Patitucci alla Tardella:
“Dichiarazioni fuori luogo,
calmiamo gli animi”

LA QUERELLE DELL'ASSEGNO - Il numero uno della Civitanovese ritorna sulla vicenda dopo l'ironica battuta della presidente della Maceratese
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Il presidente della Civitanovese Luciano Patitucci

Il presidente della Civitanovese Luciano Patitucci

“Tu lo sai che io sono l’unico presidente del calcio italiano che ha pagato parte degli stipendi della squadra avversaria per farla schierare contro i propri giocatori? Per di più nel derby più importante del campionato!”. La confidenza ironica riportata da Enrico Maria Scattolini nel suo “Somma Algebrica” di ieri (leggi), riferita alla presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella ha suscitato la replica del presidente della Civitanovese Luciano Patitucci, che ci scrive: 

«Mi auguro davvero che le dichiarazioni della presidentessa Tardella, riportate nell’articolo “Somma Algebrica”, siano solamente frutto di un terribile equivoco o di una cattiva interpretazione da parte del redattore. Non posso pensare che un imprenditore di sicuro successo, come la presidentessa Tardella sicuramente è, possa trascendere in dichiarazioni tali da non meritare menzione. Si possono raccontare delle storielle da far credere a chi non ha esperienza imprenditoriale, ma certamente chiunque conosce il mondo delle aziende non può che definirle “favolette”. Siccome nel mondo del calcio, tra le persone comuni, molti possono non avere la giusta esperienza in tematiche aziendali e amministrative, mi sento in dovere di far chiarezza sui commenti letti, al fine di difendere tifosi, squadra e addetti ai lavori della Società Fc Civitanovese 1919, che rappresento come presidente. Andiamo con ordine.

La presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella

La presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella

Intanto il totale dei rimborsi mensili globali della Società è di ca. 55.000,00 euro: dubito dunque che € 9,240,00 possano esser serviti a soddisfarli, visto che non ne coprono neanche il 20%. Inoltre, ricordo che quanto dovuto è stato pagato alla Maceratese e non trattenuto per poter essere utilizzato per altri impegni passivi, come si vuole ingiustamente far intendere nei vari interventi sui media. Tralasciando tutte le storie, già note, per cui si è addivenuti alla cessione di un assegno bancario in luogo dei contanti per l’incasso del derby, poiché ormai se ne è parlato all’infinito ed è ogni cosa è nota ai più, il titolo è pervenuto per l’incasso il giorno 29 Gennaio 2015, e nella stessa giornata la Banca ci informava che sullo stesso, per una dimenticanza, non era stato apposto il timbro sulla firma di traenza, pertanto lo stesso era ritenuto irregolare, e sarebbe dovuto esser ritornato al beneficiario in attesa di rinegoziazione per il pagamento. Nel tentativo di esser corretti, e conoscendo la lunghezza di tale iter burocratico, il titolo è stato regolarizzato, quindi posto nuovamente all’incasso, pregando personalmente il direttore della Banca che ci venisse data possibilità di confermare per iscritto che lo stesso era stato emesso dalla “Edil Valery” e che la mancata timbratura era stata una nostra disattenzione, sanando così la irregolarità dello stesso, nell’interesse del beneficiario di accorciare il più possibile i tempi di regolarizzazione e pagamento. Tanto è vero che, la sera stessa,  ho scritto e ho telefonato personalmente all’avvocato Nascimbeni, legale della Maceratese srl, spiegando l’accaduto, e di quanto mi fossi adoperato al fine di intervenire per ottimizzare i tempi, senza attendere lungaggini burocratiche. Ho avuto una conversazione piacevole con un professionista, (persona per bene e leale, l’avvocato), che apprezzava quanto stavo facendo per poter concludere la questione immediatamente. In quella conversazione lo ringraziai per aver redatto il verbale di consegna dell’assegno domenica 25 gennaio prima dell’incontro, poiché con tale verbale rendeva una cortesia anche alla Civitanovese, visto che io non ero presente per problemi di salute e che il titolo non era tratto su un conto della stessa Società calcistica che rappresento.

