Avvocato derubato, testimoni ritrattano:
“Indotti a fare il nome della colpevole”
IN AULA - Imputata è una 57enne di Camerino. Due persone sentite oggi in udienza hanno riferito che il legale li aveva convinti a indicare la donna come autrice del furto. Il giudice ha trasmesso gli atti alla procura per accertamenti
Furto a casa di un avvocato, i testimoni ritrattano tutto: «siamo stati indotti a fare il nome della colpevole dal legale». Questo è emerso oggi nel corso di un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata e in cui è imputata una donna che aveva svolto dei lavori domestici a casa dell’avvocato. Due i testimoni che sono stati sentiti oggi nel corso del processo che si sta svolgendo davanti al giudice Claudio Bonifazi. Si tratta di persone che avevano svolto anche loro dei lavori per il legale vittima del furto e che erano testimoni dell’accusa. Dopo che nel corso delle indagini avevano indicato chi ritenevano fosse la colpevole del furto, oggi hanno detto che in realtà non ne sapevano niente e di essere stati indotti a dire certe cose dal legale, parte offesa al processo. Al termine dell’udienza il pm Lorenzo Pacini ha chiesto al giudice la trasmissione degli atti alla procura per valutare in merito alle dichiarazioni dei due testimoni. Il giudice ha disposto trasmissione verbali alla procura, chiedendo ai testimoni come mai abbiano deciso di ritrattare le precedenti dichiarazioni e quale profitto ci sarebbe stato per l’avvocato nel fargli fare questa testimonianza e in che modo avrebbe potuto costringerli a rendere determinate dichiarazioni. Al processo imputata è la 57enne Maria Rita Spoglia, di Camerino. La donna, difesa dall’avvocato Corrado Zucconi Fonseca, è accusata di essersi impossessata di due tende di cotone, di una pelliccia di visone, di diversi rotoli di cotone antico, di due quadretti, di un termo ventilatore, di due cappotti, di cinque abiti e di un posacenere d’argento che avrebbe preso da una casa che il legale aveva a Pollenza. Il bottino era di circa 18mila euro. I fatti risalgono al 19 dicembre del 2010. Al processo è parte civile il legale, vittima del furto, assistito dall’avvocato Elena Pasquali.
(Gian. Gin.)
