Martellata al titolare della Men’s shoes,
operaio condannato a 2 anni e 6 mesi

CORRIDONIA - Mauro Moroni era accusato di tentato omicidio. I giudici hanno riqualificato il reato in lesioni gravissime. L'aggressione all'imprenditore Enzo Verdicchio era avvenuta nel febbraio del 2008. Oggi la sentenza, il pm aveva chiesto 7 anni

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Tribunale Macerata (1)di Gianluca Ginella

Non è tentato omicidio ma sono lesioni gravissime: così i giudici del tribunale di Macerata nella sentenza di condanna a 2 anni e sei mesi per Mauro Moroni, l’operaio accusato di aver colpito con un martello il suo datore di lavoro, l’imprenditore Enzo Verdicchio, titolare della Men’s shoes. La sentenza è arrivata intorno alle 17. I fatti che venivano contestati a Moroni risalgono al 22 febbraio del 2008. Quel giorno di 7 anni fa Moroni si trovava al lavoro nell’azienda di Verdicchio quando, dice l’accusa (sostenuta dal pm Pietro Moscianese Santori), aveva colpito il titolare con un martello. Verdicchio era stato colpito alla testa, riuscendo parzialmente a parare il colpo con un braccio. Nel corso del processo è stato molto discusso su come sia avvenuta l’aggressione in azienda. L’accusa sosteneva che Moroni, dopo essere stato ripreso dal titolare, aveva preso un martello e, scavalcata una manovia, l’aveva colpito.

L'avvocato Federico Valori

L’avvocato Federico Valori

Il legale di Moroni, l’avvocato Federico Valori, sosteneva che fosse impossibile che l’operaio avesse agito come sostiene l’accusa e che il martello venne lanciato dall’operaio verso Verdicchio, dopo che questo lo aveva insultato e gli aveva tirato una scarpa. L’epilogo di un processo combattutissimo è arrivato oggi pomeriggio con la richiesta di condanna a 7 anni avanzata dal pm che contestava a Moroni il tentato omicidio, attenuato dalla provocazione (il magistrato ha parlato di insulti). La difesa ha chiesto invece che il reato fosse derubricato in eccesso di legittima difesa o semmai in lesioni gravissime legate, comunque, alla provocazione subita. I giudici hanno deciso di riqualificare il reato in lesioni gravissime, riconoscendo l’attenuante della provocazione ma equiparandola alle aggravanti, e hanno condannato l’operaio a 2 anni e 6 mesi senza sospensione della pena. «Esprimo soddisfazione perché ritengo che l’impianto difensivo sia stato almeno parzialmente accolto dal tribunale – dice l’avvocato Valori –. Resta da valutare la comparazione tra attenuanti e aggravanti».

L'avvocato Sandro Giustozzi

L’avvocato Sandro Giustozzi

«Il tribunale per me ha dato una pena non congrua – dice l’avvocato Sandro Giustozzi, che assiste Verdicchio, che al processo si è costituito parte civile –, vista la gravità del gesto. Siamo però soddisfatti che siano state accolte le nostre richieste di risarcimento, che verranno definite in sede civile». I giudici hanno infine trasmesso gli atti in procura per valutare le dichiarazioni di alcuni dei testimoni sentiti durante il processo, iniziato nel febbraio 2010.


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