L'avvocato Giancarlo Nascimbeni

L’avvocato Giancarlo Nascimbeni

Lunedì 2 febbraio, l’amministratore unico della “Edil Valery”, tornato dall’estero per un viaggio di lavoro, si è recato in banca per rilasciare dichiarazione di accettazione del titolo, pur sprovvisto del timbro sulla firma di traenza, ed il giorno successivo lo stesso è stato pagato, ed è con esito dell’avvenuto pagamento comunicato alla banca della Maceratese per via telematica. Dunque, dal giorno 26 gennaio (giorno del deposito in banca) fino al giorno 3 febbraio (data del pagamento) sono in totale 8 giorni di calendario, di cui 6 lavorativi. Se avessi voluto veramente approfittarne, avrei potuto farlo restituire al beneficiario in attesa di regolarizzazione, e forse ancora oggi sarebbe dovuto pervenire in banca per l’incasso. Detto ciò, in Italia per ogni assegno che per qualunque ragione non viene pagato al momento in cui perviene per l’incasso, ma tardivamente, come in questo caso, deve esser pagata una penale del 10%, per non incorrere nella iscrizione Cai (Centrale Allarme interbancaria). Per questa ragione, il giorno stesso del pagamento, abbiamo costituito un deposito presso la nostra banca del 10%, a disposizione della Maceratese, che ne deve curare l’incasso tramite la propria banca.

Ora, dover leggere nei giorni scorsi che l’assegno è stato pagato dopo 11 giorni, che mancava ancora il 10% della penale, non vedo a cosa possa servire se non a buttare altra benzina sul fuoco.  Ho preferito non raccogliere e non rispondere sino ad oggi, ma leggere in suddetto articolo che addirittura, con quella somma, seppure in forma ironica la Maceratese ritiene di aver pagato i rimborsi ai giocatori della Civitanovese, mi sembra davvero fuori luogo, e certamente meritevole del presente chiarimento. Nessuno vuole togliere meriti e congratulazioni alla società biancorossa, alla sua presidentessa, alla squadra e tutti gli addetti ai lavori, per i prestigiosi risultati sportivi che stanno incontrovertibilmente conseguendo nel presente campionato, ma non credo che le partite debbano poi proseguire fuori dal campo, alimentando una sequela di infide chiacchiere fuori luogo e senza motivo. Quello che spetta o spettava alla Maceratese srl, il pagamento e l’eventuale penale del 10%, non lo decidiamo nè io nè la signora Tardella, ma la legge, e per nessun motivo potrei aver interesse a infrangerla. Per una partita di calcio poi, sarebbe assurdo, una pazzia. Faccio presente che gli addetti della società Maceratese e l’avvocato Nascimbeni hanno il mio cellulare privato e il mio indirizzo email a disposizione: se fosse venuto loro un dubbio sul pagamento o meno della penale, perché non chiamarmi al fine di dissuadere ogni dubbio, e magari invitarmi all’azione affinché la cauzione depositata entrasse subito nella disponibilità della Maceratese stessa? Davvero è preferibile fare di ogni ordinaria questione una trave insormontabile per alimentare discussioni e offese di ogni tipo tra i tifosi sulle testate giornalistiche? Se tutto questo non riesce ad esser evitato tra i tifosi, cerchiamo almeno noi dirigenti e presidenti di prender le distanze da certi sconvenienti atteggiamenti, perché potremmo involontariamente infuocare qualche mente malsana che approfitta del nome dello sport per compiere atti violenti e deplorevoli. Mi rivolgo a tutti, presidenti, dirigenti, addetti ai lavori e stampa, cerchiamo per primi noi tutti di calmare gli animi: questo è il primo nostro obiettivo se vogliamo davvero bene al calcio. Spero vogliate comprendere le motivazioni di questo mio chiarimento».



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