Liquami nel fosso Narducci
Allarme a Sforzacosta
Arriva l’Arpam
MACERATA - Alle 16,30 il primo avvistamento seguito dal tam tam dei residenti che hanno chiamato l'agenzia regionale per la protezione ambientale per far effettuare i prelievi. Luigi Tartari, abitante della frazione: «Vogliamo sapere cos'è, vicino ci giocano i bambini»
di Marina Verdenelli
(foto di Lucrezia Benfatto)
Liquami marroni colorano il fosso Narducci di Sforzacosta e nella frazione scatta la preoccupazione. Alle 16,30 il primo avvistamento seguito dal tam tam dei residenti che hanno chiamato l’Arpam per effettuare i prelievi e individuare così la sostanza finita nelle acque di scolo dei campi. Diverse le telefonate anche a Cronache Maceratesi di cittadini preoccupati per quel colore scuro dell’acqua che passa a pochi metri dalle loro case. «Qui ci viviamo – tuona Luigi Tartari, residente in borgo Sforzacosta 185 – vorremmo sapere chi è il responsabile e soprattutto se è una sostanza nociva per la nostra salute. Il fosso passa attorno alle nostre abitazioni, è a cielo aperto, e vicino ci giocano anche i bambini». Già in passato si era presentato un problema di scarico, fatto per lo più di immondizia (leggi l’articolo). Chi abita a Sforzacosta parla di un fenomeno costante che non trova soluzione. «Succede almeno due o tre volte l’anno – prosegue Tartari – c’è qualcuno che scarica nei campi liquami usati per chissà che cosa. Non vorremmo che fosse qualche stalla. Certe sostanze, che emanano anche un cattivo odore, sono portatrici anche di pericolosi batteri».
Dopo la segnalazione a Sforzacosta è arrivata l’Arpam con una squadra di esperti che ha effettuato dei prelievi. Hanno percorso il fosso Narducci risalendo il corso d’acqua fino alle primi attività che hanno a che fare con allevamenti di animali nella zona per controllare se lo sversamento dipendesse da loro. Dopo un primo controllo le acque vicino agli stabilimenti in questione erano chiare. Un fattore questo che, almeno per ora, le esclude da ogni responsabilità. I controlli alle 18,45 erano ancora in atto. Da una prima analisi visiva, stando all’Arpam, sembrerebbe che il colore marrone sia riconducibile ad un liquame fatto di escrementi di natura organica, forse letame. Saranno i campioni prelevati a togliere ogni dubbio nelle prossime 48 ore. Sul posto ha fatto un sopralluogo anche una pattuglia della polizia municipale. Il fosso è lungo diversi chilometri e arriva fino al comune di Pollenza.




