Imparare insegnando
Studenti universitari in cattedra
per i bambini
RECANATI - Gli iscritti all'ultimo anno dell'Accademia di Belle Arti di Macerata faranno lezione d'arte alla scuola primaria. Coinvolte le classi quarte e quinte
di Lucrezia Benfatto
Arte e meraviglia. Ogni bambino è spontaneamente artista e ogni artista è tale solo se riesce a mantenere gli stupori e le idee dell’infanzia. Da questo pensiero nasce l’originale progetto in cui sono state coinvolte le classi quarte e quinte delle scuole primarie di Recanati che vedono come loro insegnanti studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata. L’iniziativa, promossa con entusiasmo dal sindaco Francesco Fiordomo e dalla direttrice di Abamc Paola Taddei, è stata fortemente voluta dall’assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Rita Soccio: «E’ importante educare i bambini al bello e quindi avvicinarli all’arte, ai musei e alle opere fin dalla scuola primaria. Da mamma ritengo che avere a disposizione degli esperti che sensibilizzano i nostri figli verso tutto ciò che riguarda l’immagine è importante non solo per il presente ma anche e soprattutto per il loro futuro». Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti si propongono come portatori di conoscenza del bello e insegnando, hanno modo di fare arte e immagine affrontando il programma scolastico. Con la supervisione della maestra viene effettuata una lezione a settimana di due ore da due studenti presenti per ogni classe, con relativi laboratori artistico espressivi fino a maggio, nei giorni martedì mercoledì e giovedì, alternando mattina e pomeriggio.
«Il progetto parte in via sperimentale con la speranza di riuscire, nel prossimo anno scolastico, fin da settembre – continua l’assessore – ci tengo a precisare che le lezioni non hanno oneri per la scuola in quanto i ragazzi dell’Accademia sono tenuti a fare delle ore di stage. E se per le lezioni di motoria e musica vengono chiamati esperti pagati dalle scuole perché non fare lo stesso per l’arte e l’immagine ma a costo zero?» Gli studenti, e non solo loro, ci scommettono: l’arte fatta quasi per gioco dai non addetti ai lavori. Gli stessi studenti che solo poco prima avevano intrapreso l’avventura, ora comunicano ai bambini il gusto per l’arte e tutte le sue declinazioni. Con onestà, dicendo chiaramente che non sono insegnanti, ma solo “amanti” che non possiedono il sapere, ma che ne sono alla ricerca. Ognuno fa solo qualche passo, il cammino è lungo, ma ciò non impedisce di assaporare il fascino di piccoli traguardi.
