, che la vicenda nasce da un’antica denuncia del 2011, molto tempo prima dell’insediamento degli attuali organi – scrive l’Accademia in una nota –. La denuncia è stata effettuata dal direttore amministrativo, dottoressa Vera Risso, e archiviata dagli organi competenti. Il direttore amministrativo Risso ha reiterato la denuncia nel 2013, il tutto in assoluta solitudine senza aver mai doverosamente informato gli organi accademici che avevano il diritto e dovere di intervenire su quanto denunciato».
L’Accademia sottolinea che anche se turbata da questa indagine continuerà con la sua attività «che da tre anni la vede al centro della scena culturale italiana». Ai 17 indagati viene contestato il reato di truffa ai danni dello Stato per essersi assentati non timbrando il cartellino di uscita e in questo modo percependo regolarmente la retribuzione come se si fossero trovati al lavoro. L’indagine delle Fiamme gialle prende in esame i mesi di febbraio e marzo del 2014. Il danno all’ente di aggira sui 10mila euro. Dopo la chiusura delle indagini gli indagati avranno tempo una ventina di giorni per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.
(Gian. Gin.)