Turbativa nella gara per i parcheggi,
assolto comandante della Municipale
“Ho passato sei anni d’inferno”

SAN SEVERINO - Prosciolto con formula piena il comandante Sinobaldo Capaldi, per il giudice: "Il fatto non sussiste"

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Da sinistra il comandante Sinobaldo Capaldi con gli avvocati Marco Massei e Giampaolo Cicconi

Da sinistra il comandante Sinobaldo Capaldi con gli avvocati Marco Massei e Giampaolo Cicconi

di Gianluca Ginella

Assolto il comandante della polizia municipale di San Severino. Era finito sotto accusa per la gara relativa all’affido della gestione dei parcheggi a pagamento della città settempedana. «Ho passato sei anni di inferno, era stata messa in dubbio la mia onestà» è stato lo sfogo di Capaldi dopo la sentenza di assoluzione, decisa con formula piena: «perché il fatto non sussiste». Il processo, che si è svolto con rito abbreviato, si è chiuso oggi davanti al giudice Domenico Potetti del tribunale di Macerata. Erano stati proprio i legali di Capaldi, gli avvocati Marco Massei e Giampaolo Cicconi, a chiedere che il processo si svolgesse con rito alternativo per evitare il rischio di prescrizione. «Eravamo convinti fin dall’inizio che saremmo riusciti a dimostrare che il nostro cliente non aveva alcuna responsabilità e volevamo arrivare ad una assoluzione e non ad una prescrizione» hanno spiegato i legali dopo la sentenza. «Per un comandante che lavora in un piccolo paese, come me, la virtù principale è l’onestà ed è quella che è stata messa in dubbio con questa indagine. Una indagine che è partita a livello nazionale e che ha riguardato tutti i Comuni che avevano avuto a che fare con l’azienda Sis. Peccato che a San Severino c’erano stati solo dei contatti esplorativi, ma non ci fu mai nessun contratto con quell’azienda» dice Capaldi. Il reato contestato a Capaldi e ad altre due persone (l’amministratore delegato della ditta Sis, Adello Baldoni, e Giuseppe Bartocci, dipendente della Sis) per cui si procede separatamente, è di turbata libertà degli incanti. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Pietro Moscianese Santori (che oggi ha chiesto per Capaldi la condanna al minimo della pena) nel 2009 avrebbe turbato la gara relativa alla aggiudicazione dei parcheggi. In particolare, dice l’accusa (che fonda le sue tesi su alcune intercettazioni telefoniche), sarebbero stati forniti a Capaldi i nomi delle ditte da invitare essendo a conoscenza che le stesse o non avevano interesse a partecipare alla gara, o mancavano dei requisiti che sarebbero stati richiesti nel bando. In questo modo, prosegue l’accusa, delle 9 ditte invitate solo una, oltre alla Sis, presentò una offerta. Sempre secondo l’accusa, Capaldi avrebbe predisposto il bando di gara così come fornitogli dalla ditta Sis. Inoltre la Sis sarebbe stata anche favorita nella possibilità di ottenere il massimo dei punteggi per partecipare al bando. Queste alcune delle contestazione che venivano mosse a Capaldi e che oggi sono cadute al processo.


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