Scuole chiuse per lo sciopero
Gli studenti si appellano a Leopardi
MOBILITAZIONE - Circa mille docenti marchigiani alla manifestazione di Roma. Flash mob a Recanati in piazza sotto la statua del poeta con le proposte alternative al disegno di legge Giannini scritte su palloncini. Manuela Carloni, Flc-Cgil "Nelle Marche punte di adesione del 90%”
«E’ un successo. Nelle Marche, interi plessi chiusi, punte di adesione allo sciopero del 90%. Il ministero non riesce neanche a dare i dati proprio perché gli istituti sono rimasti chiusi». Manuela Carloni, segretaria generale Flc Cgil Marche, commenta così lo sciopero di oggi della scuola, proclamato dai sindacati contro i provvedimenti del governo. Per l’occasione, è stata organizzata una manifestazione a Roma alla quale, dalle Marche, hanno preso parte circa mille persone tra docenti, genitori, studenti e cittadini. «C’è stata una forte adesione anche del personale Ata – dice Carloni – Il governo non può non tener conto del disagio della scuola che non vuole una riforma che cancella la democrazia. Ci vuole sì una riforma del settore ma chiediamo di fare un decreto sulle assunzioni e di dare al Parlamento più tempo per discutere la legge ascoltando docenti, studenti, genitori e cittadini». Allo sciopero hanno aderito anche 32 associazioni con un appello. «Non è una manifestazione corporativa – sottolinea Carloni – ma raccoglie tutti i cittadini perché la scuola è un bene comune»
A Recanati con le scuole chiuse molti ragazzi si sono radunati in piazza Giacomo Leopardi dove la Federazione degli Studenti ha organizzato un flash mob: gli studenti, insieme ad alcuni insegnanti presenti, hanno circondato la statua di Giacomo Leopardi, ai piedi della quale hanno lasciato striscioni con slogan a favore della scuola pubblica e per il cambiamento del ddl Giannini, tendendo con le mani in alto i palloncini con scritte le proposte alternative alla “buona scuola” del disegno di legge
«Come coordinatore della Federazione degli Studenti Marche – dice Ruggero Orilia – ho sostenuto che non è stata una coincidenza la nostra vicinanza fisica alla statua di Leopardi: introdurre la logica del mercato nella scuola significa rinunciare all’ideale democratico e, dunque, alla stessa concezione unitaria del genere umano, sulla base della quale – come scrive Pietro Cataldi – Leopardi, affidando le sue riflessioni sul senso della vita e dell’universo al “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” e immaginando gli uomini ne “La Ginestra” finalmente emancipati da “verace saper”, stretti in “social catena” e impegnati nell’”onesto e il retto conversar cittadino”, può sperare in “un’umanità nuova nella quale il diritto di porre le più alte domande di senso sia riconosciuto ad ogni singolo individuo. ».
«Abbiamo ribadito – prosegue Orilia – la richiesta di cambiamenti al ddl su diritto allo studio, formazione, governo delle scuole e del sistema d’istruzione, valutazione, agevolazioni fiscali e finanziamenti, mentre alcuni studenti hanno espresso una generale condivisione del disegno di legge di iniziativa popolare per una buona per la Repubblica, che vorrebbero fosse discusso in Parlamento. Non ci fermeremo qui: il 7 maggio con gli studenti la FdS di Recanati organizza un’assemblea pubblica nella zona di Villa Colloredo per elaborare e inviare ai parlamentari le critiche e le proposte al ddl, mentre il 12 saremo con gli studenti che boicotteranno i test Invalsi alle superiori. La scuola che vogliamo deve essere pubblica, democratica, gratuita, critica, unitaria, solidale, laica, inclusiva, egualitaria, di qualità e adeguatamente finanziata».




Renzi crede che dando potere ai presidi di vita o di morte sui docenti la scuola decollerà in meglio. Intanto dovremo vedere dove ci porterà la guerra di corsa di Renzi. Prima o poi si fermerà e sarà la terza toppata di Napolitano il decisionista, dopo Monti e Letta. Inoltre dare questo potere ai presidi non si è sicuri che la democrazia e l’efficienza decolleranno. I presidi sono esseri umani e come tali posso sbagliare, non essere all’altezza, essere ingiusti e ricattatori.
Che i presidi possano sbagliare penso sia normale, pero’ fino ad oggi sono stati impegnati a gestire 2 spicci e ad evitare beghe con i genitori. Non mi sembra un ruolo da dirigente, ma da scanzaproblemi.
Ovviamente non sara’ stato cosi’ per tutti, ma la maggior parte..
Bisognera’ discutere sui metodi ma non del merito del problema. Come potrebbe senno’ cambiare la pubblica amministrazione se nessuno deve rispondere a nessuno.