Whirlpool, rotte le trattative
“No alla chiusura degli stabilimenti”

Piano industriale da 1.335 esuberi I sindacati hanno dichiarato 12 ore di scioperi articolati. Il ministro Federica Guidi ha convocato il tavolo istituzionale per il 27 aprile

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Una recente manifestazione dei lavoratori Indesit

Una recente manifestazione dei lavoratori Indesit

Rotte le trattative sul piano da 1.335 esuberi alla Whirlpool. Fim e Uilm hanno abbandonato il tavolo con l’azienda, e Fiom ha deciso di non proseguire il confronto da sola. I sindacati hanno dichiarato 12 ore di scioperi articolati. Il ministro Federica Guidi ha convocato il tavolo istituzionale per il 27 aprile, e Whirpool ribadisce: ”siamo pronti ad un confronto ampio e trasparente con tutte le parti”, ma il piano è ”solido e valido”, e garantirà uno sviluppo sostenibile all’azienda in Italia.

Posizioni diverse sulla conduzione della trattativa con l’azienda ma uniti nel proclamare 12 ore di sciopero. E’ la decisione presa da Fim, Uilm, Fiom e Ugl dopo che di fatto il tavolo con la Whirlpool è saltato nel momento in cui Fim Uilm e Ugl si sono alzati mentre la Fiom, che pure avrebbe voluto proseguire l’incontro, ha deciso di non proseguire da sola. Il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, preso atto della rottura delle trattative tra azienda e sindacati e ha convocato il tavolo sulla vertenza Whirlpool lunedì 27 aprile alle ore 16.

Whirlpool: ‘Pur non avendo avuto oggi l’opportunità di entrare nei dettagli del piano industriale per l’Italia con le organizzazioni sindacali, ha ribadito la massima disponibilità ad un confronto aperto, trasparente e collaborativo con tutte le parti coinvolte sui contenuti del piano”. Così la multinazionale in una nota. La Whirlpool è ”fortemente convinta della solidità e della validità del piano industriale, finalizzato – si legge in una nota – a dare continuità e un futuro sostenibile all’azienda in Italia, attraverso il riassetto della produzione e l’innovazione di processo e di prodotto”.

Giuseppe Ciarrocchi (Fiom): ”Faccio il sindacalista da troppi anni per non sapere che è impossibile che un colosso come Whirlpool presenti un piano industriale per l’Italia senza che la presidenza del Consiglio e il ministero dello Sviluppo economico non ne sapessero nulla”. Così il segretario regionale della Fiom Cgil delle Marche Giuseppe Ciarrocchi. ”C’è un gioco delle parti ad alto tasso di commedia dell’arte” aggiunge. Per questo la Fiom oggi avrebbe preferito proseguire il confronto con l’azienda, ”vedere il piano nel dettaglio”.

Andrea Cocco (Fim): ”La priorità sono i 900 lavoratori di None e Carinaro senza prospettive industriali, oltre al tema dell’accorpamento dello stabilimento di Albacina con Melano. Whirlpool ha risposto che il suo piano è il migliore possibile, e a quel punto abbiamo ritenuto che la trattativa dovesse essere portata al tavolo ministeriale”. Lo dice Andrea Cocco della Fim Cisl di Fabriano, dopo l’incontro l’interruzione delle trattative fra Whirlpool e sindacati sul piano industriale per l’Italia. ”Bene la convocazione del tavolo al Mise per il 27 aprile – aggiunge -, perché nel 2013 con Indesit abbiamo firmato un accordo, e il ministero deve assumersi le proprie responsabilità e far rispettare quegli impegni”. La richiesta di aprire il tavolo ministeriale è stata trasmessa anche alla Presidenza del Consiglio.

Il premier Matteo Renzi ha ribadito il suo impegno a lavorare in prima persona per scongiurare gli esuberi annunciati dalla Whirlpool”. Lo rende noto lo staff del candidato del centrosinistra alla guida delle Marche Luca Ceriscioli, dopo un contatto telefonico fra lo stesso Ceriscioli e Renzi.

L’azienda ha annunciato 1.335 esuberi sulle aree della produzione e della ricerca (5.100 lavoratori nel complesso) mentre sui circa 1.500 dipendenti (prevalentemente impiegati) è prevista la presentazione di un piano di riorganizzazione per giugno.

“La nostra risposta come Governo – ha sottolineato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – è molto chiara: gli impegni assunti si mantengono. Siccome Whirlpool ha preso Indesit che aveva un tipo di piano sul versante dell’occupazione lo deve mantenere”. Il piano prevede la chiusura dello stabilimento di Carinaro (Caserta), lo spostamento delle produzioni dall’impianto di Albacina a quello di Melano, la chiusura del centro ricerca di None (Torino) e 1.335 esuberi complessivi, 395 in più dei 940 previsti dall’accordo sull’Indesit del dicembre 2013. I sindacati non sono disposti a trattare sulla chiusura degli stabilimenti e chiederanno di discutere in sede governativa.

”Bisogna costruire – ha detto il numero uno della Cgil, Susanna Camusso – una soluzione che salvaguardi l’occupazione, soprattutto al Sud. Abbiamo preso atto della reazione del Governo ma vorrei ricordare che aveva salutato la fusione tra le due aziende (Whirlpool e Indesit) come un grande risultato. Credo si debba costruire una soluzione che salvaguardi l’occupazione, soprattutto al Sud come facemmo per l’Electrolux”. Anche la Cisl chiede l’impegno immediato del Governo per scongiurare le chiusure e i nuovi esuberi: ”E’ importante – ha detto il numero uno del sindacato Annamaria Furlan – che il Governo si muova da subito. E’ inaccettabile che i lavoratori vengano espulsi dall’azienda”.

“Il Governo farà di tutto per salvaguardare i posti di lavoro del gruppo Whirlpool in Italia”, avverte il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che sottolinea: l’Esecutivo “ha subito chiesto e ottenuto l’impegno dell’azienda”, legato al vecchio piano di riassetto Indesit, “che escludeva qualsiasi licenziamento unilaterale fino al 2018”. E’, come indica lo stesso ministro, “l’inizio di un confronto che si svilupperà nelle prossime settimane”. Whirlpool garantisce: “Nessuno verrà lasciato solo”; l’ad per l’Italia, Davide Castiglioni, offre una “piena disponibilità al confronto su come minimizzare l’impatto”, ma parla chiaro: “E’ il piano migliore che possiamo mettere in campo. Abbiamo guardato tutti i piani possibili: è il migliore per garantire continuità e sostenibilità in una strategia di lungo termine”. La chiusura di Carinaro (che porterà ad un tavolo di confronto specifico sulla Campania) “è la più dolorosa del piano” ma è salvo lo stabilimento di Napoli: “Non era una scelta scontata – dice Castiglioni -. Ci siamo mossi in modo da non lasciare nessuna delle Regioni in cui Whirlpool o Indesit sono presenti”.

 


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