“Pathos” apre Macerata Racconta
Isabel Lima: “Le mie foto per dire basta
alla violenza sulle donne”
MACERATA - La fotografa brasiliana autrice della cover dell'album "Anime Salve" di Fabrizio De Andrè, porta la sua arte a Palazzo Buonaccorsi. Ha portato la sua testimonianza anche Francesca Baleani
di Marco Ribechi
Immagini di donne che soffrono scattate per combattere i soprusi e dare forza a quel sesso che nei secoli è sempre stato definito debole. Con racconti fotografici si apre la quinta edizione di “Macerata Racconta”, quest’anno incentrata sul tema delle passioni (leggi l’articolo). Nella splendida cornice di palazzo Buonaccorsi è stata inaugurata questo pomeriggio la mostra “Pathos” presentata dalla fotografa brasiliana Isabel Lima. Come una denuncia per immagini, un grido che non può tacere, l’autrice tramite le sue opere vuole dire basta ai pregiudizi e all’indifferenza che anno dopo anno portano ad un costante incremento della violenza contro le donne. «Ho deciso di iniziare a fotografare l’animo femminile dopo due episodi che mi hanno molto colpito – ha spiegato Isabel Lima – La prima è stata l’esperienza della mia separazione, che tanto mi ha fatto soffrire a causa di una fortissima pressione psicologica. La seconda è stata il suicidio di una ragazza di 23 anni a causa delle violenze subite da un uomo. Lo stesso uomo aveva abusato di lei già 14 anni prima, quando la ragazza aveva 9 anni, restando impunito.
Al secondo atto di violenza la povera ragazza ha deciso di togliersi la vita lasciando però una lettera di sfogo. Ascoltata la lettura di quel testo in televisione subito ho deciso che avrei fatto foto per dire basta, per sostenere tutte coloro che non hanno voce. Ma la violenza alle donne non è solo una questione di genere, è un atto contro l’essere umano». Immagini in bianco e nero, che ricercano ciò che sorprende nella vita trasmettendolo con naturalezza, che lasciano uno spiraglio per un gesto di rinascita e di riscatto. Conosciuta già da molti anni in Italia Isabel Lima è la stessa fotografa che ha realizzato la copertina del disco di Fabrizio De Andrè “Anime Salve”, scelta proprio dallo stesso Fabrizio per la capacità di analizzare l’animo femminile e la bellezza delle donne, “per alcuni ispirazione per altri un qualcosa da sfregiare ed uccidere”. All’inaugurazione presente anche Francesca Baleani, ridotta in fin di vita qualche anno fa da quello che era suo marito, alla cui storia già qualche anno fa la fotografa aveva dedicato degli scatti come simbolo per riappropriarsi della grazia perduta. La mostra, allestita per il festival “Macerata Racconta” sarà visitabile fino al 15 maggio.








E una mostra passatista quella della violenza sulle donne. Ormai le donne non sono più il sogno di un amore e l’angelo del focolare. Sono ormai solo uteri in affitto. Ormai è l’era della casta aristocratica di “LGBT”, ossia “lesbiche gay, bisessuali e transgender”, che si stanno auto-ghettizzando come dei nell’olimpo del vero amore e che, col Gender nelle scuole, vogliono portare le giovani generazioni alla bellezza dell’amore gay.
Eh, si’, Sig. Rapanelli, bei tempi quelli illustrati dalla mostra, quando le donne erano “il sogno di un amore e l’angelo del focolare” e mariti e padri, qualora lo ritenessero opportuno e ne avessero voglia, le menavano come fabbri e le stupravano con la materna e calda protezione di una societa’ e di una legislazione benevole e consenzienti… Del resto quando quei mariti e quei padri avessero avuto segrete inclinazioni per il vizio c’erano pur sempre bordelli di ogni genere ove sfogarle, e se l’inclinazione avesse riguardato il loro stesso sesso c’era il segreto dell’ombra, bastava avere l’accortezza di non farlo sapere, bastava strombazzare ai quattro venti la propria virilita’, farsi un giro al casino ogni tanto e sfottere pubblicamente gli omosessuali e auspicare il rogo per loro … E quando un ragazzo fosse stato troppo effeminato per poter sperare di rientrare nei parametri di accettabilita’ dell’onorata societa’, allora assai opportunamente Dio non mancava mai di mostrargli la Sua Misericordia facendogli venire la vocazione e mettendolo al riparo in un seminario o in un convento…
Una societa’ sana, ordinata, civile, dove tutti stavano al loro posto, mica come adesso dove cani e porci pretendono addirittura di essere rispettati per quello che sono, di essere felici…
Le donne ormai sono solo uteri in affitto, dice Rapanelli. Invece nella societa’ contadina o in quella aristocratica o borghese di un tempo erano persone libere di coltivare desideri, affetti e volonta’ e anche di vivere la sessualita’ nella gioia e nel piacere e pure di concepire la vita nell’amore e secondo i principi di maternita’ e paternita’ responsabili e allora si’ che regnava la famiglia tradizionale del Mulino Bianco finche’ poi quel pusillanime di Barilla non si arrese all’editto Lgbt e al Gender ed oggi accidenti trovare una donna che sia il sogno di un amore e l’angelo del focolare e’ diventato davvero impossibile, Salvini Matteo pensaci tu…