La spending review
di Fondazione Carima
Ipotesi Unimc a Palazzo Romani Adami
MACERATA - Trattative in corso tra le istituzioni cittadine per spostamenti di sedi e uffici. Presto l'Agenzia delle Entrate prenderà i locali della caserma papalina mentre gli uffici comunali si trasferiranno a palazzo Conventati
di Marco Ricci
Sul tavolo della Fondazione Carima, la richiesta dell’Università di Macerata di poter utilizzare palazzo Romani Adami, attuale sede della Fondazione, per dislocare alcuni degli uffici, tra cui il rettorato, che oggi si trovano a Palazzo Conventati. Se l’intenzione del comune di Macerata è quella di trasferire parte dei propri uffici attualmente ubicati nella caserma papalina nello stabile di Piaggia della Torre, la Fondazione si è posta ormai da tempo l’obiettivo di ridurre le spese di esercizio e di valorizzare il patrimonio immobiliare concedendolo a titolo non oneroso ad importanti istituzioni cittadine. Così, dopo aver concesso all’Accademia di Belle Arti l’utilizzo di palazzo Galeotti, la Fondazione starebbe vagliando l’ipotesi di concedere all’Università la sua attuale sede di via Crescimbeni. La richiesta, avanzata da Unimc, è al vaglio del consiglio di amministrazione dell’istituzione maceratese la quale, in questa ipotesi, potrebbe utilizzare come propria sede il terzo piano di Palazzo Ricci.
Niente però al momento sarebbe definitivo, le proposte in campo sarebbero diverse, con la stessa Fondazione che non escluderebbe neppure la possibile vendita dello stabile di via Crescimbeni. L’ipotesi Unimc a palazzo Romani Adami è comunque plausibile e non sembra incontrare all’interno della Fondazione particolari ostacoli. Il dissesto Banca Marche, indubbiamente, pesa sulle scelte dell’istituzione di via Crescimbeni la quale, dai dividendi della banca conferitaria, otteneva i suoi principali attivi. Così Fondazione Carima, dopo aver ridotto al pari delle consorelle di Jesi e Pesaro i costi degli organi amministrativi, sta predisponendo un piano di contenimento dei costi di struttura anche riducendo le spese per la gestione dei propri immobili. Questa politica, oltretutto, andrà a sopperire almeno in parte l’impegno della Fondazione a favore della collettività che, inevitabilmente, verrà ridotto in futuro per le minori entrate a disposizione, dopo che la Fondazione ha già diminuito le proprie erogazioni nel corso del 2013 e del 2014 per accantonare riserve da destinare agli anni a venire.
Lunedì, giorno in cui si è tenuto l’ultimo Cda della Fondazione Carima, il sindaco di Macerata, Romano Carancini, ha rinnovato inoltre la richiesta di far gestire direttamente dal Comune di Macerata il Museo di Palazzo Ricci, sia con lo scopo di creare un unico polo museale cittadino sia per estendere i giorni di apertura. Anche questa ipotesi, sebbene nessuna decisione sia stata ancora presa, è al vaglio di Fondazione Carima la quale, lasciando al Comune la gestione degli spazi e della sua importantissima collezione di arte moderna e contemporanea, potrebbe ottenere ulteriori risparmi senza privare la collettività della fruizione del museo.
Si è aperto dunque a Macerata – tra Comune, Università, Fondazione e Agenzia delle Entrate – un piccolo Risiko! di spostameni di sedi e di uffici, un puzzle che, nella contingenza del momento, potrebbe portare ad una soluzione ideale per tutti, con il risparmio degli affitti attualmente pagati da Unimc per la sede del rettorato e di quelli relativi alla gestione di Palazzo Romani Adami per Fondazione Carima. Di sicuro, al momento, c’è però solo che l’Agenzia delle Entrate prenderà i locali della caserma papalina mentre gli uffici comunali si trasferiranno a palazzo Conventati.
