“Non puoi sederti al bar, sei nera”
Episodio di razzismo per una 23enne
CIVITANOVA - Una ragazza di colore è stata trattata malamente da un uomo sui 50 anni: "Io sono italiana ed ero andata a mangiare un pezzo di pizza perché ero lì per lavorare. Più tardi mi ha chiesto scusa, ma mi sono sentita umiliata"
di Alessandro Trevisani
Insultata e aggredita per il colore della sua pelle. È successo oggi, intorno alle 14, a una 23enne di Porto Recanati, ai tavolini del bar della clinica Villa Pini di Civitanova. «Non puoi sederti qui, negra. Torna al tuo paese, invece di venire a rubare agli italiani», le ha gridato uno sconosciuto secondo il racconto della ragazza. «Avevo preso una pizza e stavo per sedermi al tavolino accanto a quello di questo signore sui 55-60 anni – racconta la ragazza, che preferisce non apparire col proprio nome -. Davanti a questi insulti ho risposto di essere italiana e di stare lì a lavorare». La giovane infatti è una badante che in questi giorni sta seguendo un anziano di Porto Recanati ricoverato a Villa Pini. «L’uomo, seguitando a gridare, mi ha afferrato le braccia, arrabbiato per le mie risposte». “Sono italiana, pago le tasse” gli ha detto la ragazza. «A quel punto siamo usciti entrambi dal bar, lui è rientrato in clinica, io mi sono seduta a mangiare fuori. Non ho fatto denuncia, anzi in corsia ho rivisto quell’uomo, che spinto dalle critiche e dalle osservazioni di qualcuno che era nel bar mi è venuto incontro chiedendomi scusa». Episodio chiuso, quindi, ma non è la prima volta per questa bella ragazza, figlia di una brasiliana e di un toscano, che è nata a Loreto e ha sempre vissuto a Porto Recanati. «Episodi così non mi erano mai successi – racconta – ma a scuola è capitato più volte che i compagni mi dicessero: “Negra, torna al paese tuo”. E una volta, lavorando in spiaggia per un noto camping della zona, una persona ha voluto farsi servire dalla proprietaria, perché non accettava un caffè da qualcuno che non fosse bianco». «Mi sono sentita umiliata – conclude la giovane -, ma invece di mettermi a piangere alla fine ho preferito sorridere». La giovane ha anche raccontato su Facebook quanto le è accaduto.
