Addio a Ubaldo Sancricca in arte Gines
MACERATA - All'etá di 91 anni è morto il pittore, poeta e ceramista nativo di San Ginesio
Si è spento nel letto di casa sua, domenica scorsa, Ubaldo Sancricca, 91 anni, celebre pittore, poeta e ceramista maceratese, che ha dedicato gran parte della sua vita alla sua carriera artistica. Il funerale è stato celebrato ieri alla parrocchia Santa Madre di Dio, con accompagnamento di violino. Ne hanno dato il triste annuncio, i figli Bianca Maria e Piero, i nipoti Matteo e Alessio, molto legati a lui, la sorella Ebe, la moglie Norma. Era un uomo forte, che non si é mai arreso, nato per la famiglia, estroverso, molto intelligente, ed anche un po stravagante, non poteva essere nient’altro che un artista. Nato a San Ginesio, è vissuto a Macerata, il suo nome d’arte era Gines, è stato un autodidatta, ha partecipato a diversi concorsi letterari ed artistici, ottenendo molti e prestigiosi riconoscimenti, come i premi a San Marino, Napoli, l’Oscar a Montecarlo, il premio “De Pisis”, la Quercia d’oro e le mostre a Gualdo, Pesaro, Recanati, Sarnano, San Ginesio e Macerata. È presente anche nelle antologie “La press” e “Carello Editore” che scrisse su di lui: “Pittore e poeta di fertile ingegno profondo cui non manca una sottile vena romantica. Ubaldo Sancricca ci riconferma la personalitá tutta propria con la sua poesia d’ampio respiro nei versi fioriti dal pensiero e dal sentimento”. La sua poesia, come scrisse l’antologia “Poeti a Tolentino”, è spia di ricerca, sul piano esistenziale, di una forza che leghi al di lá di ogni barriera, gli uomini in una eterna comunione, in un canto d’amore e di onestá.
Lo stile limpido e comunicativo si enuncia da queste due sue brevi poesie:
-Fiducia-
La vita è amore
se lotti e non credi
nell’amore vero
perdi il senso innato
della vita
vagherai nel buio
-eternamente-
perdendoti nelle
bassezze umane
ch’altro non ti daranno
che tristezza e noia.
-L’angelo-
Angelo mio:
ti penso, ti sogno sempre.
Ti vedo accanto a me
sei sempre presente
M’accompagni ovunque
di giorno, di notte;
ne la fausta e ne la
ria sorte
Sei come una lanterna;
m’illumini per la via;
mi conduci per mano
mi sollevi pian piano
Per ogni mia caduta
con la tua voce -muta-
m’additi per la dritta via!
Scrivono i nipoti: «Ci ricorderemo sempre quando alle tue mostre, fiero del tuo operato e dei tuoi nipoti, ci chiamavi verso te, e ci presentavi stringendoci tra le tue enormi braccia, ai membri della commissione od a qualcuno che avevi appena conosciuti, com’eri solito fare. L’essere socievole era sicuramente una tua qualitá, e passavi di rado inosservato, qualche volta anche un po negativamente. Proprio per questo noi ti ricorderemo come una gran bella persona, come hai detto prima di lasciarci: “Angeli, voi siete degli angeli” , tu sei per me il nostro angelo custode, che ci protegge da lassù, e noi pregheremo per te».
Foto da Cori a più voci
Alcune sue opere:






Non sapevo che Gines avesse una età quasi veneranda. Lo ricordo giovane, con la sua verve a volte polemica, ma sempre piacevole da ascoltare. Quelli che un tempo erano giovani leoni stanno scomparendo. Capita di parlare con gli artisti dell’epoca d’oro, quando Elverio Maurizi organizzava mostre “didattiche” per fare conoscere ciò che si muoveva oltre Macerata. Ricordo i Tulli, i Peschi, i Bruzzesi, i Tommasetti,,, Insieme ad altri venivano dalle scuole d’Arte, quando la tecnica era antica e difficile. Ma c’era pure la passione, la scoperta e la polemica. Noi più giovani ascoltavamo i consigli dei veterani. Bazzicavamo l’Accademia di Remo Brindisi, di Trubbiani, di Magdalo Mussio; Accademia voluta dal vulcanico Giorgio Cegna. Mi dicono quei rari che ancora fanno pittura e scultura che quei tempi non torneranno mai più, come il miracolo economico. Però non è tutto così. C’è un Nicola Alessandrini che ha notevoli capacità tecniche e fa un’arte “disperata”, pessimista, con forme umani che diventano animali, proprio come sta diventando l’umanità di oggi, che vuole diventare “dio” e finirà nell’Ottava Sfera: altro che l’inferno di fuoco!
Allora, caro Gines, fai buon viaggio e arrivederci.