Pochi fondi per la scuola
Si chiude anzi no
Ripensamento del vescovo Brugnaro

CASTELRAIMONDO - Lo scorso settembre il parroco monsignore Nazareno Moneta, a cui da sempre è affidata la gestione, aveva annunciato la sua volontà di chiudere la materna paritaria Manfredi Gravina, a causa delle difficoltà di gestione. Il Comune ora garantirà una cifra a sostegno tra i 40 e i 45mila euro all'anno

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La scuola di Castelraimondo

La scuola di Castelraimondo

di Monia Orazi

L’arcivescovo di Camerino, monsignor Francesco Giovanni Brugnaro salva la scuola materna paritaria Manfredi Gravina, a cui il Comune garantirà una cifra tra 40 e 45 mila euro l’anno. Lo scorso settembre il parroco monsignore Nazareno Moneta, a cui da sempre è affidata la gestione, aveva annunciato la sua volontà di chiudere, a causa delle difficoltà di gestione. Un colpo al cuore per le maestre ed il personale che rischiavano il posto di lavoro, le decine di bambini che la frequentano ed il ricordo di generazioni di castelraimondesi che hanno frequentato la scuola d’infanzia, nel palazzo donato dalla contessa Maria Sofia Giustiniani Bandini, ultima abitante del castello di Lanciano ed intitolato alla memoria del marito Manfredi Gravina. Per scongiurare la chiusura ed avere comunque a disposizione una scuola materna per i residenti, l’amministrazione comunale di Castelraimondo si è attivata per avere le necessarie autorizzazioni per dare vita ad una scuola materna statale all’interno dell’istituto comprensivo Strampelli. Dopo il Comune si sono mossi l’Ufficio Scolastico provinciale e quello regionale, sino a quando ad inizio gennaio il consiglio regionale ha deliberato di inserire la nuova scuola materna statale di Castelraimondo, nella programmazione della rete scolastica regionale, per l’anno scolastico 2015/2016. Le maestre appena venute a conoscenza della volontà di chiusura, hanno indetto alcune riunioni per sensibilizzare la popolazione sull’importanza di avere in paese la scuola materna cattolica. Sul tavolo del sindaco Renzo Marinelli è arrivato un piano economico finanziario che prevedeva la riduzione di un insegnante, la riduzione del contributo comunale e l’aumento delle rette a carico delle famiglie. Per approfondire la situazione, la giunta comunale ha chiesto un incontro con Ermanno Pieroni, incaricato delle attività amministrative della scuola, che si è svolto lo scorso otto gennaio. Nel frattempo ad ottobre il Comune aveva chiesto al parroco di mettere a disposizione i locali della Gravina, per ospitare la materna, permesso accordato con lettera di don Nazareno Moneta lo scorso 17 ottobre. Il colpo di scena c’è stato durante l’incontro tra Pieroni e la giunta comunale, quando il delegato dell’arcivescovo ha annunciato che «La decisione di chiudere la scuola non era stata valutata positivamente dal consiglio Diocesano e dal Vescovo in quanto trattasi di una istituzione apprezzata dai cittadini e con istruzione fondata sui principi cattolici». Nell’incontro il sindaco Marinelli ha ribadito che il piano economico ha lasciato qualche perplessità in quanto la razionalizzazione sembrava essere consistita soltanto sulla riduzione di un insegnate, ma non vi era alcun riferimento ad altre forme di risparmio o della presenza di entrate derivanti da fonti diverse dal Comune, Stato e genitori degli alunni. Marinelli ha sottolineato che il Comune non era intenzionato a chiudere la scuola; la richiesta di una scuola materna pubblica era derivata soltanto dalla comunicazione di chiudere quella esistente e la conseguente necessità di garantire ai cittadini un servizio. Nello stesso incontro la giunta ha assunto l’impegno di garantire sostentamento alla scuola paritaria per una cifra tra i 40 ed i 45 mila euro. Il sindaco ha specificato che «Sostenendo la scuola con un intervento sostanzioso non dovranno essere aumentate le rette a carico dei cittadini in quanto ci si trova in n momento economico difficile per tutta la popolazione».

A seguito della decisione di monsignor Brugnaro, il Comune ha rinunciato temporaneamente all’apertura della materna statale, pur essendo interessato a mantenere l’autorizzazione ad aprirla. Non ci sono altri locali per attivare la scuola, se non alcuni nel plesso della scuola elementare, definiti non adeguati e sufficienti per l’attivazione della materna. I locali in questione andrebbero esaminati, verificando la loro rispondenza alle normative di edilizia scolastica e servirebbero interventi di adeguamento, da iniziare in estate, non prima di aver predisposto un progetto, aver stanziato il denaro necessario ai lavori ed aver fatto la gara per la loro aggiudicazione, attività che richiedono tempi tecnici presumibilmente incompatibili con quelli attualmente a disposizione prima dell’inizio dell’anno scolastico 2015/2016 stando alla delibera del Comune.


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