Pasqui: “Il Camerino Festival si farà
ma con un nuovo format”
Zucconi si riprende il pianoforte

SPETTACOLO - Il sindaco ripercorre gli ultimi anni della manifestazione e spiega le motivazioni che l'hanno spinto a modificare il programma dell'evento coinvolgendo anche l'Accademia del clarinetto: "Negli ultimi cinque anni in media si sono registrate 149 presenze per ogni concerto, che potrebbe essere un grande numero per la musica da camera, ma io sono un amministratore e non un musicista, la cultura è di tutti e non ha colore politico

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Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

Il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui

di Monia Orazi

«Chi l’ha detto che sarà cancellato il Camerino Festival? Non è scritto da nessuna parte, io voglio dire la verità su questa manifestazione che sarà portata avanti», così il sindaco Gianluca Pasqui risponde a Corrado Zucconi, presidente della manifestazione che nei giorni scorsi ha promosso una raccolta firme per evitare la cancellazione (leggi l’articolo). Nato nel 1987, il festival è stato a gestione mista sino al 2006, con una serie di contributi del comune di Camerino. Dal 1997 la gestione, organizzazione e direzione artistica sono affidate alla Gioventù musicale d’Italia, sezione di Camerino, dal 2001 Francesco Rosati ne ha assunto la direzione artistica, mantenuta sino allo scorso anno. «Il direttore artistico, nel periodo 2001/2005 ha percepito un compenso per la sua attività, di 5 mila euro l’anno, nel 2006 rinuncia al compenso», sottolinea Pasqui leggendo la relazione dell’ufficio comunale. Dal 2007 è il Comune ad assumersi totalmente la responsabilità finanziaria ed organizzativa. Nel 2009 per il Festival il Comune spende 30 mila euro, con 1453 presenze. Nel 2010 la spesa è 46 mila euro per il Comune, con 882 presenze, nel 2011 l’ente spende 17 mila euro e si registrano 1293 presenze, nel 2012 stessa spesa per il Comune e 747 presenze. Nel 2013 il costo del Festival per il Comune è di 21 mila euro con 889 presenze, 846 le presenze nel 2014, con 23 mila euro a carico del Comune. «Negli ultimi cinque anni in media si sono registrate 149 presenze per ogni concerto, che potrebbe essere un grande numero per la musica da camera, ma io sono un amministratore e non un musicista – spiega il sindaco – la cultura è di tutti e non ha colore politico».
Pasqui ricostruisce quanto accaduto. «Ho firmato una lettera indirizzata a Rosati, subito dopo un incontro di due ore avuto con lui e Zucconi, presidente del festival. Loro chiedevano di fare due festival separati, ho detto che non c’erano soldi, avendo in mente l’International summer clarinet courses (vedi l’articolo), ho detto che non era possibile realizzarli entrambi, spiegando che il Camerino Festival sarebbe stato ricompreso in un sistema più grande».
Il sindaco ci tiene a precisare che a cambiare è il format del festival di musica da Camera, che continuerà ad esistere: «Chi l’ha detto che non ci sarà la musica da camera? Si sta polemizzando e facendo male alla città, non ci sono ancora i programmi l’unica cosa ad essere cambiata è la direzione artistica. Con la musica da camera voglio fare qualcosa che abbia una ripercussione globale per la città, per questo ho dato la direzione artistica a Piero Vincenti, musicista di provata fama». Nessuna raccolta firme è ancora arrivata sul tavolo di Pasqui: «In un momento in cui tutti tagliano sulla cultura, noi reinvestiamo il doppio, grazie a questo progetto si riapre un palazzo storico chiuso da vent’anni( leggi l’articolo), il Camerino Festival ci sarà solo che avremo cinquanta eventi, anziché soltanto sei. Non è vero che abbiamo preferito l’Accademia, anzi oltre al Festival, alla proposta didattica con masterclass e concerti durante il giorno, si aggiungono concerti serali con nomi prestigiosi, è stata aggiunta anche l’Accademia del Clarinetto». Sui cartelloni della manifestazione estiva ci sarà anche il logo del Camerino Festival. «Le persone cambiano non per incapacità, ma per dare nuovi input, la cultura deve rappresentare un volano per la città, ci auguriamo che il nuovo format possa portare centinaia di persone, con benefici per le strutture ricettive, se non funzionerà, cambieremo di nuovo format. Costerà 50 mila euro, ma si autofinanzia», sottolinea il primo cittadino. Pasqui ha voluto ringraziare Rosati “per l’ottimo lavoro svolto”, “faccio appello alla Gmi perchè collabori all’organizzazione e partecipi ai concerti». Le ultime parole di Pasqui annunciano che dal Marchetti sparirà presto il grande pianoforte a coda Steinway, donato anni fa da Zucconi alla Gmi, “si tratta di una sua scelta”, specifica il sindaco, annunciando il prossimo ritorno sulla scena, dopo anni di fermo, del premio biennale per la narrativa Ugo Betti, sotto l’egida del professor Giannangeli.


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